Il potere segreto dei "SuperAgers" potrebbe essere la crescita di nuove cellule cerebrali

Salvatore Privitera | Divulgatore scientifico
A cura di Salvatore Privitera
Divulgatore scientifico

Data articolo – 03 Marzo, 2026

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Alcune persone, pur superando gli 80 o 90 anni, conservano capacità di memoria paragonabili a quelle di individui molto più giovani. Vengono definite “SuperAgers” e rappresentano un modello di invecchiamento cognitivo particolarmente resiliente.

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature indica che una possibile spiegazione potrebbe risiedere nella maggiore produzione di nuovi neuroni nell’ippocampo, la regione cerebrale coinvolta nei processi di memoria.

I ricercatori hanno analizzato 38 cervelli umani donati alla scienza e hanno osservato che questi individui presentavano circa il doppio dei neuroni immaturi rispetto ai coetanei con invecchiamento tipico.

Neurogenesi nell’adulto: un dibattito ancora aperto

Per decenni si è ritenuto che il cervello umano non producesse nuovi neuroni dopo l’infanzia, per questo i modi per proteggere il cervello sono molto studiati ancora oggi. Questa convinzione è stata messa in discussione alla fine degli anni Novanta, quando alcuni studi hanno suggerito che la neurogenesi, la formazione di nuove cellule nervose, potesse proseguire anche in età adulta, in particolare nell’ippocampo.

Nel 2018 un lavoro molto discusso ha ipotizzato che questo processo si interrompesse durante l’adolescenza, riaccendendo il dibattito. Negli ultimi anni, però, ulteriori ricerche hanno fornito evidenze a favore della persistenza, almeno parziale, della neurogenesi nell’adulto.


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Il nuovo studio si inserisce in questo contesto, cercando di capire se esistano differenze significative tra individui con invecchiamento cognitivo nella norma, SuperAgers e persone affette da malattia di Alzheimer.

Com'è stato condotto lo studio

I campioni cerebrali provenivano da cinque gruppi distinti:

  • giovani adulti sani (20-40 anni)
  • adulti anziani sani (60-93 anni)
  • SuperAgers (86-100 anni)
  • individui con patologia di Alzheimer in fase preclinica
  • persone con diagnosi di Alzheimer

I ricercatori hanno isolato quasi 356.000 nuclei cellulari dall’ippocampo e hanno analizzato marcatori associati a tre stadi di sviluppo neuronale:

  • cellule staminali neurali
  • neuroblasti (cellule in fase di differenziazione)
  • neuroni immaturi prossimi alla maturazione funzionale

Nei SuperAgers è stata osservata una quantità significativamente più elevata di neuroni immaturi rispetto agli altri anziani sani. Al contrario, nei soggetti con Alzheimer conclamato la neurogenesi risultava marcatamente ridotta.

Nel gruppo con Alzheimer in fase preclinica erano già presenti alterazioni molecolari compatibili con un progressivo indebolimento dei meccanismi che sostengono la formazione di nuovi neuroni.

Plasticità e resilienza cerebrale

Oltre al numero di neuroni in sviluppo, l’analisi genetica ha evidenziato nei SuperAgers un’aumentata attività di geni associati a:

  • rafforzamento delle connessioni sinaptiche
  • maggiore plasticità neuronale
  • produzione di fattore neurotrofico derivato dal cervello (BDNF), proteina fondamentale per sopravvivenza e crescita dei neuroni

Questi elementi, considerati nel loro insieme, suggeriscono una maggiore resilienza biologica del tessuto cerebrale.

Secondo gli autori, la neurogenesi ippocampale potrebbe contribuire a spiegare perché alcune persone mantengano prestazioni mnemoniche elevate nonostante l’età avanzata.

Implicazioni per l’invecchiamento e l’Alzheimer

La riduzione della neurogenesi osservata nei pazienti con Alzheimer rafforza l’ipotesi che la perdita di nuovi neuroni possa essere collegata al declino cognitivo. Comprendere i meccanismi che permettono ai SuperAgers di mantenere attiva la produzione neuronale potrebbe aprire la strada a nuove strategie terapeutiche.

I ricercatori sottolineano che saranno necessari ulteriori studi per chiarire quali fattori, genetici, ambientali o legati allo stile di vita, possano favorire il mantenimento della neurogenesi nel corso degli anni.

Il cervello che può restare dinamico

Un aspetto rilevante emerso dallo studio è che il cervello anziano non appare necessariamente “statico”. In alcuni individui, i circuiti legati alla memoria mostrano ancora capacità di rinnovamento cellulare.

Se questi risultati verranno confermati, la neurogenesi potrebbe rappresentare uno dei meccanismi biologici alla base dell’invecchiamento cognitivo di successo.

Fonti:

  • Nature- Human hippocampal neurogenesis in adulthood, ageing and Alzheimer’s disease
  • Science Alert - Superagers' 'Secret Ingredient' May Be The Growth of New Brain Cells



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