Aritmia: gli esami necessari per una diagnosi (certa)

Tania Catalano | Biologa

Ultimo aggiornamento – 08 Giugno, 2022

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Sentiamo spesso parlare di fibrillazione atriale ma, purtroppo, pochi sanno davvero di cosa si tratta.

Si tratta infatti di un disturbo che causa un ritmo cardiaco irregolare noto come aritmia. Spesso, può far battere il cuore più velocemente, riducendo l’afflusso di sangue che giunge al resto del corpo.

Come sempre, una diagnosi precoce aiuta a ridurre il rischio di gravi complicazioni, come ictus o insufficienza cardiaca.

Dunque, cosa fare per la fibrillazione atriale

Ecco una lista degli esami necessari.

Quali esami fare se il cuore batte in modo irregolare

La diagnostica cardiologica offre diverse tipologie di test per la diagnosi di questo disturbo e per identificare possibili cause e complicazioni della condizione. 

Gli esami che possono effettuare se il cuore batte in maniera irregolare prevedono procedure diverse tra loro.

Vediamoli nel dettaglio.

Anamnesi

L’anamnesi è fondamentale per inquadrare l’eventuale stato patologico: il medico chiederà tutte le informazioni necessarie su:

  • sintomi;
  • patologie pregresse;
  • interventi chirurgici; 
  • peso; 
  • abitudini alimentari; 
  • stile di vita; 
  • familiarità per malattie croniche;
  • eventuale assunzione di farmaci. 

L’indagine verrà effettuata tramite semplici domande a cui il paziente dovrà rispondere.

Esame fisico

Il medico specialista, a questo punto, potrà procedere con una visita del paziente: il segnale fisico più evidente di fibrillazione atriale è un ritmo cardiaco irregolare.

Il medico, solitamente, ausculta ritmo e frequenza cardiaca con uno stetoscopio. Il controllo può essere effettuato anche monitorando il battito a livello del polso, che indica la frequenza cardiaca. 

L’esame obiettivo permette di controllare anche eventuali edemi presenti agli arti del paziente, segni di cattiva circolazione del sangue o disturbi renali associati. 

Il controllo potrà estendersi al collo: anche la tiroide, infatti, potrebbe determinare aritmie.

ECG

L’elettrocardiogramma registra l’attività elettrica del cuore e si rivela molto utile per la diagnosi di aritmia

Un paziente affetto da tale disturbo presenta infatti un ritmo “irregolarmente irregolare”, dunque, senza un modello preciso.

Test di resistenza

Un test da sforzo fisico può aiutare a mostrare l’efficienza dell’attività cardiaca mentre si è sotto sforzo, per controllare come reagisce il cuore quando l’organismo non è a riposo.

Monitoraggio Holter

Si tratta di un monitor ECG portatile che il paziente dovrà indossare per registrare il ritmo e la frequenza cardiaca per un periodo che, generalmente, si estende dalle 24 alle 48 ore.

È un metodo efficace per documentare l’eventuale fibrillazione atriale a intermittenza o che si manifesta senza sintomi.

Registratore di eventi

È un macchinario simile a un monitor Holter che, tuttavia, va indossato per settimane o addirittura mesi

L’individuo che indossa il monitor preme un pulsante per iniziare a registrare ogni volta che manifesta sintomi. Ciò consente al medico di esaminare la frequenza cardiaca e il ritmo quando si manifestano i sintomi e giungere così a una diagnosi accurata. Si tratta di un test efficace per i soggetti con aritmia ad intermittenza.

Ecocardiogramma

Si tratta di una ecografia del cuore. Viene utilizzato un dispositivo chiamato trasduttore che invia onde sonore per produrre un’immagine in movimento del cuore, aiutando a evidenziare eventuali blocchi, come i coaguli di sangue.

Esami del sangue

Aiutano a identificare potenziali cause di fibrillazione atriale, come l’ipertiroidismo

Possono anche evidenziare eventuali altre condizioni patologiche alla base della fibrillazione atriale, come l’anemia o problemi di funzionalità renale.

Radiografia del torace  

Fornisce un’immagine del torace, inclusi cuore e polmoni. Una radiografia può evidenziare se una persona ha problemi cardiaci, come l’insufficienza cardiaca che ha causato l’accumulo di liquido nei polmoni o l’ingrossamento del cuore.

Elettrofisiologia cardiaca

Questo è un test invasivo che implica l’inserimento di un catetere attraverso un vaso sanguigno nelle camere del cuore. Il catetere stimola il cuore e registra da dove provengono gli impulsi anomali, quanto sono veloci e quali importanti vie di conduzione bypassano.

Una volta che il medico specialista ha individuato e diagnosticato un’aritmia, sono disponibili trattamenti finalizzati a ridurne la sintomatologia.

Tania Catalano | Biologa
Scritto da Tania Catalano | Biologa

Sono laureata in Scienze Biologiche e sto per conseguire la laurea Magistrale in Biologia Sanitaria e Cellulare Molecolare. Nei lavori di stage presso diversi laboratori di analisi biochimico cliniche ho approfondito la diagnostica clinica e immunologica. Mi occupo di giornalismo medico scientifico e approfondisco spesso la relazione tra nutrizione e patologie cronico-degenerative.

a cura di Dr.ssa Elisabetta Ciccolella
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Tania Catalano | Biologa
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