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Pillola anticoncezionale: gli effetti sul cervello

Andrea Salvadori | Blogger

Ultimo aggiornamento – 02 Dicembre, 2014

Pillola anticoncezionale: gli effetti sul cervello

Dal suo avvento avvenuto 50 anni fa, la pillola anticoncezionale ha rivoluzionato la vita delle donne. Più di 100 milioni di donne ne fanno oggi uso in tutto il mondo, considerandola il metodo contraccettivo più sicuro e comodo, con un livello di soddisfazione molto alto.

Sono noti, tuttavia, gli effetti collaterali spesso associati all’assunzione della pillola, tra i quali aumento di peso, acne, cambiamenti di umore e crescita di peli superflui. Questi ultimi effetti in particolare sono causati da alcuni progestinici (le versioni sintetiche del progesterone) che interagiscono con i recettori degli androgeni, come il testosterone, ossia gli ormoni steroidei responsabili delle caratteristiche maschili.

Ma sono stati pochi in questi anni gli studi che hanno cercato di mettere in evidenza i possibili effetti della pillola sulla struttura e il funzionamento del cervello. Anni fa, una ricerca evidenziò che le donne che assumevano contraccettivi orali presentavano una grande quantità di materia grigia (tessuto cerebrale costituito da cellule nervose) in alcune zone del cervello.

A distanza di anni, un gruppo di ricercatori dell’università di Salzberg ha studiato un gruppo di 60 donne per cercare di conoscere gli effetti sul cervello.

Lo studio

Lo studio ha preso in considerazione 60 donne: 20 delle partecipanti non assumevano contraccettivi orali, 18 usavano contraccettivi orali con progestinici androgeni e 22 usavano contraccettivi orali con progestinici anti-androgeni.

La risonanza magnetica ha rivelato che le donne che assumevano progestinici anti-androgeni mostravano ampi volumi di sostanza grigia in diverse regioni del cervello rispetto alle donne che facevano uso di contraccettivi orali comuni. Questa materia grigia si concentrava nell’ippocampo, responsabile dell’apprendimento e della memoria, e nella cosiddetta “area fusiforme delle facce”, specializzata nel riconoscimento facciale. Inoltre, il volume di questa materia grigia aumentava con la durata di utilizzo.

Successivamente, hanno chiesto alle donne di partecipare a un test di riconoscimento facciale. Hanno mostrato loro 30 foto, 15 di donne e 15 di uomini, per una durata di 3 secondi ciascuna. Poi, hanno mostrato di nuovo alle partecipanti un totale di 60 foto, costituite dalle 30 mostrate precedentemente e 30 nuove, chiedendo loro di riconoscere i 30 soggetti visti precedentemente.

Risultati?

Le donne che assumevano progestinici anti-idrogeni hanno ottenuto risultati migliori di quelle appartenenti agli altri due gruppi.

Quindi, nei soggetti che assumono progestinici anti-androgeni si riscontra effettivamente un aumento della capacità di memoria, grazie ad un maggiore volume di materia grigia presente nelle “aree chiave” dell’ippocampo e della FFA (area fusiforme delle facce).

Tuttavia, sono necessari altri studi per analizzare un campione più ampio di individui e i vari composti assunti.

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