Tre porzioni quotidiane di latticini interi non hanno aumentato peso, massa grassa, colesterolo o glicemia in 74 adulti con sovrappeso o obesità seguiti per 12 settimane in uno studio randomizzato dell’Università di Toronto, pubblicato nel 2026 sul Journal of Nutrition.
Tre porzioni di latticini interi: cosa ha studiato la ricerca
Latte intero, yogurt greco e formaggio sono spesso tra i primi alimenti a finire sotto esame quando si cerca di perdere peso. Il motivo è noto: rispetto alle versioni magre, apportano più grassi e quindi più calorie.
Ma calorie e risposta metabolica non sono necessariamente la stessa cosa. È da questa premessa che parte il lavoro di Gerald Harvey Anderson e colleghi, condotto tra l’Università di Toronto e la Mount Saint Vincent University e pubblicato sul Journal of Nutrition.
Lo studio ha coinvolto 74 adulti, con un'età media di circa 36,5 anni e un BMI medio di 29,34, quindi nella fascia del sovrappeso e prossima alla soglia dell’obesità. I partecipanti sono stati seguiti per 12 settimane e assegnati casualmente a tre differenti strategie alimentari.
Il confronto è stato costruito in modo interessante:
- un gruppo ha seguito una restrizione di 500 kcal al giorno, limitando i latticini e privilegiando quelli a basso contenuto di grassi;
- un secondo gruppo ha inserito tre porzioni di latticini interi, compensando le relative calorie con una riduzione di 500 kcal nella dieta;
- il terzo gruppo ha consumato tre porzioni di latticini interi senza una restrizione calorica aggiuntiva.
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Non si trattava, quindi, di aggiungere semplicemente formaggio e latte a una dieta abituale. I ricercatori hanno accompagnato tutti i partecipanti verso le indicazioni della Canada’s Food Guide, monitorando alimentazione, peso, composizione corporea e diversi parametri metabolici.
Cosa è successo a peso e colesterolo
Il dato più immediato riguarda il peso. I latticini interi non hanno prodotto un aumento significativo del peso corporeo nei due gruppi che li consumavano quotidianamente.
Nel gruppo che assumeva tre porzioni senza restrizione calorica, il peso è aumentato in media di appena 0,14 kg, una variazione che non è risultata significativamente diversa rispetto agli altri gruppi. Nel gruppo con tre porzioni e compensazione calorica l'aumento medio è stato di 0,35 kg. Il gruppo sottoposto alla restrizione calorica con basso consumo di latticini ha invece perso 0,69 kg.
Il risultato va letto con attenzione. Non significa che i latticini interi facciano dimagrire. Significa piuttosto che, nell’arco delle 12 settimane considerate, il loro consumo quotidiano non ha impedito il controllo del peso e non ha determinato un incremento rilevante della massa grassa.
Lo stesso vale per gli altri parametri osservati. I ricercatori non hanno rilevato effetti significativi del trattamento su:
- massa grassa e massa magra;
- circonferenza della vita;
- metabolismo energetico a riposo;
- colesterolo nel sangue;
- glicemia a digiuno;
- emoglobina glicata, un indicatore della glicemia media nel tempo;
- trigliceridi alla fine delle 12 settimane.
Un dettaglio interessante riguarda proprio i trigliceridi: erano aumentati in tutti i gruppi alla quarta settimana, ma erano tornati ai valori iniziali entro la dodicesima. Non emerge quindi un peggioramento metabolico persistente associato alla presenza dei latticini interi.
Perché i grassi dei latticini non si traducono automaticamente in più peso
Il punto è che un alimento non viene consumato isolatamente. La sua presenza modifica il resto della dieta e, soprattutto, può influenzare sazietà, apporto proteico e composizione complessiva dei pasti.
Nel gruppo con tre porzioni di latticini interi e in quello senza restrizione calorica, l'assunzione di proteine e calcio è aumentata nel corso dello studio. L'aderenza alle indicazioni alimentari ricevute è inoltre cresciuta durante le 12 settimane, arrivando al 77% secondo il monitoraggio effettuato dai ricercatori.
C'è anche un dettaglio metodologico che merita attenzione. Le tre porzioni non erano generiche: il protocollo prevedeva quantità definite di alimenti. In una delle strategie sperimentali venivano utilizzati 250 ml di latte intero, 100 grammi di yogurt greco e 42 grammi di formaggio, consumati in momenti specifici della giornata.
Questo particolare cambia la lettura del risultato. Dire che “tre latticini al giorno non fanno ingrassare” sarebbe una semplificazione. Lo studio ha testato specifiche quantità di specifici alimenti, inserite all'interno di un programma alimentare controllato.
