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Come combattere il cancro attraverso la genetica: uno studio lo conferma

Ultimo aggiornamento – 05 marzo, 2020

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Negli ultimi anni, sono stati fatti passi enormi per combattere il cancro. Alcuni scienziati hanno modificato geneticamente il sistema immunitario dei topi per aiutarlo a combattere i tumori. Il sistema immunitario serve per difendere il corpo dalle infezioni e dal cancro, ma i tumori riescono a sviluppare dei modi per sfuggire al controllo.

Il team dell’University College di Londra è riuscito a manipolare il DNA delle cellule del sistema immunitario in modo da combattere questa grave malattia. Gli esperti hanno detto che l’idea è quella di testare il metodo anche sugli esseri umani.

Il fatto di sfruttare la potenza del sistema immunitario per combattere il cancro è un’idea davvero innovativa, tra le più interessanti nel campo della medicina. Una gran parte della ricerca è stata destinata al “chemical handshake“, cioè al legame chimico che i tumori utilizzano per disabilitare le cellule immunitarie.

Una classe di farmaci chiamati inibitori di checkpoint, come ad esempio il Pembrolizumab e il Nivolumab, eliminano il chemical handshake e sono già disponibili per i pazienti. Questa scoperta ha portato a dei risultati eccezionali per alcuni, ma potrebbe anche avere effetti collaterali sull’intero sistema immunitario.

Negli esperimenti sui topi, gli scienziati hanno estratto le cellule T dall’interno del tumore per essere addestrate a distruggere il tumore. Nei test sul melanoma e sul fibrosarcoma, la sopravvivenza dei topi è aumentata da meno del 20% senza trattamento a più del 70% con il trattamento.

Il dr. Sergio Quezada, uno dei ricercatori, ha dichiarato: “Questa è una scoperta davvero emozionante che potrebbe diventare un vero e proprio mezzo per aggirare le difese del cancro attraverso le cellule immunitarie che riescono ad identificarlo e a distruggerlo”.

Mutazioni genetiche e cancro

Il cancro è una malattia genetica, in quanto è causato da alcune mutazioni dei geni che controllano la crescita e la divisione delle cellule. Tali cambiamenti includono le mutazioni nel DNA, che costituisce i nostri geni.

Le mutazioni genetiche che aumentano il rischio di cancro possono essere ereditate dai nostri genitori se i cambiamenti sono presenti nelle cellule germinali, che sono le quelle riproduttive (ovuli e spermatozoi). Tali mutazioni si trovano in ogni cellula dei figli.

I cambiamenti genetici possono anche essere acquisiti durante la propria vita, come risultato di errori che si verificano nella divisione delle cellule, principalmente a causa dell’esposizione ad alcune sostanze chimiche, come il fumo, le radiazioni o i raggi ultravioletti.

I cambiamenti genetici che si verificano dopo il concepimento sono chiamati somatici (o acquisiti). Possono insorgere in qualsiasi momento della vita di una persona. Il numero di cellule del corpo che porta tali cambiamenti dipende dal momento in cui questi si sono verificati.

In generale, le cellule tumorali effettuano più cambiamenti genetici rispetto alle cellule normali. Ma il cancro di ogni persona ha una combinazione unica di alterazioni genetiche. Alcuni di questi cambiamenti possono essere il risultato del cancro, piuttosto che la causa. Via via che il tumore continua a crescere, si verificheranno ulteriori modifiche: anche all’interno dello stesso melanoma, le cellule tumorali possono avere diversi cambiamenti genetici.

Le mutazioni genetiche ereditarie

Le mutazioni genetiche ereditarie svolgono un ruolo importante (5-10%) in tutti i tipi di tumori. I ricercatori hanno associato le mutazioni nei geni specifici a più di 50 sindromi ereditarie di cancro, che sono patologie che possono predisporre gli individui a sviluppare alcuni tipi di tumori.

I test genetici possono dire se una persona abbia dei segni di queste mutazioni; questi test possono anche mostrare se i membri della famiglia senza una malattia evidente abbiano ereditato la stessa mutazione di un membro della famiglia che ha avuto il cancro.

Molti esperti consigliano alle persone che hanno una storia familiare legata al cancro di effettuare questi test genetici per prevenire, o comunque per curare adeguatamente, questa malattia. Il cancro però si può sviluppare sempre nell’ambiente familiare, ma non solo per via per via genetica, ma piuttosto in relazione agli ambienti condivisi e agli stili di vita (per esempio, l’uso del tabacco in famiglia).

Anche se in una famiglia è presente una mutazione dannosa, non tutti coloro che la ereditano necessariamente devono sviluppare il cancro. Diversi fattori influenzano il risultato, tra cui il modello di ereditarietà del cancro.

I test genetici: come funzionano?

I test genetici vengono generalmente richiesti dal medico: il colloquio con un esperto può aiutare le persone a considerare i rischi, i benefici e i limiti delle analisi genetiche nella loro particolare situazione.

I risultati dei test genetici possono essere positivi, negativi o incerti. Un consulente genetico, un medico o un altro operatore sanitario qualificato nel campo della genetica può aiutare un individuo o una famiglia a comprendere i risultati dei test. Questi professionisti possono anche aiutare a capire i risultati incidentali che un test può produrre, come ad esempio un fattore di rischio genetico per una malattia che non è correlata alla ragione della somministrazione del test, chiarendo anche le possibili implicazioni dei risultati dei test per gli altri membri della famiglia.

Non solo genetica…

Sappiamo ormai con buona certezza che il cancro origina da un accumulo di mutazioni, cioè di alterazioni dei geni che regolano la proliferazione e la sopravvivenza delle cellule, la loro adesione e la loro mobilità.

Le mutazioni possono manifestarsi in momenti molto differenti, anche sotto l’influenza di stimoli esterni. Il tumore benigno può essere considerato la prima tappa di queste alterazioni. Tuttavia, molto di frequente, questa fase viene saltata e si arriva alla malignità senza evidenti segni che facciano da allarme.

Nella stragrande maggioranza dei tumori, invece, le alterazioni dei geni che sono responsabili dei tumori sono determinate da cause ambientali. Sono provocate dall’esposizione prolungata ad agenti cancerogeni, di origine chimica, fisica o virale.

Tuttavia il fumo, l’amianto, alcune sostanze sviluppate dalla combustione del petrolio o del carbone, l’alcol, una dieta poco sana, i raggi UV del sole, le sostanze chimiche a cui possono essere esposti i lavoratori a volte possono sommarsi a una “debolezza” genetica innata e arrivare a provocare delle mutazioni.

La risposta della scienza

Per affrontare questo tipo di problematica si è sviluppata una grande quantità di lavoro di laboratorio per analizzare il DNA e le parti genetiche che condizionano l’aumentato rischio allo sviluppo tumorale.

Ma c’è anche una scienza in particolare – parliamo dell’epidemiologia – il cui scopo è identificare le cause dei tumori e i fattori di rischio associati. Grazie agli studi epidemiologici è stato possibile, per esempio, dimostrare che il fumo di sigaretta aumenta il rischio di tumore del polmone o che l’alimentazione scorretta contribuisce ad aumentare il rischio di molte neoplasie.

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