Carenza di vitamina D

Contenuto di:
Curatore scientifico: Dr. Alberto Vaona, Medico Chirurgo
Indice contenuto:
  1. A cosa serve la vitamina D?
  2. In cosa consiste la carenza di vitamina D?
  3. Quali sono i fattori di rischio della carenza di vitamina D?
  4. Quali sono i sintomi della carenza di vitamina D?
  5. Quali sono le complicanze causate da carenza di vitamina D?
  6. Come si diagnostica?
  7. Qual è il trattamento per la carenza di vitamina D?
  8. Quali sono gli alimenti che contengono vitamina D?

A cosa serve la vitamina D?

La vitamina D è una sostanza organica liposolubile fondamentale per l’organismo. Le sue funzioni principali sono:

  • assorbimento di calcio nell’intestino e nei reni
  • regolazione ed equilibrio dei livelli di calcio e fosforo nel sangue
  • rinforzo delle ossa
  • sviluppo delle ossa nei bambini

La vitamina D è detta anche la vitamina del sole perché il fabbisogno quotidiano dell’organismo può essere raggiunto semplicemente esponendosi al sole tutti i giorni per una ventina di minuti. Infatti, proprio il sole ne favorisce l’assorbimento a livello cutaneo. Tuttavia, la vitamina D può essere assorbita anche per via alimentare, attraverso alcuni alimenti specifici come l’olio di fegato di merluzzo, e gli integratori. 

È importante specificare che la vitamina D, essendo liposolubile, è difficile da espellere dal corpo, quindi il suo accumulo nell’organismo può causare tossicità. Proprio per questo motivo, gli integratori di vitamina D possono essere comprati in farmacia solo con una prescrizione medica.

In cosa consiste la carenza di vitamina D?

L’ipovitaminosi D, cioè la carenza di vitamina D, insorge quando i livelli di questa vitamina sono insufficienti a soddisfare le normali esigenze dell’organismo. 

Tale carenza può avere diverse cause, quali:

  • alimentazione scorretta
  • mancata esposizione al sole
  • aumento del fabbisogno di vitamina D
  • assorbimento intestinale alterato
  • presenza di malattie epatiche e renali che ne comprometto il corretto assorbimento,
  • assunzione di farmaci che interferiscono con l’assorbimento della vitamina D, come anticonvulsivanti, antivirali, antirigetto e tanti altri

Quali sono i fattori di rischio della carenza di vitamina D?

I principali fattori di rischio che contribuiscono alla carenza di vitamina D sono:

Quali sono i sintomi della carenza di vitamina D?

L’ipovitaminosi D è difficile da diagnosticare ai primi stadi, infatti i sintomi della carenza si manifestano soltanto quando i livelli di vitamina D sono estremamente bassi, e possono essere:

  • dolore articolare
  • dolore alle ossa
  • debolezza muscolare
  • deformazione delle ossa
  • ossa molto fragili che si rompono facilmente
  • problemi di concentrazione
  • stanchezza cronica

Quali sono le complicanze causate da carenza di vitamina D?

Come è stato visto in precedenza, una delle più importanti funzioni della vitamina D è strettamente connessa alla salute delle ossa e quindi all’assorbimento del calcio.

La carenza di vitamina D compromette proprio la funzionalità e la costituzione delle ossa, favorendo l’insorgenza di:

Tuttavia, la mancanza di vitamina D influisce negativamente anche su altri aspetti dell’organismo. Infatti, l’ipovitaminosi D è stata di recente associata alla predisposizione per diverse malattie, come:

Come si diagnostica?

L’ipovitaminosi D si diagnostica eseguendo le analisi del sangue e andando a valutare i livelli di concentrazione sierica del calcidiolo, noto anche come 25-idrossicalciferolo o 25-OH-D.

Il calcidiolo è la forma della vitamina D assorbita tramite il sole e che circola nel sangue. 

I valori nella norma sono compresi tra 75 nmol/L, cioè 30ng/ml, e 200 nmol/L (80ng/ml).

Si parla di carenza quando la concentrazione di vitamina D è inferiore a 30 nmol/L (12 ng/ml). 

Come è stato descritto in precedenza, la vitamina D è una sostanza liposolubile e quindi difficilmente eliminabile dall’organismo. Così come la carenza diventa molto problematica per la salute, anche la sua tossicità è grave. I livelli tossici di vitamina D sono considerati superiori a 375 nmol/L (150ng/ml). 

Qual è il trattamento per la carenza di vitamina D?

La terapia per la carenza di vitamina D mira a ristabilire i corretti livelli di vitamina D nel sangue, se la carenza non è causata da patologie più importanti. Per limitare quindi l’ipovitaminosi è necessario seguire un’alimentazione ricca di alimenti ad alto contenuto di vitamina D.

È consigliabile consumare regolarmente i cereali fortificati e solo nei casi di carenza più allarmante assumere gli integratori. Sebbene si dovrà prestare particolare attenzione all’alimentazione per periodi molto prolungati, gli integratori possono essere assunti solo per periodi molto brevi, proprio per evitare l’accumulo di vitamina D e quindi dei livelli tossici. 

Quali sono gli alimenti che contengono vitamina D?

Se si deve seguire un regime alimentare che mira al recupero dei normali livelli di vitamina D, senza l’assunzione degli integratori, si consiglia di consumare:

  • olio di fegato di merluzzo
  • oli di pesce
  • pesce come salmone, trota, pesce spada, sgombro, tonno
  • tuorlo d’uovo
  • latte
  • burro
  • funghi, in particolar modo porcini e spugnoli

Inoltre, in commercio sono disponibili gli alimenti fortificati, ossia arricchiti di vitamine e minerali. La vitamina D si può trovare nei seguenti alimenti fortificati:

  • latte
  • succo di arancia
  • latte di soia
  • yogurt
  • cereali

Infine, per prevenire la carenza di questa vitamina così importante per ossa e altri tessuti dell’organismo, si consiglia di esporsi al sole per venti minuti senza creme solari, magari associando questa esposizione ad una bella passeggiata, e includere nell’alimentazione alcuni degli alimenti ad alto contenuto di vitamina D e a quelli fortificati.