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Endometriosi: i cibi sì e i cibi no per contrastare l’infiammazione

Redazione

Ultimo aggiornamento – 16 Settembre, 2019

Endometriosi: i cibi sì e i cibi no per contrastare l’infiammazione

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L’endometriosi colpisce circa 3 milioni di donne in Italia, ma purtroppo è ancora molto sottovalutata e poco diagnosticata.

Il riconoscimento precoce della malattia consente, tuttavia, di adottare tempestivamente le più opportune soluzioni terapeutiche in grado non solo di controllare la malattia stessa, ma di migliorare sensibilmente la qualità di vita delle pazienti.

L’alimentazione rappresenta una preziosa alleata per contrastare il disturbo. 

Cosa è l’endometriosi?

L’endometriosi è una patologia ginecologica che colpisce le donne in età fertile, caratterizzata dalla presenza di endometrio (il tessuto che costituisce lo strato interno dell’utero) al di fuori dell’utero stesso, tipicamente in sede pelvico-addominale. Questo tessuto, dislocato in zone anomale, risponde agli stimoli ormonali che periodicamente accompagnano l’ovulazione durante l’età fertile, comportandosi come l’endometrio “normale”: cresce, s’ispessisce e si sfalda, causando infiammazione cronica e dolore, e provocando gravi danni tissutali e funzionali negli organi colpiti.

Il dolore è un campanello d’allarme importante: in genere, esordisce come dolore mestruale di entità intensa, tale da interferire con lo svolgimento delle comuni attività quotidiane. Possono manifestarsi anche altri disturbi, come sensazione di stanchezza, gonfiore addominale, dolore durante i rapporti sessuali, alla minzione o alla defecazione. Nel tempo, il dolore assume le caratteristiche di un dolore pelvico cronico.

Purtroppo, il malessere è spesso taciuto dalla donna e sottovalutato dai medici, interpretato come dismenorrea (mestruazioni dolorose) o di origine psichica: così le donne affrontano un lungo percorso d’inutili sofferenze e pellegrinaggi tra specialistici con il rischio che nel frattempo s’instaurino danni tissutali e funzionali, che possono anche compromettere la fertilità. Si stima una media di ritardo diagnostico di 7/9 anni.

Come si cura l’endometriosi?

La terapia impiegata per la cura dell’endometriosi è in genere farmacologica, basata sull’utilizzo di estroprogestinici e ha l’obiettivo di controllare il dolore e l’evoluzione della patologia. La chirurgia, che deve essere limitata a selezionati casi, richiede grande competenza ed esperienza da parte degli operatori; per questo, è importante rivolgersi a centri specializzati.

Un aiuto dall’alimentazione

Trattandosi di una malattia alimentata da uno stato di infiammazione cronica, uno stile di vita sano e attivo, a partire da una dieta “su misura”, rappresenta un importante supporto per controllare la malattia e migliorare la qualità della vita.

La corretta alimentazione è, infatti, un prezioso alleato nell’affrontare questa patologia e può contribuire a limitare l’uso di farmaci (ormonali, antidolorifici o antinfiammatori).

La relazione tra dieta ed endometriosi è supportata da numerosi studi che hanno evidenziato come alcuni alimenti siano in grado di stimolare e potenziare i meccanismi che contrastano la malattia. Il principio di base consiste nel puntare a ridurre i cibi che alimentano l’infiammazione e favorire quelli con potere antinfiammatorio e che diminuiscono i livelli di estrogeni. Ma quali sono?

Via libera a frutta, verdura, cereali integrali e legumi, che favoriscono il corretto funzionamento dell’intestino e contribuiscono a regolare i livelli di estrogeni e insulina circolanti nel sangue.

Sì anche a frutta secca, pesce azzurro e avocado, che contengono omega-3 dall’effetto antinfiammatorio.

È, invece, opportuno limitare alimenti contenenti zuccheri raffinati e grassi saturi, carne rossa e latticini, che favoriscono i processi infiammatori. Il caffè è sconsigliato perché può aumentare la sintomatologia dolorosa, provocando crampi addominali. Si consiglia di evitare soia, avena e segale che contengono estrogeni.

Attenzione anche alle erbe, come il ginseng, che possono contrastare gli effetti dei farmaci, in quanto contengono sostanze simili agli estrogeni. Oltre alla dieta, è anche importante praticare regolarmente attività fisica.

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