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Le non-malattie

Ezia Campise | Blogger

Ultimo aggiornamento – 03 Maggio, 2011

Marco B. ha cinquant’anni, è leggermente sovrappeso e fuma. Se vivesse negli anni 50 si potrebbe definire a tutti gli effetti un uomo sano. Ma ai nostri giorni Marco B. è sottoposto a controlli periodici per diagnosticare precocemente eventuali malattie, cerca di dimagrire e smettere di fumare perché conosce l’importanza della prevenzione e vive con la consapevolezza di possedere dei fattori di rischio per sviluppare alcune patologie in futuro.

La medicina è cambiata negli anni, si è espansa e , per il nostro bene, ha allargato il proprio campo di intervento cercando sempre di più di intercettare le malattie anche prima che si presentino. Ma fino a che punto? Fino a dove si può e si deve spingere questa tendenza a “medicalizzare” la nostra vita?

Fino a che punto si possono classificare i problemi della popolazione come malattie? Lo ha chiesto qualche anno fa  il direttore del “ British Medical Journal”, quasi provocatoriamente, ai propri lettori, cercando di interrogarli su dove fosse  il confine tra ciò che è malattia e ciò che non lo è…o meglio, quali fossero le non-malattie che vengono considerate dai medici, dalla società e dalle case farmaceutiche “problemi di natura medica”.

Ecco la classifica delle più citate e votate:

1. Vecchiaia
2. Lavoro
3. Noia
4. Borse sotto gli occhi
5. Ignoranza
6. Calvizie
7. Lentiggini
8. Orecchie a sventola
9. Capelli bianchi
10. Bruttezza

Nell’elenco compaiono anche la gravidanza e la nascita, l’infelicità, la solitudine , l’ansia per le dimensioni del pene,  il jet lag, i disturbi della menopausa e  la cellulite.

E’ evidente  come alcune delle condizioni sopra citate già compaiano in trattati di medicina e vengano definite e curate come vere patologie. La medicina moderna, che è riuscita a ridurre malattie e sofferenze, può concedersi di spostare il limite del trattamento dal sopravvivere allo star bene o allo star sempre meglio. Il rischio è perdere però il confine tra curare e perfezionare, sia il fisico sia gli stati d’animo e i sentimenti.

Possiamo accettare che si confonda la salute con la felicità?

dott. Giordano Bordini

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