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Farmaci antidepressivi e cancro: facciamo chiarezza sul loro legame

Ultimo aggiornamento – 20 novembre, 2017

Indice

La ricerca sugli effetti collaterali dei farmaci antidepressivi ha messo in luce la possibile correlazione tra questa categoria di farmaci e i tumori alla mammella e all’ovaio. Lungi dall’essere risolta, la questione lascia aperta ancora molti dubbi. Numerosi studiosi, infatti, sostengono addirittura il contrario, che quindi i farmaci antidepressivi abbiano un effetto protettivo nei casi di tumori che colpiscono soprattutto il sesso femminile.

Prendendo spunto da questo paradosso, la dr.ssa Lisa Cosgrove ha deciso di condurre studi maggiormente approfonditi. Ecco i risultati.

Per sciogliere i dubbi a riguardo

Come anticipato, questi pareri contrastanti hanno indotto la dr.ssa Lisa Cosgrove, ricercatrice presso l’Università di Harvard, a effettuare uno studio comparativo su 61 differenti ricerche che mettono in correlazione l’uso di farmaci SSRI (gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) e l’aumento del rischio di tumori alle ovaie, al seno o di recidive.

La ricercatrice, dopo aver analizzato puntualmente la letteratura sull’argomento, suggerisce la necessità che questa correlazione venga studiata in maniera più approfondita con campioni clinici più ampi, in modo che si possa validare l’una o l’altra teoria, in quanto al momento non è possibile dare una risposta univoca a questa domanda.

La necessità di dare nuovo impulso a questo ambito di ricerca è fondamentale. Basti pensare che i farmaci antidepressivi sono fra i medicinali maggiormente prescritti e utilizzati nei paesi industrializzati, Italia compresa.

Cerchiamo di capire meglio la questione, partendo dalle evidenze scientifiche che hanno provato l’interazione tra antidepressivi e tumori.

Cosa dice la scienza

Secondo il dr. Corrado Tinterri, responsabile del reparto Breast Unit dell’Humanitas Cancer Center, la ricerca scientifica «non ha dato risposte certe relativamente alla correlazione tra SSRI e tumori, se non per il caso del tamoxifene».

L’interferenza fra gli SSRI ed il tamoxifene, farmaco utilizzato da oltre 30 anni nelle terapie volte a contrastare il cancro al seno o all’ovaio, è nota da tempo tanto da essere stata dimostrata da diversi studi. Il più recente, datato 2009, ha evidenziato come le pazienti sottoposte a cura antitumorale con il tamoxifene, a cui era associata una cura con SSRI, mostravano più del doppio di ricadute rispetto alle pazienti del gruppo di controllo che non assumevano farmaci per la depressione.

Secondo i ricercatori, l’azione del tamoxifene verrebbe infatti inibita dai farmaci antidepressivi, fattore che non permetterebbe al farmaco stesso di contrastare le cellule tumorali.  
Pur non comprendendone ancora i meccanismi d’azione, molti studi hanno dimostrato una maggiore incidenza di tumori al seno e dell’ovaio nelle pazienti che assumono farmaci antidepressivi per lunghi periodi.

Da tempo, però, i medici ipotizzano che la genesi di alcuni tumori possa essere correlata agli stati depressivi e quindi che la correlazione tra depressione e tumori vada ricercata nella depressione stessa e non nei farmaci utilizzati per curarla, anche se attualmente non ci sono studi che abbiano validato questa ipotesi.

Negli ultimi anni la ricerca nell’ambito ha messo in luce numerose interazioni farmacologiche che erano precedentemente sconosciute. È quindi auspicabile che in futuro gruppi di ricercatori indipendenti, quindi non legati da rapporti con le case farmaceutiche, diano nuovo impulso alla ricerca dei meccanismi competitivi delle interazioni fra farmaci, in modo da riuscire a comprendere gli effetti di determinati farmaci sulle patologie tumorali.

Al di là del tumore: gli effetti collaterali degli antidepressivi

Dal momento che oggi l’assunzione di antidepressivi in Italia riguarda circa 11 milioni di persone, è opportuno conoscere le conseguenze a cui si può andare incontro durante la loro assunzione.

La ricerca nell’ambito degli effetti collaterali dei farmaci antidepressivi ha evidenziato, infatti, come questi possano di sovente provocare i seguenti effetti collaterali:

  • Peggioramento dei sintomi depressivi
  • Ideazione suicidaria o eventuali tentativi suicidi
  • Insonnia e affaticamento
  • Agitazione
  • Rinuncia alle normali attività sociali

Mentre alcuni degli effetti collaterali vanno incontro a remissione dopo le prime settimane di trattamento, altri persistono e potrebbero addirittura peggiorare. Per questo è bene assumere questa classe di farmaci solo sotto stretto e costante controllo medico.

Per quanto riguarda l’uso di farmaci antidepressivi SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) e degli SNRI (inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina) gli effetti collaterali specifici sono molteplici, tra questi:

  • Mal di testa
  • Nausea
  • Insonnia
  • Costipazione
  • Diarrea
  • Agitazione
  • Aumento del peso corporeo
  • Riduzione dell’impulso sessuale, disfunzioni erettili, ritardo dell’eiaculazione o anorgasmia.

L’utilità e l’efficacia dei farmaci antidepressivi è innegabile soprattutto nel trattamento dei casi più severi di depressione. Tuttavia, dal momento che circa il 30% dei soggetti trattati con SSRI non risponde in maniera significativa all’azione dei farmaci, è consigliabile affiancare alla terapia farmacologica la psicoterapia, di modo da poter monitorare costantemente l’andamento della cura e l’eventuale presenza degli effetti collaterali, per poi eventualmente ricalibrare il trattamento farmacologico.

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