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Come scegliere l’acqua da bere?

Ultimo aggiornamento – 24 Giugno, 2015

L’acqua è il principale componente chimico del nostro corpo e costituisce circa il 60 per cento del peso corporeo degli adulti, oltre l’80% nei neonati. Tutta la fisiologia umana si basa sull’acqua. Ad esempio, l’acqua contribuisce a pulire dalle tossine gli organi vitali, trasporta le sostanze nutrienti alle cellule, fornisce un ambiente umido per mantenere efficienti le mucose presenti nell’apparato uditivo, nel naso, nella gola, regola la temperatura corporea, tramite la sudorazione, ed è il principale veicolo di espulsione degli scarti metabolici attraverso feci e urine.

La mancanza di acqua porta a disidratazione, una condizione che si verifica quando non si ha abbastanza acqua nel corpo che, quindi, non può più svolgere le normali funzioni. Anche una lieve disidratazione può portare problemi fisiologici molto gravi.

In ogni momento della giornata ci si disidrata, per sudorazione, attività fisica, con le urine e le feci. È importante, quindi, bere per ricostituire le riserve di liquidi necessarie.

Quanto bisogna bere?

Il consumo d’acqua è influenzato dalla massa corporea, dallo stile di vita e dal clima. La quantità d’acqua necessaria è, quindi, diversa per ciascuno di noi. Una raccomandazione generale, calcolata per chi vive in climi temperati, prevede l’assunzione di almeno 3 litri al giorno per gli uomini e 2 per le donne [1].

Come scegliere l’acqua e leggere l’etichetta?

Non basta soltanto bere la giusta quantità d’acqua, altrettanto importante è scegliere una buona acqua che mantenga stabile l’equilibrio idrico salino nel nostro organismo e che sia controllata e analizzata in modo da escludere la presenza di pesticidi e agenti inquinanti.

Occorre quindi controllare l’acqua che sgorga dal nostro rubinetto, tutti gli acquedotti pubblici sono tenuti a esibire i valori delle acque erogate e renderli pubblici e, altrettanto importante, se si acquista acqua minerale, saper leggere le etichette.

A differenza di quanto possa sembrare a prima vista, non è molto difficile informarsi sulla qualità delle acque, se ci si riferisce al normale consumo quotidiano. Pochi sono gli elementi da controllare e, tra questi, quelli fondamentali sono il residuo fisso, il pH, ed il contenuto di sodio, anche se meno importante dei primi due valori.

Il residuo fisso è un valore, calcolato a 180°, che indica quanti minerali sono ancora presenti nell’acqua portata a ebollizione a 180°. La tabella dei risultati è questa:

Residuo fisso

  • < 50 mg/l acqua poco mineralizzata
  • 50 < 500 acqua oligominerale
  • > 500 < 1500 acqua minerale
  • > 1500 acqua fortemente mineralizzata

Il consumo di acqua minerale è indicato solo in particolari situazioni, quelle che comportano una perdita elevata di sali minerali, come durante attività fisica intensa. Non è indicata per il consumo quotidiano in quanto la grande quantità di sali presenti può affaticare i reni.

L’acqua poco mineralizzata è indicata per favorire la diuresi e per i bambini molto piccoli. L’acqua da portare quotidianamente in tavola è quella oligominerale, nella quale è presente la giusta quantità di sali minerali. L’acqua fortemente minerale è considerata quasi alla stregua di un farmaco e deve essere assunta solo dietro indicazione medica.

Il secondo valore da prendere in considerazione è il pH.

Il pH indica il grado di alcalinità o acidità di una sostanza. Il valore 7 indica il neutro. Valori inferiori indicano acidità, superiori alcalinità. Le acque in commercio sono quasi tutte a pH neutro o quasi.

In realtà, è noto che la dieta abituale tende ad acidificare il nostro corpo e lo stato di acidità è collegato alla presenza di molti radicali liberi, quindi a invecchiamento e a uno stato che favorisce le malattie. Bisognerebbe bere acqua alcalina, molto difficile da trovare in natura.

Per questo vengono commercializzati appositi erogatori che, tramite un processo di elettrolisi, ionizzano e alcalinizzano, dopo averla microfiltrata per purificarla al 99%, l’acqua del rubinetto. La ionizzazione ha un forte effetto antiossidante, infatti libera grandi quantità di ioni H+, che catturano i radicali liberi O-, ripristinando l’ambiente alcalino dell’organismo.

Chi è un consumatore, più o meno abituale, di bevande gasate è bene sappia che, oltre agli zuccheri, alla caffeina e agli additivi, il pH delle cola più vendute è fortemente acido, con un valore di 2,5.

Per quanto riguarda il sodio, le acque molto povere di sodio sono da preferirsi, in quanto la nostra alimentazione permette sempre di avere tutto il sodio necessario per la funzione cellulare della “pompa sodio potassio”, un fondamentale meccanismo di regolazione dell’equilibrio cellulare.

