Malattie infettive in aumento nel Comasco: oltre 4mila segnalazioni in un anno

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
Seguici su Google Discover Aggiungici alle Fonti Preferite di Google

Data articolo – 07 Luglio, 2026

Un bambino col morbillo

Oltre 4mila segnalazioni di sospette malattie infettive in un solo anno. È il dato che emerge dall’attività di prevenzione condotta nel 2025 sul territorio dell’Ats, dove sono state aperte esattamente 4.102 pratiche, contro le 3.881 del 2024.

Il numero segna una crescita significativa dopo gli anni in cui la sorveglianza ordinaria era stata inevitabilmente condizionata dalla pandemia. Nel 2021, per esempio, le segnalazioni erano state appena 1.559. Oggi il sistema è tornato a intercettare un volume molto più alto di possibili infezioni.

Le segnalazioni classificate con allerta, provenienti da pazienti e medici, sono state 1.233. Ancora più numerose quelle senza carattere di urgenza. Il livello di adeguatezza delle segnalazioni ha raggiunto il 76%, una percentuale in progressivo aumento, mentre dopo controlli e analisi i casi effettivamente validati sono stati 2.945.

Il territorio comasco concentra circa il 40% dei casi

Un elemento rilevante riguarda il peso del Comasco sul totale. Il territorio concentra da solo circa il 40% delle infezioni registrate, pari a circa 1.200 casi reali.

Tra le patologie più frequentemente rilevate figura l’influenza, con 664 pratiche nel 2025. Seguono i 556 casi di scabbia e le 275 infezioni di origine alimentare.

I numeri restano consistenti anche per altre malattie: 180 casi di legionellosi, 159 di scarlattina, 150 di sifilide, 128 infezioni intestinali da Clostridium e 106 da Campylobacter. Sono stati inoltre registrati 91 casi legati a batteri capaci di provocare sepsi e meningite.


Potrebbe interessarti anche:


A questi si aggiungono 79 salmonellosi, 54 casi di varicella, 36 di tubercolosi, 29 di herpes zoster, 28 di pertosse e 26 di morbillo.

L’attenzione sul ritorno di morbillo e varicella

A preoccupare è anche la ricomparsa di malattie che potrebbero essere fortemente contenute attraverso la vaccinazione. Morbillo e varicella continuano infatti a produrre focolai in diverse aree europee, soprattutto dove la copertura vaccinale non è completa.

Secondo Domenico Santoro, infettivologo comasco ed ex primario di Malattie infettive, i numeri devono essere letti considerando più fattori. Da una parte esiste oggi una maggiore sensibilità della popolazione e una migliore capacità di riconoscere i sintomi. Dall’altra, la medicina dispone di strumenti diagnostici più efficaci rispetto al passato e riesce quindi a intercettare casi che un tempo potevano sfuggire.

Restano però anche problemi non risolti. Alcuni agenti patogeni hanno ampliato la propria diffusione, mentre malattie note da decenni continuano a trovare spazio in gruppi di popolazione non sufficientemente protetti.

Malaria, dengue e chikungunya tra i casi registrati

Nel 2025 sono state confermate anche infezioni meno comuni, ma in alcuni casi più frequenti rispetto al passato. Si contano 15 casi di malaria, 8 di monkeypox, 6 di dengue, 4 di West Nile e 2 di chikungunya.

Molte di queste patologie vengono contratte all’estero, ma il quadro epidemiologico sta diventando più complesso. Viaggi internazionali, turismo e mobilità globale favoriscono la circolazione di infezioni un tempo considerate circoscritte a determinate aree.

Un ruolo particolare è svolto anche dai vettori, soprattutto le zanzare. Alcune malattie tradizionalmente definite “esotiche” possono trovare condizioni adatte alla trasmissione anche in territori dove in passato erano praticamente assenti.

Zecche, animali e alimenti contaminati

Il rapporto sulla prevenzione fotografa inoltre altri rischi infettivi. Nel corso del 2025, sei pazienti sono finiti in ospedale dopo aver consumato pasti contaminati. L’impiego di alimenti crudi o conservati in modo non corretto viene indicato come un rischio da non sottovalutare.

Sono stati inoltre registrati 11 casi legati al contatto con animali malati di aviaria, 141 cittadini punti da zecche e 112 persone morse da cani o altri animali.

Due episodi più delicati hanno riguardato persone rientrate da Paesi stranieri considerati ad alto rischio infettivo. Nei mesi precedenti, particolare attenzione era stata rivolta ad alcune aree africane per la possibile presenza di Ebola.

Un aumento che riflette anche una maggiore capacità di diagnosi

Secondo la stessa Ats, nel 2025 è stato osservato un relativo incremento delle pratiche e degli eventi gestiti rispetto all’anno precedente.

L’aumento non significa necessariamente che tutte le infezioni stiano crescendo allo stesso modo. Una parte del fenomeno può dipendere da una sorveglianza più efficace, da una maggiore attenzione dei cittadini e dalla disponibilità di strumenti diagnostici capaci di individuare con più precisione i patogeni.

Il quadro resta comunque significativo. Accanto alle infezioni comuni compaiono malattie prevenibili con la vaccinazione, patologie trasmesse da vettori e casi collegati alla mobilità internazionale. Un insieme di fenomeni che rende la sorveglianza epidemiologica sempre più importante anche a livello locale.

La tendenza osservata nel Comasco mostra così un territorio esposto a rischi molto diversi: dalle infezioni respiratorie e alimentari alle malattie trasmesse da zecche o zanzare, fino alle patologie importate dai viaggi. Una realtà che richiede diagnosi rapide, prevenzione e capacità di riconoscere tempestivamente eventuali focolai.

Fonti:

La Provincia - A Como molti casi di malattie infettive: quattromila segnalazioni all’Ats

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati
gallo dal veterinario
Influenza aviaria H5N1, primi casi confermati in Australia: il virus raggiunge l’ultimo continente rimasto libero

L’Australia registra i primi casi confermati di influenza aviaria H5N1. Due uccelli marini positivi al ceppo altamente patogeno: autorità in allerta per il rischio di diffusione.