Il farmaco che riduce l’apnea notturna fino al 50%: i risultati dello studio

Salvatore Privitera | Divulgatore scientifico
A cura di Salvatore Privitera
Divulgatore scientifico

Data articolo – 13 Marzo, 2026

Donna di mezza età che non riesce ad addormentarsi

Un farmaco utilizzato da decenni per trattare l’epilessia potrebbe diventare una nuova opzione terapeutica per l’apnea ostruttiva del sonno. I risultati di uno studio clinico indicano che il medicinale sultiame è in grado di ridurre in modo significativo le interruzioni della respirazione durante il sonno.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet, mostra che i partecipanti che hanno assunto le dosi più alte del farmaco hanno registrato fino al 50% in meno di episodi di apnea durante la notte.

Secondo gli autori dello studio, questo risultato suggerisce che l’apnea notturna potrebbe essere trattata anche con farmaci mirati, e non soltanto con dispositivi specialistici.

Cos’è l’apnea ostruttiva del sonno

L’apnea ostruttiva del sonno è un disturbo respiratorio che si verifica quando le vie aeree superiori collassano temporaneamente durante il riposo, impedendo il normale passaggio dell’aria.

Queste interruzioni della respirazione possono verificarsi decine o addirittura centinaia di volte durante la notte e portano a:

  • riduzione dei livelli di ossigeno nel sangue
  • sonno frammentato
  • eccessiva sonnolenza diurna 

Nel lungo periodo, l’apnea del sonno è associata a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, problemi metabolici e difficoltà cognitive.

Il trattamento standard: le macchine CPAP

Il trattamento più utilizzato per l’apnea del sonno è la CPAP (Continuous Positive Airway Pressure), un dispositivo che mantiene aperte le vie respiratorie durante il sonno grazie a un flusso costante di aria.

Nonostante l’efficacia dimostrata, molte persone trovano difficile utilizzare la CPAP ogni notte a causa del rumore, della maschera e della sensazione di ingombro.

Per questo motivo i ricercatori stanno cercando alternative più semplici e tollerabili.

Il farmaco testato nello studio

Il medicinale studiato, sultiame, è un anticonvulsivante sviluppato negli anni Cinquanta e utilizzato in diversi Paesi per il trattamento delle crisi epilettiche parziali.

Ricerche precedenti avevano suggerito che il farmaco potesse migliorare il tono muscolare delle vie respiratorie superiori e stabilizzare i meccanismi di controllo della respirazione.


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Per verificare questa ipotesi, i ricercatori dell’Università di Göteborg, in Svezia, hanno condotto uno studio clinico di fase II su pazienti con apnea ostruttiva del sonno.

Come è stato condotto lo studio

Lo studio ha coinvolto 240 partecipanti con diagnosi di apnea ostruttiva del sonno moderata o grave. I pazienti provenivano da centri medici in cinque Paesi europei:

  • Belgio
  • Repubblica Ceca
  • Francia
  • Germania
  • Spagna

I partecipanti sono stati divisi in quattro gruppi:

  • un gruppo ha ricevuto placebo
  • tre gruppi hanno assunto rispettivamente 100 mg, 200 mg o 300 mg di sultiame ogni giorno

Il farmaco veniva assunto circa un’ora prima di andare a dormire.

I risultati della sperimentazione

I risultati mostrano che i pazienti trattati con sultiame hanno avuto:

  • meno interruzioni respiratorie durante il sonno
  • livelli di ossigeno più stabili durante la notte
  • riduzione della sonnolenza diurna

Le dosi di 200 mg e 300 mg hanno prodotto i risultati migliori, con una riduzione della gravità dell’apnea tra il 30% e il 50% rispetto al placebo.

Secondo i ricercatori, 200 mg potrebbe rappresentare la dose più equilibrata, perché gli effetti collaterali tendono ad aumentare con dosaggi più elevati.

Una possibile nuova strategia terapeutica

Gli autori dello studio ritengono che questi risultati possano aprire la strada a una nuova forma di trattamento farmacologico personalizzato per i disturbi respiratori del sonno.


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Un farmaco efficace potrebbe rendere la terapia:

  • più semplice
  • meno invasiva
  • più accessibile

Tuttavia, gli stessi ricercatori sottolineano che saranno necessari studi più ampi e di durata maggiore per confermare la sicurezza e l’efficacia del trattamento nel lungo periodo.

Un problema sanitario diffuso

L’apnea del sonno colpisce milioni di persone nel mondo e il numero di casi potrebbe aumentare nei prossimi anni, anche a causa della crescita dell’obesità e dell’invecchiamento della popolazione.

Proprio per questo motivo, la possibilità di sviluppare nuove terapie farmacologiche rappresenta un’area di ricerca molto attiva.

Se confermati da ulteriori studi, farmaci come il sultiame potrebbero affiancare o, in alcuni casi, sostituire i dispositivi tradizionali, offrendo ai pazienti nuove opzioni per gestire il disturbo.

 

FONTI:

ScienceAlert - Repurposed Drug Improves Sleep Apnea by Up to 50% in Clinical Trial

The Lancet - Sultiame once per day in obstructive sleep apnoea (FLOW): a multicentre, randomised, double-blind, placebo-controlled, dose-finding, phase 2 trial

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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