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Dermatite da contatto: come prevenire e curare il fastidioso eczema sulle mani

Redazione

Ultimo aggiornamento – 13 Settembre, 2018

Dermatite da contatto: come prevenire e curare il fastidioso eczema sulle mani

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Le mani costituiscono un elemento cardine della bellezza, soprattutto femminile, e uno degli elementi del corpo che si notano per primi, per cui il loro mantenimento in ottimo stato è fondamentale nella vita di relazione e nel mantenimento della propria autostima.

Il contatto con una mano morbida e ben curata, che oltretutto trasmette un senso di pulizia e di cura di sé, certamente predispone meglio all’accoglienza del/la nuovo/a venuto/a; al contrario, una mano secca, grinzosa, ruvida, screpolata trasmette sensazioni tattili sgradevoli, che possono in alcuni casi indurre addirittura un senso di repulsione, di rifiuto.

Esse però sono anche una delle parti del corpo più facilmente deteriorabili, in quanto esposta alle aggressioni chimiche e fisiche e ai fattori climatici. È questo il motivo per cui una delle categorie di lavoratori a più alta incidenza di dermatite da contatto di natura irritativa (DIC) o allergica (DAC) delle mani è rappresentata dalle casalinghe. Soprattutto in questa categoria di lavoratrici, la DAC è una patologia sicuramente invalidante per cui meriterebbe il riconosciuto quale malattia professionale (con tutte le logiche conseguenze assistenziali e pensionistiche).

“Dermatite delle casalinghe”: i sintomi dell’eczema sulle mani

Dermatite irritativa e dermatite allergica nelle casalinghe si manifestano preferibilmente in inverno. Infatti, se è vero che in estate la sudorazione facilita l’assorbimento delle sostanze allergizzanti da contatto, in inverno il freddo e il vento, sommandosi all’azione irritativa dei detersivi e degli altri aggressivi chimici comunemente utilizzati nei lavori domestici, nonché al caldo delle abitazioni spesso surriscaldate, inducono facilmente uno stato di secchezza e la comparsa di fessurazioni (ragadi), che permettono una maggiore penetrazione di materiale allergizzante.

In caso di sospetta dermatite e eczema, la diagnosi si basa sull’osservazione clinica (eccezionale il ricorso al prelievo bioptico), mentre solo la tecnica dei Patch-test permette di individuare i fattori causali, le sostanze cioè che scatenano la reazione allergica. Poiché per la dermatite allergica non c’è possibilità di trattamento desensibilizzante (fatta eccezione per il Nichel, ma con risultati alquanto incerti) e, dato che le terapie sia per via generale sia per via locale non sono risolutive, è fondamentale conoscere gli elementi causali per poter effettuare una accurata prevenzione, evitando di venire in contatto con tali sostanze (di qui l’utilità dei Patch-test).

Quali sono le sostanze irritanti che possono causate eczemi alle mani?

In ambiente domestico, numerose sono le sostanze che possono indurre sensibilizzazione e quindi eczema, ma fra tutte predomina con certezza il Nichel; cercare di evitare il contatto con materiali contenenti Nichel è, ahimè, estremamente difficile. Infatti il nichel è un elemento chimico (numero atomico 28, simbolo Ni) a distribuzione pressoché ubiquitaria, presente cioè (ancorché in quantità variabile) in tutti gli organismi animali e vegetali, e in gran parte dei prodotti industriali di uso comune, quali:

  • oggetti metallici di abbigliamento e/o da lavoro (orecchini, collane, ganci, bottoni, spille, chiusure lampo, bracciali d’orologio, chiavi, accendini, occhiali, posate ecc.);
  • monete, protesi, coloranti ed arriccianti per ciglia e capelli;
  • detersivi, leghe d’oro, argento ed altri metalli;
  • insetticidi, fungicidi, cere per scarpe, mordenzanti tessili, ceramiche, oli, vernici ad acqua;
  • cuoio conciato, oggetti in cuoio (guanti, marocchino del cappello, scarpe, ecc.).

L’elevata frequenza della allergia al nichel ha indotto il legislatore a stabilire per legge la quantità di nichel che può essere presente in leghe metalliche, materiali di uso corrente, ecc. Ciò spiega, ad esempio, il motivo per cui i monili in oro (giallo o bianco che sia) prodotti negli ultimi anni, contrariamente all’oro vecchio, necessitano di frequente lucidatura e sono generalmente ben tollerati dai soggetti nichel-sensibilizzati. D’altra parte, l’industria da alcuni anni, già prima delle norme legislative, ha iniziato a produrre bigiotteria, strumentario sanitario quale quello destinato agli odontoiatri, pellame, cosmetici, ecc., privi di nichel.

