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Far dormire un neonato: ecco qualche consiglio utile

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

Fa dormire un neonato: alcuni consigli utili
Indice

Dr. Giuseppe Pingitore, specialista in pediatra.


Far dormire un neonato è uno dei desideri più diffusi tra i neo genitori. È inutile negarlo: la mancanza di sonno è tra le principali difficoltà causate dall’arrivo di un bebè. C’è chi pagherebbe oro per trovare una soluzione dopo innumerevoli tentativi non andati a buon fine!

Inoltre, il sonno dei neonati è spesso fonte di preoccupazione per mamme e papà. Per chiarire ogni dubbio e, perché no, offrirvi qualche consiglio su come far addormentare un neonato, abbiamo rivolte alcune domande al dr. Giuseppe Pingitore.

Quali sono le posizioni migliori per far dormire un neonato ed evitare qualsiasi pericolo, come la morte in culla?

La sindrome della morte improvvisa in culla, il cui nome scientifico è Sids (acronimo di Sudden infant death syndrome), colpisce i bambini tra un mese e un anno di età. E’ una sindrome-rebus, della quale ad oggi non si conosce ancora la causa.

L’epidemiologia sostiene che l’incidenza della sindrome della morte in culla a livello internazionale è per fortuna contenuta, andando a colpire solo l’uno per mille dei neonati. Inoltre, dal 1990 al 2009, nel nostro Paese abbiamo osservato una riduzione di circa il 60% della mortalità per Sids, che oggi si attesta tra 0,04 e 0,11 casi per mille nati vivi.

Questo è sostanzialmente merito degli sforzi portati avanti da medici e familiari per diffondere il più possibile le informazioni sulla sindrome della morte in culla, così come i consigli sulla sicurezza del sonno dei bebè.

La prevenzione della Sids comincia proprio dal dormire in una posizione corretta. Per un sonno sicuro, infatti, un bambino deve dormire da solo, sul dorso e nella sua culla. I dati scientifici dicono inoltre che l’allattamento al seno è un fattore preventivo. Sono invece fortemente sconsigliati l’uso di alcool e di droghe da parte dei genitori.

Come abituare un neonato a dormire nel lettino?

Per abituare il bambino a dormire nel suo lettino non ci sono regole valide per tutti i casi: ogni bimbo, infatti, è un individuo unico, così come lo è anche il suo contesto familiare. Devono però essere rispettati criteri semplici ma sicuri, come quelli relativi ad una corretta e sufficiente alimentazione, senza mai eccedere in senso opposto. Infatti, se il bambino ha fame o sete avrà maggiori difficoltà ad addormentarsi.

E’ inoltre indispensabile creare intorno al bambino un ambiente rilassante, evitando ad esempio la confusione e il brusio eccessivo, le discussioni animate o un volume eccessivamente alto della TV.

Per abituare un neonato a dormire nel lettino, possono essere di aiuto alcuni accorgimenti come cullarlo tenendolo in braccio e canticchiando a bassa voce canzoncine o nenie, fargli ascoltare musiche rilassanti, proporgli un bagno caldo prima di metterlo a letto, massaggiarlo e accarezzarlo o semplicemente attaccarlo al seno o al biberon.

In tutti i casi, è necessario assicurarsi che il bimbo abbia il pannolino pulito e asciutto, che non sia vestito troppo o troppo poco e che le luci della camera siano basse.

Sonno dei neonati disturbato: quali possono essere le cause?

Bisogna saper distinguere quando il sonno del bambino è disturbato: non sempre lo è, anche se può sembrare tale. Magari sono semplicemente in atto delle normali manifestazioni motorie. Durante il sonno, infatti, un bambino può presentare sussulti o contrazioni rapide e ripetute di un arto o del capo (mioclonie) oppure può eseguire movimenti lenti o movimenti gestuali e mimici, come sorridere o muovere la bocca o il capo, aprire gli occhi, masticare, deglutire e infine emettere dei suoni. Può presentare anche movimenti rapidi e visibili degli occhi o perdere completamente il tono muscolare. Tutti questi sono fenomeni motori del sonno normale.

Tra i disturbi del sonno, la forma più frequente è l’insonnia. La differenza fondamentale con l’insonnia dell’adulto è che l’adulto non riesce a dormire, mentre il bambino non vuole coricarsi, cercando di rimanere sveglio.

Molti neonati si svegliano spesso durante la notte, ad intervalli che vanno dai 30 minuti a qualche ora. Dopo il terzo mese di vita la situazione tende a migliorare e dopo il sesto la maggior parte dei bambini ha un sonno abbastanza regolare, con un periodo di sonno che va dalle 7 alle 15 ore.

A volte l’insonnia è determinata da difficili rapporti familiari e difficoltà comportamentali materne, oppure dall’ansia da separazione. Altre volte, invece, l’insonnia è determinata da una familiarità: in questo caso si parla di insonnia primitiva. Una causa dei frequenti risvegli notturni possono essere i sogni terrifici, che generano una repulsione nei confronti del letto.

Se il bambino non riesce a dormire, è infine possibile pensare alla presenza di insonnie secondarie, cioè dovute a disturbi fisici quali le coliche addominali (possibili nei bambini allergici alle proteine del latte) o alle difficoltà respiratorie, quali l’ostruzione nasale, l’asma bronchiale o l’ipertrofia delle adenoidi.

 

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