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Come la lettura agisce sulla nostra mente

Ultimo aggiornamento – 19 Dicembre, 2014

Leggere ti cambia la mente? Sembra proprio di sì, e ora ci sono prove scientifiche a dimostrarlo.
Un originale studio alla Emory University ha verificato che la lettura dei romanzi provoca cambiamenti durevoli nel nostro cervello, almeno per un paio di giorni.

Dimmi quello che leggi, e ti dirò chi sei?

Sembra assurdo, eppure… grazie a numerosi volontari e risonanza magnetica alla mano, i neuroscienziati della prestigiosa Università hanno scoperto che
siamo coinvolti nel libro che leggiamo, anche mentre non lo stiamo effettivamente leggendo.

Se sei nel pieno di un romanzo avvincente, succede che il tuo cervello continua a lavorare su di esso anche quando interrompi la lettura. È proprio un meccanismo cerebrale: anche dopo la dormita di una notte intera, il mattino dopo, le risonanze magnetiche mostrano un’elevata connettività della corteccia temporale sinistra (l’area del cervello deputata al linguaggio) nei lettori che avevano interrotto la lettura del loro libro la sera prima. È l’attività ombra del nostro cervello, simile alla memoria muscolare. Che funzioni così anche con le fiction?

Leggere ci trasporta nel corpo del protagonista. In senso biologico. Immedesimazione? Ma proprio in senso fisico: le risonanze svolte al mattino sui lettori della sera prima, mostrano che anche il solco centrale del cervello ha un’elevata connettività legata alla lettura del libro. È quella che si definisce grounded cognition: se pensi alla palestra, per un attimo, nel solco centrale, si attivano i neuroni che rappresentano la sensazione del corpo in palestra. E cosa c’entra coi libri?

I cambiamenti neurali che abbiamo trovato, suggeriscono che un romanzo può trasportarti nel corpo del protagonista. Ma non in senso metaforico: in senso biologico. Proprio come se avvertissi le sensazioni del suo corpo”.

I nostri libri preferiti?

Le attività cerebrali generate in noi dalla lettura non sono effimere: “Persistono fino ai 5 giorni dopo la lettura del libro. Ma chissà quanto ancora possono durare”, affermano gli autori dello studio. Probabilmente, i nostri libri preferiti, quelli che ci sono rimasti nel cuore, sono proprio quelli che più lungamente hanno inciso sulla biologia del nostro cervello.

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