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Quali cibi prevengono la formazione dell’emicrania?

Ultimo aggiornamento – 08 aprile, 2016

La maggior parte delle persone ha mal di testa occasionali. Infatti, è riportato che circa il 75% degli adulti nel mondo soffre di mal di testa almeno una volta l’anno. Fortunatamente, solo un mal di testa su 10 è effettivamente emicrania. Le emicranie spesso hanno una durata maggiore e presentano effetti più gravi di un comune mal di testa. Recenti studi e ricerche suggeriscono che una lieve modifica alla dieta potrebbe aiutare a limitare la frequenza delle emicranie. Ecco un suggerimento su quali alimenti mangiare e quali invece evitare.

Cos’è l’emicrania?

Chiunque l’abbia provata almeno una volta, sa che l’emicrania differisce fortemente da un comune mal di testa. L’intensità del dolore, infatti, è più forte e in genere è accompagnata da altri sintomi debilitanti. L’emicrania altro non è che un mal di testa più grave, che prende solitamente solo un lato della testa e che è seguita da nausea o fotosensibilità.

Questi sintomi sono causati da alcuni cambiamenti temporanei nella conduzione nervosa del cervello, cioè delle infiammazioni che provocano dolore alle cellule nervose. Alcuni soggetti vedono dei lampi di luce o avvertono una sensazione di formicolio negli arti prima che l’emicrania cominci. Questi flash di luce sono noti come aura. Altri invece avvertono:

  • desiderio di alcuni cibi
  • irritabilità
  • depressione

Con l’emicrania in atto, è possibile essere particolarmente sensibili a luce e rumore oppure avere nausea e vomito. Questi sintomi possono durare da poche ore fino a diversi giorni.

Cosa causa l’emicrania?

I soggetti più a rischio sono le donne a causa del calo di estrogeni poco prima del ciclo mestruale o durante la gravidanza. Tuttavia, possono provocare l’emicrania anche gli alimenti ricchi di sodio, additivi chimici come il glutammato monosodico o i dolcificanti artificiali, come l’aspartame. Altri fattori di rischio sono:

  • stress
  • consumo di alcol
  • cambiamenti di tempo
  • cambiamenti delle abitudini del sonno
  • farmaci

Quali cibi prevengono l’emicrania?

Tutti gli alimenti naturali, privi di conservanti o aromi artificiali, devono essere presi in considerazione per rivalutare la propria dieta. Secondo la Physicians Commettee for Responsible Medicine, bisognerebbe assumere alimenti antidolore, come:

  • verdure arancioni, gialle e verdi (zucca, patate dolci, carote e spinaci);
  • acqua minerale o gassata;
  • riso, specialmente integrale;
  • frutta come ciliegie e mirtilli;
  • dolcificanti naturali come sciroppo d’acero ed estratto di vaniglia.

Quali cibi bisognerebbe evitare?

Limitare la quantità di cibi che tendono a scatenare l’emicrania può facilmente diminuirne l’insorgenza. Come è stato descritto in precedenza, gli additivi chimici sono da evitare, ma anche cibi quali:

  • uova
  • pomodori
  • cipolle
  • latticini
  • grano, incluso pasta e pane
  • agrumi
  • nitriti presenti negli alimenti
  • alcool, soprattutto vino rosso
  • caffeina
  • aspartame
  • cioccolato
  • formaggi stagionati
  • noccioline

L’ideale sarebbe tenere un diario per appuntare tutti gli alimenti che si consumano e lo stato di salute giornaliero. Inoltre, si consiglia di seguire una dieta ferrea di soli cibi antidolore per due settimane per poi reintegrare altri alimenti in maniera molto graduale. In questo modo, è possibile scoprire quali cibi tendono a scatenare l’emicrania. Inoltre, è stato scoperto che la dieta chetogenica, ricca di grassi e proteine ma povera di carboidrati, allevia fortemente il dolore causato da disturbi neurologici e che pertanto può essere utile nella cura dell’emicrania.

Come si può curare l’emicrania?

Per avere un sollievo immediato dall’emicrania si consiglia di prendere un antidolorifico e di riposare in una stanza completamente buia. È possibile eliminare i sintomi di nausea e vertigini, bevendo a piccoli sorsi acqua o una sostanza molto elettrolitica, come gli integratori sportivi.

Infine, potrebbe essere d’aiuto mangiare cracker e altri alimenti inodore. Se il dolore persiste è necessario farsi prescrivere dal medico dei farmaci per limitarne l’insorgenza, oppure delle analisi e degli esami per determinarne l’origine.

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