L’11 marzo 2020 rimane una delle date simbolo della storia sanitaria contemporanea: in quel giorno l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) dichiarò ufficialmente che l’epidemia di COVID-19 poteva essere definita una pandemia globale, dopo che il virus aveva ormai superato i confini regionali diffondendosi in oltre cento Paesi.
In quel momento nel mondo erano stati registrati oltre 118.000 casi e più di 4.300 morti, numeri destinati a crescere rapidamente nelle settimane successive.
Da allora sono passati sei anni anni e il bilancio della crisi sanitaria è diventato imponente: secondo i dati OMS aggiornati al 2024/2025, la pandemia ha generato oltre 770 milioni di casi confermati e più di 7 milioni di decessi nel mondo, anche se le stime basate sulla mortalità in eccesso suggeriscono che il numero reale di vittime potrebbe essere molto più alto.
Ripercorrere ciò che è accaduto tra il 2020 e gli anni successivi significa ricostruire una delle più grandi crisi sanitarie, sociali ed economiche dell’epoca contemporanea.
L’inizio della pandemia: dal focolaio alla crisi globale
Il nuovo coronavirus SARS-CoV-2 fu identificato alla fine del 2019 nella città cinese di Wuhan, ma nei primi mesi del 2020 la diffusione internazionale rese evidente che non si trattava più di un focolaio locale.
Quando l’OMS dichiarò la pandemia l’11 marzo 2020, il virus era già presente in oltre 110 Paesi, con una crescita esponenziale dei contagi fuori dalla Cina.
Nel giro di poche settimane l’Europa diventò uno degli epicentri della crisi. L’Italia, insieme a Spagna e Francia, fu tra i Paesi più colpiti nella fase iniziale. Gli ospedali del Nord Italia, in particolare in Lombardia, si trovarono rapidamente sotto pressione.
Alla fine di marzo 2020 l’Italia contava oltre 105.000 casi e più di 12.400 morti, risultando in quel momento uno dei Paesi con il più alto numero di decessi al mondo.
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La rapidità con cui i contagi crebbero in quelle settimane sorprese epidemiologi e governi. Tra febbraio e marzo 2020 il numero cumulativo dei casi in Italia aumentò di oltre 100 volte, mentre i decessi crebbero di oltre 400 volte nello stesso periodo.
Il primo anno: lockdown e shock sanitario
Il 2020 fu l’anno più drammatico della pandemia: in molti Paesi furono introdotte misure drastiche, come:
- confinamenti domiciliari;
- chiusure delle attività economiche;
- limitazioni alla mobilità.
In Italia il primo lockdown nazionale venne imposto nel marzo 2020. La curva dei contagi iniziò a rallentare solo dopo diverse settimane, ma il prezzo pagato fu molto alto.
Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità e dell’Istat, tra febbraio e aprile 2020 si registrarono oltre 28.500 decessi tra persone positive al virus, con un picco di casi nel mese di marzo.
Studi pubblicati su riviste scientifiche hanno, inoltre, evidenziato un forte aumento della mortalità complessiva rispetto agli anni precedenti.
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Tra il 1° marzo e il 4 aprile 2020, ad esempio, il numero di morti in Italia superò di oltre il 100% la media degli anni precedenti in alcune fasce di età.
La pandemia mise a dura prova i sistemi sanitari di molti Paesi: ospedali saturi, carenza di dispositivi di protezione e reparti di terapia intensiva al limite della capacità.
L’arrivo dei vaccini e la seconda fase della pandemia
La seconda fase della pandemia iniziò alla fine del 2020 con lo sviluppo dei primi vaccini contro il COVID-19. In tempi record, grazie alla cooperazione scientifica internazionale, vennero autorizzati i primi vaccini a mRNA e a vettore virale.
Le campagne vaccinali iniziarono nel 2021 e cambiarono radicalmente il quadro epidemiologico. Nei Paesi con alta copertura vaccinale, il numero di ricoveri e decessi iniziò a diminuire significativamente.
In Italia la vaccinazione raggiunse livelli molto elevati: entro il 2023 circa l’85% della popolazione risultava completamente vaccinato, contribuendo a ridurre l’impatto delle successive ondate epidemiche.
Nonostante questo, il virus continuò a circolare. Tra il 2021 e il 2022 emersero diverse varianti, tra cui Delta e Omicron, caratterizzate da una maggiore trasmissibilità.