Essendo frequente la presenza contemporanea di Nichel e Cromo (numero atomico 24, simbolo Cr) nello stesso prodotto, sarà necessario stare attenti a evitare i contatti anche con: cemento, oggetti cromati, vernici, inchiostri, resine, matite e penne colorate, soluzioni per fotoincisione, litografia e stampa; e ancora, sbiancanti, candeggianti, ossidanti, caustici, profumi, antisudorali, fiammiferi, cere per scarpe, porcellane, fiori artificiali, mordenzanti tessili, antiruggine, carta da parati, carta moneta, oli minerali e alcune materie plastiche.

L’assunzione orale e/o la manipolazione di alimenti ricchi di Nichel o che ne cedono in grande quantità può con molta probabilità riaccendere la patologia cutanea. Sarà quindi preferibile evitare l’assunzione di Arachidi, Aringhe, Asparagi, Birra, Cacao, Carote, Cibi in scatola, Cioccolato, Cipolle, Crackers, Crostini, Fagioli, Farina di grano integrale, Farina di mais (polenta), Fette biscottate, Focacce, Funghi, Gelato industriale, Lattuga, Lenticchie, Legumi, Lievito artificiale, Mandorle, Margarina, Nocciole, Ostriche, Pera, Piselli, Pomodori, Pop corn, Prugne, Rabarbaro, Riso e farina integrale, Spinaci, Thé, Uva passa, Vino.

In alternativa si possono assumere, in modica quantità: cavolo, cavolfiore, cetrioli, lattuga, caffè, farina OO, frutta (tranne quella citata in precedenza), marmellate, olio di oliva, riso brillato, uova, mentre si possono assumere liberamente: burro, formaggi, latte, yogurt, patate, pollame, tutte le carni, pesce (tranne aringhe ed ostriche).

Come prevenire la dermatite allergica?

Tornando al problema prevenzione, è bene ricordare che il nichel non viene eliminato/inattivato dalla cottura, anzi la quantità presente negli alimenti può essere aumentata per estrazione di questo metallo dai recipienti impiegati per la preparazione e/o la cottura. Una valida alternativa è rappresentata dall’utilizzo di pentole in acciaio inox.

Parte integrante e basilare della prevenzione è costituita dalla protezione delle mani con guanti durante l’attività domestica, quali preparare i cibi (pomodoro, aglio, cipolla, limone. pollame, pesce, ecc. , alcuni anche per l’aggressività dei loro succhi), lavare le stoviglie, lucidare i mobili, lavare i pavimenti, ecc., ma anche caricare e scaricare la lavatrice e/o la lavastoviglie (ad evitare il contatto con i detersivi).

Per prevenire DIC e DAC e mantenere in buone condizioni le mani è fondamentale e inderogabile l’utilizzo costante di guanti di puro cotone bianco (ad evitare l’insorgenza di possibili allergie da contatto ai coloranti e/o ai tessuti) lavati a mano con il vecchio sapone di Marsiglia (preferibile evitare i detersivi) su cui indossare guanti in pvc (evitiamo il lattice e/o la gomma per le possibili sensibilizzazioni) durante i lavori domestici che prevedano prolungate immersioni in acqua (specie se molto calda o molto fredda), l’uso di detersivi, sgrassanti, ecc. o la manipolazione di alimenti. I guanti vanno tenuti in sede per 15-20 minuti, a evitare eccessiva sudorazione e quindi macerazione delle mani, alternando lavori che prevedono l’impiego di detersivi o altri aggressivi chimici con lavori meno traumatizzanti.

Queste precauzioni sono fondamentali per tutti, ma assolutamente inderogabili per i soggetti notoriamente allergici. Questi ultimi durante il giorno possono applicare creme barriera resistenti a rapidi lavaggi che formano una sorta di pellicola protettiva.

Nella fase acuta della dermatite si potranno usare creme cortisoniche, preparati decongestionanti, idratanti, rielasticizzanti, creme barriera, ecc.

Altro elemento importante è la detersione delle mani. Questa va effettuata con acqua tiepida e sapone a pH lievemente acido (l’alcalinizzazione della cute favorisce l’attecchimento della flora batterica) arricchiti di idratanti e nutrienti da applicare su tutta la superficie della mano (palmo,dorso, spazi interdigitali, margine libero al di sotto dell’unghia, utile anche la rimozione degli anelli durante il lavaggio ad evitare il fermarsi dello sporco al di sotto di questi), massaggiare per circa 20 secondi, quindi risciacquare abbondantemente a rimuovere ogni traccia di sapone.

L’asciugatura, importantissima per mantenimento di una cute setosa, morbida, liscia, brillante, piacevole al tatto, bella da vedere, deve essere particolarmente accurata utilizzando un panno morbido e asciutto o asciugamani monouso di carta; il permanere di umidità provoca arrossamento, secchezza o macerazione. I lavaggi troppo frequenti e l’uso di saponi molto aggressivi inducono la comparsa di un senso di stiramento, pizzicore, bruciore, la cute si arrossa e diviene secca, ruvida, anelastica e spesso solcata da spaccature (ragadi), a volte tanto piccole da essere impercettibili a occhio nudo.