Qualcosa, comunque, si è mosso anche sul fronte della pressione arteriosa. Nel gruppo che consumava tre porzioni senza restrizione calorica, la pressione sistolica è diminuita di circa 2,72 mmHg e si è osservata anche una piccola riduzione della circonferenza dei fianchi. Una variazione di questo tipo non basta per parlare di effetto terapeutico, ma rappresenta un risultato che gli autori ritengono meritevole di ulteriori verifiche.
Latticini interi sì, ma lo studio non è un via libera indiscriminato
Qui sta la parte più interessante, e anche quella che rischia di perdersi nei titoli.
Lo studio non dimostra che i latticini interi siano migliori di quelli magri. Non dimostra neppure che aumentare il consumo di formaggi, latte intero o yogurt grasso favorisca il dimagrimento.
La ricerca risponde a una domanda più circoscritta: cosa accade, nel breve periodo, quando tre porzioni quotidiane di latticini interi vengono inserite in una dieta complessivamente sana di adulti con sovrappeso o obesità?
La risposta, per i parametri osservati, è rassicurante. Ma resta una risposta di 12 settimane.
Gli stessi autori riconoscono questo limite. Il progetto iniziale prevedeva un campione più ampio e un periodo di osservazione più lungo, ma il reclutamento è stato condizionato dalla pandemia di COVID-19 e il finanziamento è terminato prima del completamento del programma previsto. Dei 107 partecipanti inizialmente arruolati, 74 hanno completato lo studio. 
È un dettaglio tutt'altro che secondario. Un cambiamento metabolico che richiede mesi o anni potrebbe non essere visibile in tre mesi.
Resta poi la questione dei grassi saturi. L'assenza di un aumento del colesterolo in questo specifico trial non significa che il contenuto di grassi saturi degli alimenti sia irrilevante per la salute cardiovascolare. La risposta metabolica dipende dall'intera dieta e dagli alimenti con cui quei grassi vengono confrontati o sostituiti.
La questione, però, è un'altra: negli ultimi anni la ricerca nutrizionale sta mettendo sempre più in discussione l'idea secondo cui tutti gli alimenti contenenti grassi debbano essere valutati esclusivamente sulla base della loro percentuale lipidica. La matrice alimentare, cioè il modo in cui grassi, proteine, carboidrati, minerali e altri componenti sono fisicamente e chimicamente organizzati nell'alimento, può modificare la risposta dell'organismo. È un po' come giudicare un'automobile guardando soltanto il peso: il dato esiste, ma non racconta da solo come funzionerà sulla strada.
Cosa significa per chi mangia latte, yogurt e formaggio
A conti fatti, il messaggio più solido della ricerca è meno spettacolare di un presunto “via libera ai latticini”, ma anche più utile.
Tre porzioni giornaliere di latticini interi, inserite in un'alimentazione equilibrata, non hanno peggiorato i principali indicatori metabolici studiati nell'arco di 12 settimane in adulti con sovrappeso o obesità.
Questo risultato può contribuire a ridimensionare una convinzione molto diffusa: quella secondo cui scegliere automaticamente un alimento “light” sia sempre sinonimo di una dieta più salutare o più efficace per il controllo del peso.
Tuttavia, la quantità resta determinante. Un alimento nutrizionalmente valido può comunque contribuire a un eccesso energetico se consumato oltre il proprio fabbisogno. E un formaggio non è equivalente, dal punto di vista nutrizionale, a un bicchiere di latte o a uno yogurt.
Il risultato dello studio va quindi interpretato dentro una dieta, non fuori dalla dieta.
Non è un caso che gli autori parlino di compatibilità dei latticini interi con la Canada’s Food Guide, anziché di superiorità rispetto alle alternative a basso contenuto di grassi.
Cosa sappiamo e cosa resta da verificare
La ricerca apre una porta, ma non chiude la questione. Per capire se gli effetti osservati siano mantenuti nel tempo servono studi più grandi e più lunghi, con un numero maggiore di partecipanti e un monitoraggio prolungato del rischio cardiovascolare e metabolico.
Servono inoltre confronti più precisi tra diversi tipi di latticini e tra differenti fonti di grassi. Lo stesso gruppo di ricerca segnala che il trial non ha analizzato nel dettaglio i profili degli acidi grassi presenti nel sangue, un elemento che potrebbe aiutare a comprendere meglio i meccanismi biologici osservati.
Per ora, dunque, il dato più corretto è questo: i latticini interi non sembrano necessariamente incompatibili con il controllo del peso, almeno nel breve periodo e nel quadro alimentare studiato.
La prospettiva futura sarà capire se questa neutralità metabolica resti tale anche dopo uno, cinque o dieci anni. È lì che si misura la differenza tra un risultato interessante e una vera svolta nelle raccomandazioni nutrizionali.
Fonti:
Science Direct – The Effect of Three Daily Servings of Full-Fat Dairy for 12 Weeks on Body Weight, Body Composition, Energy Metabolism, Blood Lipids, and Dietary Intake of Adults with Overweight and Obesity