Le caratteristiche dell’angioma rubino

Dr.ssa Elisabetta Ciccolella Farmacista
Redatto scientificamente da Dr.ssa Elisabetta Ciccolella, Farmacista |
A cura di Alessia Di Nardo

Data articolo – 16 Novembre, 2016

angioma rubino: cosa è e come si cura

Avete mai sentito parlare di angioma e, in particolare, di angioma rubino? Probabilmente, molti di voi sì, molti altri no, e molti altri ancora sono convinti che si tratti di un tipo di patologia destinato a sfociare in tumore.

Smentiamo, innanzitutto, quest’ultima notizia, poiché non vi è nessuna prova scientifica del fatto che queste lesioni della pelle si trasformino in tumori.

Ora capiamo insieme, quindi, cosa si intenda esattamente per angioma rubino.

Cos’è l’angioma rubino?

L’angioma rubino è una lesione benigna legata alla dilatazione sottocutanea di un piccolo vaso capillare.

Viene definito anche angioma ciliegia a causa del suo colore o macchia di Campbell De Morgan, dal nome del primo chirurgo che, nella prima metà del 1800, lo studiò e lo codificò.

Questo tipo di angioma può comparire in qualsiasi fase della vita ma, generalmente, si presenta dopo i 30 anni e, spesso, aumenta di numero durante la vecchiaia.

Compare come una piccola macchia, quasi un puntino che, mano a mano, si ingrandisce fino ad avere un diametro di circa 2 mm con la tradizionale forma “a cupola” e il colore può variare dal rosso al viola o, raramente al marrone scuro/nero, che indica un’emorragia all’interno.

A volte si può parlare di angioma polipoide, per indicare più angiomi rubini adiacenti l’uno all’altro e raggruppati.

Cause e fattori di rischio dell’angioma

Le cause dell’angioma rubino non sono ancora del tutto conosciute, ma gli ultimi studi hanno rilevato:

  • interazione con alcuni principi attivi contenuti nei farmaci, quali i bromuri (si usano, ad esempio, per curare l’asma) o la ciclosporina (si usa, ad esempio, nei trapianti di organi, come immunosoppressore);
  • cause genetiche: ad esempio, chi soffre di angiomi senili, ha livelli più bassi di microRNA427, che provocano l’aumento di alcune proteine che causano la formazioni di nuovi vasi sanguigni.

Tra i fattori che sembrano aumentare le probabilità di comparsa di angiomi rubino, vi sono:

  • patologie dell’ipofisi e del fegato: causano l’aumento di alcuni ormoni;
  • disordini ormonali, ad esempio, quelli tipici della gravidanza;
  • disordini intestinali: causano un accumulo di tossine;
  • invecchiamento della cute a causa di un’eccessiva esposizione solare.

Sintomi e complicanze dell’angioma rubino

L’angioma rubino non provoca né dolore né prurito, è, infatti, asintomatico; può provocare soltanto un fastidio estetico se, ad esempio, appare sul volto o in altre zone visibili.

Non comporta gravi complicanze, ma soltanto:

  • rottura e sanguinamento, dopo una puntura o un trauma;
  • irritazione, se si trova in una zona in cui viene sfregato di continuo.

Angioma rubino: come si cura?

L’angioma rubino viene diagnosticato dal dermatologo in base a un esame della lesione che, in casi di necessità, può essere seguito da una biopsia, consistente nel prelievo di un campione di tessuto e nell’analisi del tipo di alterazione.

L’angioma rubino non necessita di trattamento poiché, come detto in precedenza, non ha sintomi né particolari fastidi. In casi sporadici, come in seguito a una rottura o soltanto per un fastidio estetico, si può decidere di trattarli tramite:

  • crioterapia: congela e distrugge i tessuti dell’angioma;
  • curettage: tramite un apposito oggetto con bordi taglienti (curette) si esegue un raschiamento superficiale;
  • escissione chirurgica;
  • ablazione con Dye laser, che agisce, tramite un laser colorante, solo sull’angioma e ne vaporizza i tessuti;
  • termocoagulazione a radiofrequenza: le onde radio interagiscono con la cute, fanno oscillare le molecole d’acqua in essa, generano calore e cauterizzano l’angioma.

Se anche voi avete un angioma rubino o ne avete soltanto sentito parlare, ma non sapevate cosa fosse, adesso avete gli strumenti per conoscerlo e capirne di più!

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati
Un tatuatore che tatua un paziente
Tatuaggi, arriva la stretta per clienti e tatuatori: cosa cambia con la nuova legge

Nuove regole per tatuaggi e prevenzione melanoma: cosa cambia per clienti e tatuatori? Scopri i dettagli della legge appena approvata.

fiore_di_calendula
Crema alla Calendula Just: perché nel 2025 ho scelto la tradizione svizzera e il contatto umano

La crema alla calendula è davvero il rimedio universale che promette di essere? Abbiamo messo alla prova questo classico della fitocosmesi per capire come si posiziona oggi, in un panorama dominato dalla ricerca di soluzioni sempre più performanti e specifiche.