Il bilancio globale: milioni di morti e centinaia di milioni di casi
A distanza di alcuni anni dall’inizio della pandemia, i numeri globali restituiscono la portata della crisi.
Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità:
- oltre 770 milioni di casi confermati nel mondo;
- più di 7 milioni di morti ufficialmente registrati;
- centinaia di milioni di persone contagiate in quasi tutti i Paesi del pianeta.
Gli Stati Uniti sono stati il Paese con il maggior numero di decessi, seguiti da Brasile, India e Russia. Anche l’Europa ha pagato un prezzo molto alto in termini di vite umane.
Secondo alcune analisi dell’OMS basate sulla mortalità in eccesso, il numero reale di morti collegati direttamente o indirettamente alla pandemia potrebbe arrivare a circa 15 milioni nel periodo 2020-2021, più del doppio rispetto alle cifre ufficiali registrate nei primi anni.
Il caso Italia: uno dei Paesi più colpiti
L’Italia è stata tra i Paesi occidentali più colpiti durante la prima fase della pandemia.
Dall’inizio della diffusione del virus nel febbraio 2020 fino al 2025, il bilancio complessivo nel Paese ha superato 198.000 decessi, con il picco di mortalità registrato nel 2020.
La Lombardia, dove si verificarono i primi grandi focolai europei, fu la regione con il maggior numero di vittime. La concentrazione dei casi in alcune aree del Nord contribuì a creare uno dei momenti più critici per il sistema sanitario nazionale.
Con il passare degli anni, tuttavia, la combinazione di vaccinazioni, immunità naturale e migliori trattamenti ha ridotto drasticamente la gravità della malattia.
Dalla crisi sanitaria alla “normalizzazione” del virus
Cinque anni dopo la dichiarazione della pandemia, il COVID-19 non è scomparso, ma la sua gestione è cambiata profondamente.
Il virus continua a circolare e a evolversi, ma oggi viene spesso trattato come una malattia respiratoria stagionale, simile all’influenza in molti contesti sanitari.
Le nuove varianti tendono a essere più trasmissibili ma, grazie all’immunità acquisita dalla popolazione, provocano mediamente forme meno gravi rispetto alle prime ondate.
Questo non significa che il rischio sia scomparso: persone anziane o immunocompromesse restano particolarmente vulnerabili, e il cosiddetto long Covid continua a essere oggetto di studio da parte della comunità scientifica.
Le lezioni della pandemia
La pandemia di COVID-19 ha lasciato un’eredità profonda: ha mostrato la fragilità dei sistemi sanitari di fronte a crisi globali, ma anche la capacità della ricerca scientifica di sviluppare vaccini e terapie in tempi senza precedenti.
Ha inoltre evidenziato l’importanza della cooperazione internazionale, della sorveglianza epidemiologica e della preparazione alle emergenze sanitarie.
A tal proposito, durante un convegno al Campidoglio dedicato a riflettere sul periodo del Covid e a fare un’analisi sociologica dell’emergenza e delle logiche di governance adottate, l’ex commissario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, ha dichiarato: “Dalla pandemia non abbiamo imparato nulla. Se dovesse verificarsi qualcosa di simile, si cercherà di convincere i cittadini che ciò a cui assistono non è reale. Poi, quando questa narrazione crollerà, ci ritroveremo esattamente come allora. Siamo un Paese senza memoria”.
Cinque anni dopo quell’11 marzo 2020, la pandemia resta uno spartiacque nella storia contemporanea: un evento che ha cambiato il modo in cui il mondo guarda alla salute pubblica, alla scienza e alla prevenzione delle crisi globali.
Fonti:
- WHO Data – WHO COVID-19 dashboard
- PubMed – Epidemiological trends of COVID‐19 epidemic in Italy over March 2020: From 1000 to 100 000 cases
- Istat – Impact of the covid-19 epidemic on the total mortality of the resident population in the first four months of 2020
- Jama Internal Medicine – Comparison of Reported Deaths From COVID-19 and Increase in Total Mortality in Italy
- Statista – Cumulative number of coronavirus (COVID-19) deaths in Italy since February 24, 2020
- WHO – 14.9 million excess deaths associated with the COVID-19 pandemic in 2020 and 2021
- Statbase – Number of COVID-19 deaths | Italy