L’invecchiamento umano non sarebbe graduale: uno studio individua due “picchi” precisi

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 24 Maggio, 2026

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L’idea che l’invecchiamento avvenga lentamente e in modo costante potrebbe non essere del tutto corretta. Una ricerca pubblicata nel 2024 sulla rivista Nature Aging suggerisce infatti che il corpo umano attraversi almeno due fasi di cambiamento biologico molto più brusche, una intorno ai 44 anni e una seconda nei primi anni dei 60.

Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori guidato dal genetista Michael Snyder della Stanford University, che ha analizzato migliaia di biomarcatori molecolari nel tempo per capire meglio come il corpo cambi con l’età.

Secondo gli autori, molte trasformazioni associate all’invecchiamento non avverrebbero in modo lineare, ma attraverso vere e proprie “accelerazioni” biologiche.

Lo studio ha analizzato oltre 246 miliardi di dati biologici

Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno seguito 108 adulti che, per diversi anni, hanno fornito campioni biologici a intervalli regolari.


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Ogni partecipante ha consegnato in media 47 campioni nell’arco di 626 giorni, mentre il volontario monitorato più a lungo ne ha forniti addirittura 367. Tutto questo ha prodotto un’enorme quantità di informazioni: oltre 246 miliardi di dati.

Gli studiosi hanno osservato 135.239 caratteristiche biologiche differenti, tra cui RNA, proteine, lipidi e batteri del microbioma provenienti da intestino, pelle, bocca e naso.

L’obiettivo era capire se esistessero pattern comuni nell’invecchiamento molecolare del corpo umano.

L’età di 44 anni e quella di 60 sembrano particolarmente importanti

I risultati hanno mostrato che circa l’81% delle molecole analizzate cambiava in modo significativo in corrispondenza di due momenti specifici della vita.

Il primo grande cambiamento è stato osservato nella fascia dei 40-45 anni, il secondo nei primi anni dei 60.

Secondo i ricercatori, le modifiche biologiche dei 40 anni riguardano soprattutto:

  • metabolismo di alcol, caffeina e grassi
  • salute cardiovascolare
  • pelle e muscoli

La seconda fase, intorno ai 60 anni, sembra invece coinvolgere:

  • metabolismo dei carboidrati
  • sistema immunitario
  • funzionalità renale
  • ulteriori cambiamenti cardiovascolari e muscolari

Gli autori sottolineano che questi cambiamenti sono emersi in modo coerente osservando classi biologiche molto diverse tra loro.

Non dipenderebbe solo dalla menopausa

Poiché il primo picco coincide spesso con il periodo della perimenopausa o della menopausa nelle donne, i ricercatori hanno inizialmente ipotizzato che i cambiamenti potessero essere legati soprattutto agli ormoni femminili.

Tuttavia lo studio ha mostrato trasformazioni biologiche importanti anche negli uomini della stessa età. Secondo Xiaotao Shen, primo autore della ricerca, questo suggerisce che esistano altri fattori ancora poco compresi che influenzano il corpo umano nella mezza età.

Gli studiosi ritengono che individuare questi meccanismi sarà una priorità per le ricerche future.

Malattie e invecchiamento potrebbero seguire gli stessi “scatti”

Uno degli aspetti che ha spinto i ricercatori a studiare il fenomeno riguarda l’osservazione di alcune malattie legate all’età.

Patologie come Alzheimer e malattie cardiovascolari, spiegano gli autori, non aumentano sempre in modo graduale con il passare degli anni. In molti casi il rischio sembra crescere bruscamente dopo determinate soglie anagrafiche.

Lo studio suggerisce quindi che anche l’invecchiamento biologico possa funzionare attraverso fasi accelerate piuttosto che come un lento deterioramento continuo.

Serviranno studi più ampi

Gli stessi ricercatori invitano comunque alla cautela. Il campione utilizzato era relativamente piccolo e comprendeva persone tra i 25 e i 70 anni.

Inoltre, non tutte le componenti biologiche del corpo umano sono state analizzate. Per questo motivo saranno necessari studi più grandi e dettagliati per confermare i risultati e capire meglio cosa provochi questi cambiamenti improvvisi.

La ricerca, però, aggiunge un elemento interessante alla comprensione dell’invecchiamento umano: il passare del tempo potrebbe non lasciare segni in modo costante, ma attraverso fasi biologiche molto più intense di quanto si pensasse finora.

In breve, se intorno ai quarant'anni hai l'impressione che il caffè del pomeriggio ti lasci sveglio tutta la notte o che il recupero dopo una cena pesante sia più lento, non è una tua suggestione: è la tua lipidomica e il tuo metabolismo della caffeina che hanno appena deciso di cambiare marcia senza avvisarti.

FONTI:

ScienceAlert - Humans Age Faster at 2 Sharp Peaks, Research Shows

Nature Aging - Nonlinear dynamics of multi-omics profiles during human aging

Ultimo aggiornamento – 20 Maggio, 2026

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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