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Malattie e visite fiscali: ecco come funziona

Ultimo aggiornamento – 14 Aprile, 2020

visita fiscale: cosa prevede e come si svolge

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Purtroppo capita, ogni tanto, di svegliarsi la mattina e non sentirsi bene: si ha la febbre, l’influenza, il mal di denti o qualunque altro tipo di dolore e fastidio. Sperando che non sia niente di grave, non si è proprio in grado di andare a lavoro. Ma qual è l’iter da seguire per avvertire datore di lavoro e l’Inps?

Quando bisogna avvertire il datore di lavoro della propria assenza?

Il datore di lavoro va avvertito il prima possibile. Nei casi in cui il dipendente non può avvertirlo per motivi giustificati e comprovati, non sarà obbligato; tuttavia se l’inadempimento non è giustificato, il datore di lavoro può sanzionare il dipendente, anche se il certificato medico è inviato nei termini.

Come inviare il certificato medico al datore di lavoro?

Per ottenere il certificato medico, occorre andare entro due giorni dalla comparsa della patologia dal proprio medico curante, che trasmetterà all’Inps il certificato di malattia, con la diagnosi, la prognosi e l’indirizzo al quale il dipendente è reperibile in via telematica, rilasciando una ricevuta col numero di protocollo.

Se il contratto collettivo o gli accordi con il datore di lavoro lo prevedono, si dovrà inviare il numero di protocollo al datore di lavoro. Se il proprio medico curante è assente, è possibile recarsi da un altro medico convenzionato col Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) o dalla guardia medica. In caso di ricovero, è l’ospedale a dover inviare il certificato medico. Se invece la trasmissione telematica risulta impossibile, è necessario inviare con raccomandata il certificato, entro lo stesso termine di 2 giorni previsto per l’invio telematico.

Come funziona la visita fiscale?

Dopo aver avvertito il datore di lavoro e trasmesso il certificato medico, occorre rendersi reperibile per la visita fiscale. Si tratta di un controllo da parte di un medico fiscale dell’Inps, volto ad accertare lo stato di malattia.

Le fasce di reperibilità alle quali bisogna attenersi sono: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, se si è dipendente pubblico, e dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, se si è dipendenti del settore privato.

Tra le novità introdotte nel 2017 figurano proprio i controlli e il medico fiscale inviato d’ufficio dal primo giorno di assenza, anche per i lavoratori privati.

Chi è esonerato dalla visita fiscale?

Si è esonerati se si è ricoverati presso una struttura sanitaria, se si è affetti da una patologia grave che richiede cure salvavita, in caso di infortunio sul lavoro e malattia professionale oppure di una malattia correlata a un’eventuale invalidità o menomazione del dipendente (sono i casi, in pratica, in cui il malato possiede una percentuale d’invalidità o un handicap, anche non grave).

Il proprio medico curante, poi, può disporre che il dipendente sia esonerato dalla visita fiscale per particolari motivazioni (ad esempio, nel caso di depressione o cefalea oppure perché la permanenza in un luogo chiuso ostacola la guarigione).

Quali sono i casi di assenza giustificata alla visita fiscale?

I casi di assenza giustificata alla visita fiscale riguardano l’effettuazione di una visita medica o la sottoposizione a un accertamento sanitario durante le fasce di reperibilità; la sottoposizione a cure mediche durante le fasce di reperibilità; l’assenza per cause di forza maggiore, o per evitare gravi conseguenze per sé o per i propri familiari; la visita al di fuori delle fasce di reperibilità.

Cosa succede se non si è in casa quando arriva il medico fiscale?

In caso di assenza ingiustificata al controllo domiciliare, la sanzione comporta la perdita del 100% della retribuzione per i primi 10 giorni di malattia, a meno che il lavoratore non sia convocato prima a una seconda visita, che solitamente avviene nell’ambulatorio Asl.

In questo caso, se effettivamente il medico verifica il proprio stato di malattia, si può recuperare la retribuzione dal giorno del secondo controllo. In caso di assenza alla seconda convocazione (visita ambulatoriale), invece, si perde il 50% della retribuzione dei giorni restanti; alla terza assenza, si perde tutto.

Quante visite fiscali possono essere fatte durante lo stesso periodo di malattia?

Se la visita fiscale è stata già effettuata durante il periodo di prognosi della stessa malattia, non può essere effettuato un nuovo controllo medico da parte dell’Inps; in caso di ricaduta, invece, o nel caso in cui il proprio medico prolunghi la prognosi, si può ricevere una nuova visita.

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