Una mano così ridotta, privata del normale film idrolipidico che la protegge, è molto più esposta all’aggressione di batteri, miceti, ecc. e permette una maggiore penetrazione di agenti chimici nocivi ed allergizzanti. Dopo il lavaggio va applicata su tutta la mano, spingendosi sino alla pelle circostante le unghie, una crema idratante per ripristinare il giusto grado di idratazione della cute.

L’uso quotidiano di creme idratanti di buona qualità è fondamentale per il mantenimento in buono stato della cute delle mani: per il giorno la scelta dovrà ricadere su prodotti facilmente assorbibili (ad evitare di avere le mani appiccicose), mentre per la notte si potranno utilizzare preparazioni più grasse e quindi di più lento assorbimento. Indossare guanti in cotone la notte favorisce l’assorbimento delle sostanze nutrienti.

In presenza di mani molto rovinate si può ricorrere all’applicazione di maschere da tenere una mezz’ora, possibilmente avvolte in panno caldo (il calore favorisce l’assorbimento degli idratanti e dei nutrienti), per poi risciacquare con acqua tiepida o al trattamento con gli scrub (a base di acidi della frutta, acido glicoli, ecc. o piccoli granuli che leviga per azione meccanica).

In caso di problemi particolari la scelta dovrà essere particolarmente oculata. Così, per le mani arrossate si darà preferenza a preparazioni particolarmente nutrienti ed emollienti contenenti, ad esempio, glicerina, estratto di camomilla, allantoina, ecc.; per le mani secche con ragadi la scelta ricadrà su prodotti leggermente occlusivi (a evitare l’evaporazione dell’acqua cutanea) contenenti idratanti ed emollienti. Per le mani estremamente rovinate e secche si ricorrerà a una crema ammorbidente intensiva ricca di vitamine e minerali, che ammorbidisce rapidamente la cute e con le quali si potrà effettuare un benefico massaggio.

Ultima notazione: il fumo nuoce fortemente all’eutrofismo della cute delle mani

Nel corso di dermatite irritativa dermatite allergica delle mani è possibile osservare un coinvolgimento delle unghie con modificazioni dell’aspetto e/o della consistenza della lamina ungueale, sia per infiammazione della matrice sia per aggressione chimica e/o fisica della lamina ungueale.

In tal caso, anche le unghie necessitano di un adeguato trattamento per ripristinare o mantenersi in buono stato (Superficie liscia e lucente, colorito roseo, forma a mandorla, spessore uniforme, buona consistenza, margine libero uniformemente arrotondato e compatto). La prima cosa utile da fare costantemente, senza sconti, è indossare i guanti durante i lavori domestici, lavare immediatamente dopo le mani con acqua tiepida e sapone non aggressivi a pH lievemente acido senza eccedere nella lunghezza del lavaggio (l’acqua indebolisce le unghie disidratandole), rimuovere in maniera completa e accurata lo smalto, mediante solventi che non contengono acetone (la permanenza del solvente seccherebbe la lamina ungueale).

Per rinforzare e nutrire la cheratina ungueale è utile immergere per qualche minuto le unghie in olio di oliva o limone (usando il succo o introducendo le dita in un mezzo limone) o miscela di entrambi, a mano asciutta. La rimozione delle pellicine intorno all’unghia e la cuticola che ne protegge la base deve essere fatta senza strappare o premere con forza, ad evitare reazioni infiammatorie. Per la cuticola si possono utilizzare creme apposite che ne facilitano la rimozione aiutandosi poi con cotton fioc.

Per la limatura è preferibile evitare le limette in ferro (troppo aggressive, tendono a spezzare e sfaldare l’unghia) e limare partendo dai lati verso il centro. Dopo queste operazioni, l’unghia va idratata, massaggiandola con creme nutrienti.

Nella scelta degli smalti evitare l’uso frequente di smalti a rapida essiccazione e, per quelli colorati, può essere utile applicare prima sull’unghia una base protettiva ad evitare di macchiarla.

Per combattere la fragilità delle unghie è certamente utile una dieta ricca di minerali e vitamine (Vitamina A, biotina, ferro, sali minerali, aminoacidi solforati, ecc.) o integratori alimentari dedicati allo scopo reperibili in farmacia, e massaggiare ogni sera l’unghia con olio di oliva, gel nutrienti o basi rinforzanti. Possibile l’utilizzo di smalti idrosolubili rinforzanti reperibili in farmacia.

Una ultima notazione. In casi sempre più rari è possibile osservare una dermatite allergica da contatto da smalto e/o prodotti per le unghie localizzati al volto, e in particolare alle palpebre e/o al collo e/o alle guance. Ciò è dovuto al frequente contatto delle dita, e delle unghie in particolare, con queste superfici. È una evenienza, questa, da tenere ben presente allorché si effettui una ricerca allergologica per dermatiti allergiche del volto apparentemente di inspiegabile origine.

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