Grasso addominale: avete controllato i livelli di vitamina D?

Roberta Nazaro

Ultimo aggiornamento – 09 Febbraio, 2023

Scopriamo la correlazione tra vitamina D e grasso addominale

La carenza di vitamina D è stata definita dagli esperti come «un’epidemia ignorata». Un nuovo studio rivela un legame tra questa mancanza e la presenza di adipe addominale.

Cerchiamo di capirne di più.

A cosa serve la vitamina D

Attualmente, in ambito medico, la vitamina D sta facendo parlare molto di sé. Rilasciata nella pelle grazie al contatto con i raggi solari, gioca una miriade di ruoli nel corpo umano. Per esempio, recenti studi hanno scoperto che potrebbe agire da scudo contro diverse patologie come:

  • Insufficienza cardiaca
  • Diabete
  • Cancro

La carenza di vitamina D è tradizionalmente connessa non solo con la caduta dei capelli, ma anche con:

  • Problemi alle ossa
  • Infezioni del tratto respiratorio
  • Malattie autoimmuni

Con più del 70% della popolazione italiana che presenta una carenza di tale vitamina, alcuni autori hanno persino definito questa situazione come una “epidemia ignorata”, stimando che nel mondo circa un miliardo di persone presenta livelli inadeguati di vitamina D.

Lo studio: gli effetti delle carenze di vitamina D

Con il crescente interesse sull’importanza della vitamina D nel corpo umano, i ricercatori stanno dedicando sempre più tempo a cercare di comprendere chi potrebbe essere più a rischio di carenza. Molti studiosi, infatti, stanno elaborando un metodo per prevenire questa grave mancanza.

Considerato il ruolo di questa vitamina D in moltissime condizioni, i ricercatori hanno cominciato a chiedersi quale fosse l’impatto sulla popolazione e come poter prevenire i danni su vasta scala.

Così, un gruppo di studiosi olandesi, con a capo la dr.ssa Rachida Rafiq, ha indagato il legame tra obesità e mancanza di vitamina D, in particolar modo tra tipo di adipe addominale e sito di accumulo. Per portare avanti le ricerche, si sono basati sui dati dello studio del team di Epidemiologia dell’Obesità, sempre olandese, che includeva i dati di uomini e donne tra i 45 e i 65 anni.

Il team si è focalizzato su diversi tipi di adipe presenti nel corpo:

  • adipe totale
  • tessuto adiposo sottocutaneo addominale
  • tessuto adiposo viscerale, attorno agli organi
  • adipe epatico, presente nel fegato

Durante le analisi, hanno organizzato i dati considerando diverse variabili, come consumo di alcol, fumo, etnia, livello di educazione, malattie croniche, attività fisica e così via. 

Cosa ne è emerso?

Il grasso addominale in mancanza di vitamina D

I ricercatori hanno quindi scoperto che, nelle donne, l'adipe addominale e totale erano associati a bassi livelli di vitamina D, ma che solo il primo ha un impatto maggiore – e deleterio – sull’organismo.

Negli uomini, invece, i bassi livelli di vitamina D erano associati in modo significativo al fegato grasso e al tessuto adiposo addominale.

La prima firma della ricerca, la dr.ssa Rafiq, ha dichiarato che “La forte relazione che intercorre tra un aumento delle quantità di grasso addominale e bassi livelli di vitamina D suggerisce che gli individui con un punto vita più largo rischiano di sviluppare più facilmente la carenza e dovrebbero prendere in considerazione l’idea monitorare in modo costante i livelli di vitamina D”.

Il prossimo passo è comprendere il perché dell’esistenza di questa relazione. Una carenza di vitamina D causa un accumulo di tessuto adiposo nella regione addominale oppure l'adipe addominale riduce i livelli di vitamina D? Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere il processo di causa ed effetto tra vitamina D e tessuto adiposo.

La dr.ssa Rafiq ha comunque spiegato che “a causa della natura di questo studio fondata sull’osservazione, non è possibile giungere ad una conclusione sulla direzione o sulla causa dell’associazione tra obesità e livelli di vitamina D”.

Attendendo ulteriori sviluppi sul lavoro dei ricercatori, è possibile seguire un consiglio generale: constate i livelli di vitamina D e modificate l’alimentazione verso cibi che contengono alti livelli di questa vitamina.

Roberta Nazaro
Scritto da Roberta Nazaro

Sono insegnante di inglese e traduttrice, con laurea triennale in Scienza e Tecnica della Mediazione Linguistica e specialistica in Dinamiche Interculturali della Mediazione Linguistica presso l'Università del Salento. L'interesse per l'ambito medico mi ha portata al conseguimento del Master in Traduzione Specialistica in Medicina e Farmacologia conseguito presso il CTI di Milano.

a cura di Dr.ssa Elisabetta Ciccolella
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