Invalidità per la Sindrome delle Apnee Ostruttive: ecco cosa prevede la Legge

Invalidità per la Sindrome delle Apnee Ostruttive: ecco cosa prevede la Legge

Enrico Brunello, presidente dell’Associazione Italiana Pazienti con Apnee del Sonno-ONLUS (A.I.P.A.S.-ONLUS).


Diritti, esenzioni dal ticket, invalidità e patente: chi soffre di alcune particolari malattie respiratorie può godere di certe agevolazioni, ma rischia anche di vedersi ritirata la patente. Capiamo bene perché e cosa spetta ai pazienti.

Quali sono le malattie che danno diritto all’invalidità?

La legge 104 per l’invalidità prevede una tabella specifica per ogni genere di malattia. Nel caso delle patologie dell’apparato respiratorio, circa una trentina di malattie permettono di avere l’invalidità civile. Alcune danno il diritto a una percentuale di invalidità molto bassa, come l’asma o la sinusite. Altre, al contrario, come la Bpco, cioè la broncopneumopatia cronica ostruttiva, o la rimozione chirurgica di un polmone, intervento noto come pneumonectomia, possono arrivare a percentuali molto alte.

Cos’è la sindrome delle apnee ostruttive nel sonno e quali diritti comporta?

La OSAS è un disturbo del sonno caratterizzato da continue apnee notturne, durante la notte. Questa patologia può avere effetti molto pericolosi su tutto l’organismo e, in particolar modo, sul sistema cardiovascolare, proprio perché il cuore risulta in sofferenza a causa della mancanza della corretta quantità di ossigeno.

I sintomi più comuni delle OSAS sono:

  • Russamento.
  • Ostruzione delle vie respiratorie, completa o parziale.
  • Sonnolenza e prestazioni rallentate, a causa di un sonno qualitativamente basso.

Chi soffre di OSAS rischia, quindi, di avere episodi di sonnolenza e mancanza di concentrazione durante tutta la giornata. Proprio per questo motivo, l’Asl riconosce fino al 40% di invalidità civile. Questa percentuale permette di avere aiuti e protesi a carico del SSN, cioè il Servizio sanitario nazionale. Garantisce l’accesso al comodato d’uso gratuito di ausili protesici, come la terapia ventilatoria con CPAP.

A chi è riconosciuta l’invalidità per OSAS, quindi, viene garantito il diritto di usufruire della terapia CPAP, ossia la macchina per le apnee notturne, una mascherina collegata a un macchinario che permette la respirazione senza apnee, limitando il rischio di problemi cardiologici e neurologici.

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Malattie polmonari e diritti

Non solo l’OSAS ma anche altre patologie polmonari permettono di avere delle esenzioni e delle agevolazioni. Per esempio, la BPCO è una malattia polmonare considerata non reversibile e invalidante. Pertanto, è possibile trattarla, ma non curarla definitivamente. Anche questa patologia conferisce il diritto di esenzione dal pagamento per tutte quelle visite che la riguardano strettamente. Inoltre, in base allo stadio di gravità, che può essere moderato, grave e molto grave, è possibile richiedere l’esenzione dal ticket.

Gli attacchi di asma possono compromettere la capacità respiratoria e, a volte, risultare anche fatali, perché non permettono il corretto apporto di ossigeno a tutti gli organi. Tale malattia respiratoria cronica può essere riconosciuta con una minima percentuale di invalidità, che comunque non supera il 35%.

Chi soffre gravemente di asma ha il pieno diritto ad aiuti e protesi che, in questo caso, sono caratterizzate da nebulizzatori, ventilatori polmonari e umidificatori. La malattia professionale può essere richiesta solo se l’asma è provocata dall’ambito lavorativo. Tuttavia, se al paziente è stata riconosciuta l’asma allergica e l’invalidità civile, può assentarsi per malattia.

In ogni caso, per capire come richiedere l’invalidità bisogna rivolgersi al proprio medico di base, che inizierà la sua parte telematica per la richiesta all’INPS. Dal 2010 in poi, la domanda di invalidità deve essere presentata non più all’Asl, ma all’INPS.

Quali sono i rischi delle malattie respiratorie?

Come è stato descritto in precedenza, le malattie respiratorie, come la sindrome delle apnee ostruttive nel sonno, sono considerate patologie capaci di influire negativamente sulla quotidianità.

Per questa ragione, secondo gli ultimi aggiornamenti delle norme, la Legge afferma chiaramente che chi soffre di gravi affezioni respiratorie notturne, senza prendersene cura, non potrà rinnovare la patente di guida. Questo è uno dei principali rischi di chi soffre di OSAS. E necessario, dunque, trattare le apnee adeguatamente, partendo da una diagnosi certa del disturbo, attraverso una polisonnografia.

Polisonnografia, come funziona?

Ma come si fa a capire se una persona che soffre di OSAS è in grado di guidare e non ha le capacità reattive compromesse? Il sistema è molto semplice. Il paziente che soffre della sindrome delle apnee notturne viene sottoposto a un esame di polisonnografia.

Questo apparecchio, che controlla la qualità del sonno, registra il numero di apnee notturne. In base ai risultati ottenuti, verrà elaborata la gravità della patologia, che può variare da moderato a grave. La polisonnografia è un esame utilizzato anche per valutare la presenza di apnee notturne nei bambini.

Pertanto, il rischio di mancato rinnovo della patente non è automatico, ma dipende dai risultati e dalla commissione che li valuta. La Legge mira ovviamente a limitare il classico colpo di sonno alla guida, che potrebbe essere un pericolo per la vita propria e degli altri.

Il rischio di vedersi annullata la patente è maggiore, se il soggetto rientra in più categorie proposte dal Ministero, quali:

  • Obesità
  • Ipertensione arteriosa farmacoresistente
  • Aritmie
  • Diabete mellito di tipo 2
  • Cardiopatia ischemica cronica
  • Ictus

Anche nel caso di OSAS è possibile richiedere l’intervento della commissione medica e sottoporsi a diversi esami per far valutare il proprio stadio. Se il paziente ha la consapevolezza di essere a basso rischio, potrà vedersi riconosciuta la patente senza nessun limite.

*Contenuto di informazione pubblicitaria: “SonnoService“.

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