Pancia gonfia e stitichezza: come tornare a star bene, seguendo semplici regole

Dr.ssa Elisabetta Ciccolella Farmacista
Redatto scientificamente da Dr.ssa Elisabetta Ciccolella, Farmacista |
A cura di Redazione

Data articolo – 13 Gennaio, 2022

Stipsi e Meteorismo

Può capitare che, spesso, il cambio di routine, l’avanzare dell’età, le cosiddette “abbuffate” festive e (non solo), la riduzione dell’attività fisica e la pigrizia sempre molto difficile da combattere acuiscano alcuni fastidi che si avvertono soprattutto a livello dell’intestino

È importante fare attenzione a questi sintomi, poiché spesso possono essere utili a segnalare dei disturbi gastrointestinali. Per questo motivo, oggi, approfondiamo insieme il meteorismo e la stitichezza, tanto comuni quanto difficili da trattare definitivamente.

Quali sono i disturbi gastrointestinali più comuni?

I disturbi gastrointestinali possono riguardare il tratto gastrointestinale superiore e inferiore. Nonostante siano molto diffusi, non sono tutti uguali. Essi, infatti, dipendono anche dall’età e dal genere del soggetto colpito, da fattori psicologi, dal tipo di vita che si conduce e, spesso, sono cronici, cioè perduranti nel tempo.

In generale, tra i disturbi più comuni possiamo annoverare:

  • Meteorismo
  • Difficoltà digestive
  • Stitichezza
  • Diarrea
  • Dolore e tensione addominale 

Questi disturbi possono essere organici e funzionali. Nei primi, si assiste a una compromissione dell’organo rinvenuta dopo appositi esami; mentre, i secondi dipendono da alterazioni funzionali non legate a cause organiche.

Una ricerca recente condotta dalla Rome Foundation, i cui risultati sono ancora preliminari, ha sottolineato che i disturbi gastrointestinali funzionali interessano il 40% della popolazione mondiale. 

Considerato il periodo appena trascorso, è interessante segnalare i dati riportati da Assosalute secondo i quali, nel 2019, 2 italiani su 3 hanno sofferto di almeno una patologia gastrointestinale e che, circa la metà del campione intervistato, ha avvertito un peggioramento della propria condizione durante le festività natalizie, a causa del cambio di alimentazione e di routine.

Dunque, approfondiamo meglio il discorso e scopriamo alcuni rimedi utili a contrastare meteorismo e stipsi.

Come sgonfiare la pancia? 7 consigli da provare!

Per meteorismo si intende un’eccessiva presenza di gas all’interno del tratto gastrointestinale, che provoca una sensazione di gonfiore della pancia con conseguenti fastidi, per esempio:

  • Dolore addominale
  • Flatulenza
  • Eruttazione

Le cause di meteorismo sono legate a:

  • Scorretta alimentazione
  • Abitudini alimentari non idonee (per esempio, mangiare di fretta) 
  • Intolleranze alimentari
  • Stitichezza
  • Patologie intestinali croniche (per esempio, sindrome del colon irritabile)
  • Infezioni in corso

Cosa fare per la pancia gonfia? Ecco alcuni consigli:

  1. Ridurre la quantità di cibi produttori di gas (per esempio, legumi e alimenti zuccherati) e di alimenti lavorati, e bilanciare l’apporto di cibi caldi e cibi solidi, così come l’assunzione di fibre.
  2. Evitare di assumere bevande gassate e aumentare il consumo di erbe, per esempio: tè, camomilla, tisane al finocchio, menta piperita, zenzero.
  3. Idratarsi prima e dopo ogni pasto.
  4. Evitare di consumare gomme da masticare, per non ingerire aria.
  5. Fare attività fisica, per favorire la digestione e ridurre il rischio di stitichezza.
  6. Fare bagni caldi.
  7. Praticare yoga.

Soprattutto in caso di fastidi persistenti, è sempre opportuno contattare il medico, che potrà procedere con un piano alimentare volto ad escludere e poi a reintrodurre gradualmente alcuni alimenti. Per questo motivo, è importante compilare un diario alimentare.

In ogni caso, non sono da escludersi ulteriori visite specialistiche, per vedere se il meteorismo è in realtà legato anche ad altri problemi di salute.

Passiamo ora a un altro disturbo: la stitichezza. 

Stitichezza: quando c’è da preoccuparsi?

Un altro disturbo gastrointestinale molto ricorrente è la stipsi. Chi soffre di stitichezza ha difficoltà a defecare e a liberare del tutto l’intestino.

Le cause e la durata di questa condizione variano da persona a persona, ma, in generale, la stitichezza colpisce soprattutto le donne. I motivi scatenanti possono ricondursi principalmente a fattori alimentari, psicologici o all’assunzione di alcuni farmaci (per esempio, antidepressivi o antiacidi).

I sintomi della stipsi comprendono: diminuzioni delle evacuazioni, durezza nelle feci e sforzo prolungato, sensazione di gonfiore.

A volte, la stitichezza può essere anche il sintomo di condizioni più preoccupanti, che interessano soprattutto il colon. In alcuni casi, infatti, può essere legata a:

  • Tumore al colon
  • Prolasso rettale
  • Problemi alla tiroide
  • Disturbi neurologici (per esempio, la sclerosi multipla)

Qualche rimedio? 

Tra i rimedi contro la stitichezza troviamo: 

  • Idratazione
  • Consumo di cibi ricchi di fibre e verdure (sia cotti che al vapore)
  • Assunzione di fermenti lattici
  • Accorgimenti sulla postura assunta, mentre si è in bagno
  • Attività fisica

In caso di disbiosi intestinale (ossia di alterazione e squilbrio del microbiota intestinale, provocata dalla proliferazioni di batteri che irritano l'intestino)  poi, si possono assumere anche i fermenti lattici. Dalla comparsa dei primi sintomi fino a una settimana dalla loro scomparsa, l'uso di probiotici e prebiotici può costituire un supporto per ripristinare la regolarità intestinale.

L'assunzione di un integratore intestinale a base di queste sostanze può avvenire per 1-2 volte al giorno, preferibilmente al mattino, prima dell'ingestione di cibo, oppure dopo qualche ore dall'ultimo pasto. In ogni caso, è necessario che l'etichetta contenga informazioni sull'identità e sulla quantità dei microorganismi probiotici contenuta in ogni dose, che deve essere pari ad almeno 1 miliardo (109) di cellule vive per almeno uno dei ceppi dei cosiddetti "batteri buoni" presenti.

Ovviamente, in caso di cronicità e di sintomi gravi, è opportuno consultare il proprio medico ed effettuare esami appositi. 

Ultimo aggiornamento – 25 Maggio, 2022

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