Il Regno Unito ha ricevuto dal Giappone una fornitura del farmaco antivirale favipiravir nell’ambito della risposta sanitaria al focolaio di hantavirus collegato alla nave da crociera Hondius. La conferma è arrivata dalla UK Health Security Agency (UKHSA), che ha spiegato come il medicinale servirà a rafforzare le scorte disponibili per eventuali trattamenti, pur ribadendo che il rischio di diffusione più ampia nel Paese resta molto basso.
Il farmaco, conosciuto in Giappone anche con il nome commerciale Avigan, non è autorizzato nel Regno Unito e il suo utilizzo contro l’hantavirus viene ancora considerato sperimentale. Né le autorità britanniche né quelle giapponesi hanno comunicato il numero di dosi inviate.
Il focolaio legato alla nave Hondius
La nave da crociera di lusso al centro del focolaio è attraccata nel porto olandese di Rotterdam, dove membri dell’equipaggio e personale medico sono stati fatti sbarcare. Secondo i dati riportati dalle autorità sanitarie, il bilancio attuale comprende tre morti, otto casi confermati e due casi probabili associati all’imbarcazione.
L’epidemia riguarda il cosiddetto virus Andes, una variante rara dell’hantavirus. Si tratta dell’unico ceppo noto capace di trasmettersi anche tra esseri umani, anche se normalmente ciò avviene soltanto dopo contatti stretti e prolungati. Gli esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno precisato di non aver individuato mutazioni che rendano il virus più contagioso o più aggressivo, escludendo al momento un rischio pandemico.
Cos’è il favipiravir e perché viene usato
Il favipiravir è stato sviluppato in Giappone da una società collegata a Fujifilm come trattamento d’emergenza per nuovi ceppi influenzali. Il farmaco agisce bloccando un enzima utilizzato da molti virus per replicarsi all’interno dell’organismo.
Attualmente, però, non esistono terapie specifiche approvate contro l’hantavirus. Le cure si concentrano soprattutto sul supporto al paziente, con riposo, idratazione e, nei casi più gravi, assistenza respiratoria.
Secondo il virologo Piet Maes dell’Università di Bruxelles, l’utilizzo del favipiravir contro l’hantavirus rientra più nella cosiddetta “compassionate use”, cioè un impiego straordinario in situazioni critiche, piuttosto che in una terapia standardizzata.
Lo stesso esperto ha sottolineato che le prove disponibili derivano principalmente da studi di laboratorio e sperimentazioni sugli animali, mentre mancano ancora dati solidi ottenuti da grandi studi clinici sull’uomo.
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Le autorità: rischio basso, ma attenzione alta
Le autorità sanitarie britanniche hanno spiegato che l’arrivo del farmaco rappresenta una misura preventiva e cautelativa. Anche se la trasmissione dell’hantavirus tra persone resta considerata rara, il coinvolgimento del virus Andes ha spinto i governi e le strutture sanitarie a monitorare con maggiore attenzione l’evoluzione del focolaio.
Al momento non esistono protocolli internazionali consolidati che raccomandino l’uso routinario del favipiravir contro questa infezione. Tuttavia, i ricercatori ritengono che il medicinale potrebbe essere preso in considerazione soprattutto nelle fasi iniziali delle infezioni più severe, in attesa di dati clinici più completi.
Fonti:
Yahoo! News - Britain gets experimental drug from Japan to bolster hantavirus response