Un medico francese rientrato da una missione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo è risultato positivo al virus Ebola subito dopo l'arrivo a Parigi. Lo ha comunicato il ministero della Salute francese, precisando che si tratta del primo caso legato all'epidemia in corso individuato fuori dal continente africano.
L'uomo, impegnato sul campo con l'ong Alima, aveva preso un volo diretto dalla capitale congolese Kinshasa. Le sue condizioni, lievi alla partenza, sono peggiorate durante il volo. Una volta atterrato è stato trasferito in isolamento in una struttura ospedaliera specializzata, dove ora si trova in condizioni stabili.
Le autorità sanitarie hanno inoltre disposto l'isolamento precauzionale di cinque persone che si trovavano a bordo dello stesso aereo.
Il virus Bundibugyo
A differenza delle epidemie di Ebola più note, questa è causata dal virus Bundibugyo, una variante meno comune del patogeno, per cui al momento non esistono vaccini né terapie specifiche approvate, diversamente da quanto accade per la più diffusa specie Zaire, contro cui è disponibile un vaccino.
Lo precisano sia l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sia il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).
I numeri dell'epidemia in Congo
L'epidemia, dichiarata emergenza sanitaria di rilevanza internazionale dall'OMS il 17 maggio, è scoppiata nella provincia congolese dell'Ituri e si è poi estesa al Nord e Sud Kivu, oltre a un piccolo numero di casi in Uganda.
Secondo i dati dell'OMS aggiornati al 17 giugno, il Congo ha registrato 896 casi confermati e 232 decessi, con un tasso di letalità del 26%, probabilmente sottostimato, poiché molti decessi avvenuti prima della dichiarazione ufficiale dell'epidemia sono ancora in fase di accertamento. L'Ituri resta l'area più colpita, con circa il 91% dei contagi totali.
I funzionari dell'OMS hanno definito questa epidemia la più rapida mai registrata in Africa: ci sono voluti circa 37 giorni per arrivare a 250 morti, contro i 78 giorni dell'epidemia dell'Africa occidentale del 2014-2016 e i 130 giorni di quella congolese del 2018-2019. Tra i fattori che ne stanno favorendo la diffusione, le organizzazioni internazionali segnalano l'instabilità del territorio, gli spostamenti legati ai conflitti in corso nella regione e le difficoltà nel tracciamento dei contatti.
Il rischio per l'Europa
Nonostante questo, sia l'OMS che l'ECDC ribadiscono che il rischio per la popolazione europea resta basso. Il direttore generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha ricordato che negli ultimi cinquant'anni sono stati individuati meno di 30 casi di Ebola fuori dall'Africa, ed ha invitato i governi europei a non reagire in modo sproporzionato all'episodio.
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Come si trasmette il virus
Il virus si trasmette attraverso il contatto diretto con sangue, secrezioni o altri fluidi corporei di persone infette o decedute, e non per via aerea. I primi sintomi includono febbre, dolori muscolari e debolezza; nelle fasi più avanzate possono comparire vomito, diarrea ed emorragie.
Il periodo di incubazione varia da 2 a 21 giorni, e una persona diventa contagiosa solo dopo la comparsa dei sintomi: per questo i protocolli sanitari si concentrano sull'isolamento rapido dei casi sospetti e sul monitoraggio di chi è entrato in contatto con loro, come avvenuto per i passeggeri del volo Kinshasa-Parigi.
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