Il 5 maggio 2026 l'AIFA ha pubblicato una nota ufficiale che raramente si vede per un medicinale da banco: un richiamo formale sull'uso del paracetamolo, con tanto di dati alla mano.
L'Agenzia avverte che l'assunzione di quantità superiori a quelle indicate può determinare effetti indesiderati anche gravi, in particolare a livello epatico, e che mantenere alta l'attenzione è necessario soprattutto in una fascia di età vulnerabile.
La fonte di questo allarme non è un'impressione: il richiamo si basa sull'analisi congiunta dei dati nazionali della Rete di Farmacovigilanza e del Centro Antiveleni di Pavia, che hanno evidenziato un numero rilevante di episodi di sovradosaggio intenzionale tra i giovanissimi.
Cosa fa al fegato una dose di troppo
Il paracetamolo, usato correttamente, è uno dei farmaci più sicuri che esistano. Il problema emerge quando si supera la soglia raccomandata, e il meccanismo è abbastanza preciso. Il metabolismo normale del farmaco avviene nel fegato senza difficoltà, ma un eccesso di assunzione porta alla produzione di una sostanza tossica chiamata NAPQI, che in condizioni normali viene neutralizzata dal glutatione, un antiossidante naturale.
Quando però la quantità ingerita è eccessiva, quella difesa naturale cede. Il NAPQI si accumula e attacca direttamente le cellule epatiche, innescando una cascata di stress ossidativo e necrosi che può arrivare, nei casi più gravi, a richiedere un trapianto di fegato.
Un altro aspetto che pochi conoscono: esiste un antidoto, la N-acetilcisteina, ma funziona davvero solo se somministrata entro le prime 8 ore. Aspettare la comparsa dei sintomi può essere fatale, perché il danno procede in silenzio.
Gesti impulsivi, non sfide social
Una parte delicata della nota AIFA riguarda il perché i ragazzi arrivino a prendere dosi eccessive. L'Agenzia esclude categoricamente la pista delle mode virali: non esistono evidenze di comportamenti imitativi né di presunte sfide diffuse online, ma il fenomeno resta clinicamente rilevante proprio per la vulnerabilità tipica dell'età adolescenziale.
La lettura è più sottile: il sovradosaggio intenzionale sembrerebbe riconducibile a gesti impulsivi o dimostrativi, alimentati dalla convinzione errata che il paracetamolo sia sostanzialmente innocuo. È la familiarità stessa del farmaco a renderlo pericoloso in questo contesto: non spaventa, non viene percepito come una scelta estrema, e per questo abbassa la soglia di attenzione nei momenti di fragilità emotiva,
La trappola del "farmaco multiplo"
C'è un altro rischio, meno visibile ma molto concreto, che riguarda tutti, non solo gli adolescenti. Il paracetamolo è presente in numerosi medicinali da banco usati comunemente per influenza, raffreddore e dolori generici, e questo rende molto facile assumerne quantità doppie senza accorgersene, prendendo due prodotti diversi in contemporanea.
Verificare la composizione di ogni farmaco prima di prenderlo insieme ad altri non è una precauzione eccessiva: è buon senso.
Quello che famiglie e scuola possono fare
L'AIFA non si rivolge solo ai ragazzi, ma esplicitamente agli adulti che li circondano. Il ruolo di genitori, insegnanti e medici non si esaurisce nel limitare l'accesso ai medicinali, ma passa soprattutto dall'educare i giovani a capire che anche i farmaci più comuni portano con sé dei rischi reali se usati fuori dalle indicazioni.
Parlarne apertamente, senza drammatizzare ma senza minimizzare, è già un atto preventivo. I ragazzi tendono a fidarsi di chi affronta questi argomenti con franchezza piuttosto che con divieti.
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Regole generali da non dimenticare
Le raccomandazioni pratiche dell'Agenzia sono poche e chiare
- Attenersi scrupolosamente alle dosi indicate nel foglio illustrativo o nella prescrizione medica;
- Rispettare sempre l'intervallo minimo tra una dose e l'altra (generalmente 4–6 ore);
- Non assumere contemporaneamente altri farmaci che contengano paracetamolo (molti prodotti per influenza e raffreddore lo contengono);
- Evitare l'alcol nelle ore successive all'assunzione;
- Non somministrare ai bambini per periodi prolungati senza consultare il medico, perché l'uso continuato può mascherare sintomi di condizioni più gravi:
- In caso di dubbio sulla dose, chiedere sempre al farmacista o al medico prima di assumere il farmaco.
E soprattutto: in caso di sospetto sovradosaggio, anche senza sintomi evidenti, anche se sembra "esagerato" chiamare, contattare immediatamente il 118 o il Centro Antiveleni di Pavia, attivo h24 allo 0382/24444.
Il paracetamolo non è pericoloso. Lo diventa solo quando si smette di prenderlo sul serio.
Fonti
AIFA - AIFA richiama all’uso corretto del paracetamolo, con particolare attenzione ai casi di sovradosaggio intenzionale negli adolescenti