6 ragioni per bere più acqua

La medicina e le istituzioni sanitarie raccomandano di bere molta acqua, ancor più nel periodo estivo. Ecco un buon promemoria [2]:

  1. Bere acqua aiuta a mantenere l’equilibrio dei fluidi corporei. Il corpo è composto da circa il 60% di acqua. Le funzioni dei fluidi corporei includono la digestione, l’assorbimento, la circolazione, la creazione di saliva, il trasporto dei nutrienti e il mantenimento della temperatura corporea.
  2. L’acqua può essere utile nel controllo dell’assunzione di calorie e favorisce il mantenimento del peso forma. In questo caso, attenzione, non si tratta di bere molta acqua per dimagrire. L’acqua non ha alcun potere dimagrante, in sé e per sé. Se però si scelgono alimenti molto ricchi d’acqua, come i vegetali, si ottengono benefici sia perché meno calorici che perché l’acqua ne aumenta il volume, il tempo di masticazione aumenta e, quindi, vengono assorbiti più lentamente, cosa che aiuta a dare un senso di sazietà. Senza dimenticare l’apporto di fibre e sostanze nutrienti.
  3. L’acqua mantiene efficiente la muscolatura corporea. Le cellule che non mantengono il loro equilibrio di liquidi ed elettroliti tendono a ridursi di volume, quasi ad accartocciarsi, diventando poco funzionali e creando stanchezza e problemi muscolari come i crampi. Le prestazioni personali, conseguentemente, ne risentono molto.
  4. L’acqua aiuta a mantenere la pelle tonica e liscia. La pelle contiene molta acqua e funziona come una barriera protettiva per prevenire la perdita di liquidi in eccesso. L’idratazione è fondamentale per mantenere la pelle funzionale.
  5. L’acqua è fondamentale per la funzionalità renale. La quantità di acqua da espellere con le urine è regolata dall’ipofisi che, quando il livello corporeo si abbassa, attiva gli stimoli cerebrali del senso di sete. La funzionalità renale è fortemente dipendente dalla giusta quantità di acqua. Se ai reni arriva sempre la giusta quantità di fluidi, l’escrezione dei prodotti di scarto avviene senza problemi, il flusso urinario è importante e l’urina è di colore chiaro e priva di odore. Quando il corpo non è ben idratato la concentrazione delle urine, il colore e l’odore aumentano e possono essere indice di sofferenza renale.
  6. L’acqua aiuta a mantenere la normale funzione intestinale. Un’adeguata idratazione mantiene fluido e scorrevole il tratto gastrointestinale e previene la stitichezza. Una quantità di acqua adeguata, soprattutto se assunta insieme alla fibra vegetale, è la combinazione perfetta per mantenere pulito e privo di scorie l’ intestino. Quindi non dimenticate di mangiare molta frutta e molte verdure.

I rischi che si nascondono nell’acqua

L’acqua, lo spreco e la sua qualità, sono un problema sempre più diffuso a livello mondiale. Diminuzione delle riserve, preoccupa soprattutto la costante riduzione dei ghiacciai dovuta al surriscaldamento globale, inquinamento e difficoltà di accesso per i grandi consumatori, si pensi all’agricoltura, sono argomenti sempre presenti nelle conferenze mondiali sul clima, che portano sempre nuove direttive e documenti, per lo più disattesi.

In Italia, le cui risorse idriche sono sicuramente ancora importanti, l’attenzione è stata posta, nel corso degli anni, soprattutto sull’inquinamento e sui problemi derivanti da una rete di acquedotti pubblici vecchi, poco funzionali e fonte di molti sprechi.

Attualmente, dal punto di vista della qualità delle acque, sono stati fatti molti passi avanti tanto da poter dire che la qualità è generalmente molto buona. Molto resta da fare sul fronte delle reti, per renderle più efficienti ed in grado di evitare sprechi causati da perdite e malfunzionamenti [3].

L’acqua e i calcoli renali

Le dolorosissime coliche renali sono il segnale più evidente della presenza di calcoli. L’acqua, anche quella più dura per la presenza di calcio, non è responsabile della loro formazione, ma è ancora oggi il miglior rimedio per eliminarli.

I calcoli sono cristallizzazioni di minerali presenti in eccesso che si formano nei reni, difficili da espellere. Causati, molto spesso, dal colesterolo alto, frutto di diete troppo ricche in grassi e povere di fibre.

L’acqua è, ancora oggi, il rimedio più utilizzato per permetterne l’espulsione. Acque poco mineralizzate, con residuo fisso inferiore a 50 mg/l, sono le più indicate per favorire la diuresi. Bisogna bere molto e armarsi di pazienza e di un buon antidolorifico poiché il processo non è né breve né indolore [4].

Fonti

[1] Water: How much should you drink every day? http://www.mayoclinic.org/healthy-lifestyle/nutrition-and-healthy-eating/in-depth/water/art-20044256

[2] 6 Reasons to Drink Water http://www.webmd.com/diet/6-reasons-to-drink-water

[3] Water risk http://www.wri.org/tags/water-risk

[4] Kidney Health and Kidney Disease Basics http://www.healthline.com/health/kidney-disease

 

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