Nel 2026 il morbillo torna a occupare le cronache internazionali, con un aumento dei casi che coinvolge Europa, Americhe e, seppur con numeri ancora contenuti, anche l’Italia.
Dopo anni in cui l’obiettivo dell’eliminazione sembrava a portata di mano, diversi Paesi stanno registrando nuovi focolai, spesso legati a coperture vaccinali insufficienti e a casi importati.
Vediamo una panoramica.
Italia: 84 casi a gennaio, oltre il 90% non vaccinati
Secondo l’ultimo bollettino “Morbillo & Rosolia News” dell’Istituto Superiore di Sanità, dal 1° al 31 gennaio 2026 sono stati segnalati 84 casi di morbillo, con un’incidenza di 17,1 casi per milione di abitanti. Di questi, 73 sono stati confermati in laboratorio, 5 classificati come probabili e 6 come possibili.
Il dato segna un incremento rispetto ai 34 casi registrati nello stesso mese del 2025 e conferma un trend già osservato negli ultimi due anni: 1.055 casi nel 2024 e 532 nel 2025.
Il virus, sottolineano gli esperti del Dipartimento Malattie Infettive dell’Iss, continua a circolare soprattutto tra giovani adulti non vaccinati.
La quasi totalità dei casi (96,4%) si concentra in sei Regioni:
- Lombardia;
- Toscana;
- Lazio;
- Campania;
- Puglia;
- Calabria.
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L’età mediana è di 28 anni, ma l’incidenza più elevata si osserva nella fascia 0/4 anni, con due casi segnalati in bambini sotto l’anno di età.
Lo stato vaccinale è noto per il 91,7% dei casi: il 90,9% dei pazienti non era vaccinato al momento del contagio. Oltre un terzo ha sviluppato almeno una complicanza, in particolare polmonite ed epatite con aumento delle transaminasi. Cinque casi hanno riguardato operatori sanitari, quattro dei quali non vaccinati.
La sorveglianza epidemiologica è coordinata dal Dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss, insieme al Laboratorio nazionale di riferimento e alla rete MoRoNet. I dati confermano che la trasmissione avviene prevalentemente in ambito familiare, seguita da contesti sanitari e ospedalieri.
Europa: migliaia di casi e nuovi Paesi con trasmissione endemica
La situazione non riguarda solo l’Italia: il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha segnalato che tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025 nei 30 Paesi Ue/See sono stati notificati 7.655 casi di morbillo e 8 decessi (4 in Francia, 3 in Romania e 1 nei Paesi Bassi).
Sebbene il numero sia inferiore agli oltre 35mila casi del 2024, resta quasi il doppio rispetto al 2023.
I tassi di notifica più elevati si osservano nei neonati sotto l’anno di età e nei bambini tra 1 e 4 anni.
Anche a livello europeo emerge con chiarezza il ruolo della mancata vaccinazione: quasi l’80% dei casi del 2025 riguardava persone non vaccinate.
A fine gennaio 2026 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato che i seguenti paesi hanno ripristinato la trasmissione endemica del morbillo sulla base dei casi registrati nel 2024:
- Armenia;
- Austria;
- Azerbaigian;
- Spagna;
- Regno Unito;
- Uzbekistan.
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Un segnale che indica come l’obiettivo di eliminazione resti fragile in presenza di coperture vaccinali non omogenee.
Regno Unito: focolaio nelle scuole a nord di Londra
Nel Regno Unito l’attenzione è concentrata sul nord di Londra: nella zona di Enfield, il consiglio locale ha inviato una comunicazione ai genitori informando che i bambini non vaccinati, se identificati come contatti stretti di casi confermati, potrebbero essere esclusi da scuola per 21 giorni.
Secondo quanto riportato dalla BBC, almeno 34 bambini sono stati contagiati nell’ambito di un’epidemia definita a “rapida diffusione” in diverse scuole tra Enfield e la vicina Haringey. I casi sospetti sarebbero circa 60, con alcuni ricoveri ospedalieri, in particolare tra i non vaccinati.
Le autorità sanitarie locali hanno sottolineato come il morbillo sia tra le malattie più contagiose conosciute, con una capacità di diffusione molto elevata in ambienti chiusi come scuole e asili.
Stati Uniti e Messico: allerta in aeroporto e focolai in corso
Negli Stati Uniti l’attenzione si è recentemente concentrata su un caso che ha coinvolto l’aeroporto internazionale di Philadelphia: una persona infetta è transitata dal Terminal E in una finestra oraria specifica, spingendo il Dipartimento di Sanità pubblica a informare i viaggiatori potenzialmente esposti e a raccomandare la verifica dello stato vaccinale.
Le autorità hanno precisato che non vi è una minaccia generalizzata, ma hanno ribadito che il rischio di casi legati ai viaggi resta concreto, in un contesto in cui diversi Stati stanno registrando focolai attivi.
Sulla situazione americana è intervenuto anche l’infettivologo Matteo Bassetti, che ha invitato a controllare sierologia e stato vaccinale prima di recarsi negli Usa, sottolineando come nel Paese si stiano moltiplicando segnalazioni di casi, quarantene e aree temporaneamente chiuse.
Particolarmente rilevante è il quadro in Messico, dove secondo i dati epidemiologici aggiornati nel 2026 sono stati registrati 9.487 casi e 31 decessi dall’inizio dell’anno.
Il virus è presente in 30 delle 32 entità federative, con maggiore intensità nelle regioni sud-orientali come Campeche, Tabasco e Chiapas.
L’ampia diffusione territoriale e il numero di decessi indicano una situazione più complessa rispetto ad altri Paesi, con una pressione significativa sui sistemi sanitari locali.
Come si trasmette il Morbillo e perché la copertura vaccinale è decisiva
Secondo l’Oms, il morbillo è una malattia virale altamente contagiosa che si trasmette per via aerea attraverso tosse e starnuti. In assenza di immunità, il virus può infettare fino al 90% delle persone suscettibili che entrano in contatto con un caso.
La vaccinazione resta lo strumento più efficace di prevenzione. Il vaccino viene somministrato in Italia come MPR (morbillo-parotite-rosolia) o MPRV (con aggiunta della varicella) in due dosi: la prima tra 12 e 15 mesi, la seconda a 5/6 anni. Con due dosi la protezione raggiunge circa il 99%.
Per interrompere la circolazione del virus e garantire l’immunità di gregge è necessaria una copertura almeno del 95%, soglia che in diverse aree non viene ancora raggiunta in modo uniforme.
L’aumento dei casi nel primo mese del 2026, sia in Italia sia a livello internazionale, non configura al momento un’emergenza generalizzata, ma segnala una tendenza che richiede attenzione costante.
La presenza di focolai in più continenti, il ripristino della trasmissione endemica in alcuni Paesi europei e l’elevata quota di casi tra non vaccinati indicano che il morbillo continua a sfruttare le lacune nelle coperture immunitarie.
La sorveglianza epidemiologica, l’informazione corretta e l’adesione ai programmi vaccinali restano gli strumenti chiave per contenere la diffusione del virus e prevenire complicanze che, soprattutto nei bambini piccoli e nelle persone fragili, possono risultare gravi.
Fonti: