Mondiali 2026, gli esperti monitorano il rischio di malattie infettive: dai focolai di morbillo all’Ebola

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
Seguici su Google Discover

Data articolo – 09 Giugno, 2026

Dei tifosi

L’11 giugno prenderanno il via i Mondiali di calcio 2026, distribuiti in 16 città tra Stati Uniti, Canada e Messico. Per oltre cinque settimane, milioni di persone provenienti da ogni parte del mondo si sposteranno attraverso aeroporti, stazioni, alberghi, mezzi pubblici e stadi. Dal punto di vista sanitario, un evento di questa portata rappresenta anche un grande test per i sistemi di sorveglianza epidemiologica.

Gli specialisti delle malattie infettive sottolineano che manifestazioni di questo tipo raramente provocano grandi epidemie, ma possono facilitare la diffusione di agenti patogeni già presenti e mettere sotto pressione le strutture sanitarie locali. Per questo motivo le autorità stanno monitorando una serie di potenziali minacce, alcune molto improbabili, altre decisamente più concrete.

Ebola: il rischio esiste, ma resta molto basso

Tra le malattie che attirano maggiore attenzione c’è l’Ebola, dopo che nel maggio 2026 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato un’emergenza sanitaria globale legata a un focolaio nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda causato dal raro ceppo Bundibugyo.

Si tratta di una malattia con un tasso di mortalità elevato, che può colpire circa una persona su tre tra quelle infettate. Tuttavia gli esperti ritengono estremamente improbabile la comparsa di focolai all’interno dei Mondiali.


Potrebbe interessarti anche:


Il virus, infatti, non si trasmette per via aerea ma attraverso il contatto diretto con fluidi corporei, e le persone contagiate diventano infettive solo dopo la comparsa dei sintomi.

Per precauzione, Stati Uniti, Canada e Messico hanno introdotto controlli e restrizioni per i viaggiatori provenienti dalle aree interessate dall’epidemia.

Morbillo, influenza e COVID: le minacce più concrete

Le preoccupazioni principali riguardano però le malattie respiratorie, molto più facili da trasmettere in ambienti affollati come stadi, aeroporti e locali pubblici.

Particolare attenzione è rivolta al morbillo, che sta registrando una forte crescita in Nord America. Al 4 giugno 2026, i Centers for Disease Control and Prevention statunitensi avevano confermato 2.030 casi nel Paese, un numero già vicino all’intero bilancio del 2025.

Anche l’influenza stagionale continua a rappresentare una sfida. La stagione influenzale 2025-2026 è stata descritta come la più intensa degli ultimi trent’anni. Parallelamente, il COVID-19 continua a provocare ogni anno centinaia di migliaia di ricoveri ospedalieri negli Stati Uniti, con stime comprese tra 290.000 e 450.000 casi.

Gli esperti seguono inoltre l’evoluzione dell’influenza aviaria H5N1, che dal 2024 ha causato circa 70 infezioni umane negli Stati Uniti. Al momento non è stata osservata una trasmissione da persona a persona, ma eventuali mutazioni del virus vengono monitorate costantemente.

Zanzare e malattie importate sotto osservazione

Le città ospitanti del sud degli Stati Uniti e del Messico dovranno fare i conti anche con il rischio di malattie trasmesse dalle zanzare. La dengue, ad esempio, ha raggiunto negli Stati Uniti livelli record nel 2024, con quasi 3.800 casi, pari a un aumento del 359% rispetto alla media dei quattordici anni precedenti.

Gli specialisti osservano inoltre virus meno conosciuti come l’Oropouche, protagonista di una vasta epidemia in America Latina, e la febbre gialla, che continua a essere presente in alcune regioni dell’Africa subsahariana e del Sud America.

Anche le infezioni sessualmente trasmissibili preoccupano gli esperti

Un aspetto meno discusso riguarda le infezioni sessualmente trasmissibili. Alcuni studi indicano che circa un viaggiatore internazionale su cinque abbia rapporti occasionali durante i viaggi, e una quota significativa di questi avviene senza adeguate protezioni.Dei tifosi

Le autorità sanitarie tengono quindi sotto controllo malattie come il vaiolo delle scimmie (Mpox) e la sifilide, entrambe in crescita in diverse aree del mondo.

Sorveglianza rafforzata durante il torneo

Per tutta la durata della competizione saranno attivi sistemi di monitoraggio avanzati coordinati da università, organizzazioni sanitarie e centri di ricerca. Gli esperti raccomandano ai tifosi di verificare che le vaccinazioni siano aggiornate, utilizzare repellenti contro le zanzare, adottare comportamenti sessuali sicuri e limitare i contatti con altre persone in presenza di sintomi influenzali.

L’obiettivo è semplice: permettere a milioni di appassionati di vivere l’evento sportivo più seguito al mondo riducendo al minimo i rischi per la salute pubblica.

Fonti:

The Conversation - World Cup creates perfect conditions for infectious diseases to spread – here are the biggest threats health experts are watching for

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati
siringa con un'etichetta applicata con la scritta Ebola
L’OMS lancia l’allarme sull’Ebola in Congo: “Il contagio sta correndo più veloce della risposta sanitaria”

L’OMS lancia l’allarme sull’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo: cresce il rischio di diffusione nei Paesi confinanti.