Il colpo di calore è una condizione potenzialmente grave che si verifica quando l’organismo non riesce più a regolare la propria temperatura. In queste situazioni il corpo accumula calore, la temperatura interna può salire rapidamente e possono comparire sintomi neurologici o respiratori che richiedono un intervento immediato.
Può succedere dopo una lunga esposizione al sole, durante un’ondata di caldo, in ambienti chiusi e poco ventilati, oppure dopo uno sforzo fisico intenso. I soggetti più vulnerabili sono anziani, bambini, persone con malattie croniche, chi assume alcuni farmaci e chi lavora o fa sport all’aperto nelle ore più calde. Tuttavia, il colpo di calore può colpire anche persone giovani e sane, soprattutto quando caldo, umidità e disidratazione si sommano.
I segnali da non ignorare sono confusione, disorientamento, debolezza intensa, pelle molto calda, respiro rapido, svenimento, vomito, convulsioni o perdita di coscienza. In questi casi non bisogna aspettare che la persona “si riprenda”: il colpo di calore va trattato come un’emergenza.
Cosa fare subito dopo un colpo di calore
La prima cosa da fare è chiamare immediatamente il 112 o il 118. Mentre si attendono i soccorsi, bisogna iniziare subito a raffreddare la persona. Ogni minuto conta, perché l’obiettivo è abbassare la temperatura corporea prima che il calore provochi danni più seri.
La persona deve essere spostata in un luogo fresco: all’ombra, in una stanza ventilata, in un ambiente climatizzato o comunque lontano dal sole diretto. Se possibile, va fatta sdraiare e bisogna allentare o rimuovere gli indumenti non necessari, soprattutto quelli stretti, pesanti o poco traspiranti.
Il corpo può essere raffreddato bagnando la pelle con acqua fresca, applicando panni umidi, usando un ventilatore o facendo aria mentre la pelle resta umida. Se la persona è cosciente e in grado di stare in sicurezza, può essere utile anche una doccia fresca. Le zone più efficaci su cui applicare impacchi freddi sono collo, ascelle e inguine, perché lì passano grandi vasi sanguigni vicini alla superficie.
Vestirsi contro il caldo: quali tessuti aiutano davvero
La prevenzione passa anche da ciò che si indossa. Nei giorni molto caldi è meglio scegliere abiti leggeri, ampi, chiari e traspiranti. I vestiti troppo stretti ostacolano la circolazione dell’aria sulla pelle e trattengono calore e sudore. Gli abiti ampi, invece, favoriscono l’evaporazione del sudore, che è uno dei modi con cui il corpo cerca di raffreddarsi.
Tra i tessuti più adatti ci sono cotone, lino e fibre naturali leggere. Il lino, in particolare, lascia passare bene l’aria e tende ad asciugarsi abbastanza rapidamente. Il cotone è comodo e assorbente, anche se quando si bagna molto può restare umido sulla pelle. Per questo, nelle giornate molto afose o durante attività fisica intensa, possono essere utili anche alcuni tessuti tecnici traspiranti, purché siano leggeri e progettati per far evaporare il sudore.
I colori contano. Gli indumenti chiari riflettono meglio la luce solare rispetto a quelli scuri, che tendono ad assorbire più calore. All’aperto sono utili anche cappelli leggeri, preferibilmente a tesa larga, e occhiali da sole.
I tessuti e gli abiti peggiori quando fa molto caldo
Nelle giornate più calde è meglio evitare abiti scuri, aderenti, pesanti o sintetici non traspiranti. Alcuni tessuti sintetici possono intrappolare calore e sudore, aumentando la sensazione di afa e rendendo più difficile la dispersione del calore corporeo. Anche jeans pesanti, capi elasticizzati molto stretti, tessuti plastificati o abiti a più strati possono diventare un problema se la temperatura è alta.
Il punto non è demonizzare ogni fibra sintetica. Alcuni materiali tecnici sportivi sono progettati per asciugarsi in fretta e favorire la traspirazione. Il problema riguarda soprattutto i tessuti che non lasciano respirare la pelle, trattengono umidità o impediscono al corpo di raffreddarsi.
Durante le ondate di caldo, l’abbigliamento migliore è quello che crea meno barriera possibile tra pelle e aria: pochi strati, taglio morbido, tessuti leggeri e colori chiari. È una scelta semplice, ma può ridurre il carico termico sul corpo, soprattutto quando si resta all’aperto per molte ore.
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La prevenzione resta la misura più efficace
Sapere cosa fare dopo un colpo di calore è fondamentale, ma la prevenzione resta il primo strumento di protezione. Nelle giornate più calde è meglio evitare gli sforzi nelle ore centrali, bere regolarmente, cercare ambienti freschi, proteggersi dal sole e controllare le persone più fragili.
Gli abiti non bastano da soli a evitare un colpo di calore, ma possono aiutare il corpo a gestire meglio le alte temperature. Allo stesso modo, bere acqua e stare all’ombra non annullano il rischio se si resta troppo a lungo in condizioni estreme.
Il messaggio da ricordare è semplice: se compaiono sintomi gravi, bisogna agire subito. Chiamare i soccorsi, spostare la persona al fresco e iniziare il raffreddamento sono i passaggi più importanti. Il caldo può diventare pericoloso in poco tempo, ma riconoscere i segnali e intervenire rapidamente può ridurre il rischio di conseguenze serie.
Fonti
Croce Rossa - Colpo di calore