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I farmaci placebo potrebbero essere d’aiuto in caso di dolore alla schiena

Alessandra Niccolai | Blogger

Ultimo aggiornamento – 24 Ottobre, 2016

I farmaci placebo potrebbero essere d’aiuto in caso di dolore alla schiena

Un nuovo studio afferma che chi assume farmaci placebo (talvolta chiamati anche “false pillole”) in aggiunta ai normali medicinali analgesici da banco può ottenere sollievo aggiuntivo dal dolore nell’area lombare, pur essendo consapevole che i placebo non funzionano.

Dolore alla schiena: la cura con i farmaci placebo

Lo studio ha coinvolto circa 100 soggetti con dolore lombare persistente da almeno tre mesi. La maggior parte di questi pazienti stava già assumendo medicinali per il dolore, in primo luogo Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS), come Ibuprofene o Naproxene.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale: il primo gruppo ha continuato ad assumere soltanto i farmaci consueti, mentre il secondo ha aggiunto a essi un placebo.

Sebbene la maggior parte degli studi che prevedono l’utilizzo di falsi medicinali facciano di tutto per assicurarsi che i partecipanti siano tenuti all’oscuro, ovvero che ignorino di stare assumendo un placebo oppure un vero farmaco, il nuovo studio è stato condotto in modo diverso. I ricercatori hanno comunicato apertamente ai partecipanti che quello che stavano assumendo era un falso medicinale e hanno fornito informazioni circa gli effetti del finto farmaco, spiegando loro che il fatto che un dato trattamento funzioni al di là di qualsiasi effetto fisiologico è un fenomeno “potenzialmente efficace” che dipende dalla fiducia dei pazienti.

Nelle tre settimane seguenti, i partecipanti hanno valutato il loro livello di dolore lombare e l’entità della disabilità sperimentata nelle attività quotidiane, in conseguenza di esso.

È, così, emerso che i pazienti che stavano assumendo il placebo riportavano punteggi di dolore e disabilità inferiori del 30% circa rispetto a quelli riferiti inizialmente, mentre coloro che prendevano i farmaci normali, ma senza l’aggiunta del placebo, non rilevavano cambiamenti di punteggio significativi.

Queste scoperte non significano, però, che il dolore lombare dei pazienti non fosse reale o che fosse “nella loro testa”.

I ricercatori dell’ISPA-Instituto Universitário portoghese, hanno pubblicato nell’edizione del 13 Ottobre della rivista PAIN che, al contrario, simili conclusioni suggeriscono che i trattamenti nei quali il paziente è consapevole di stare assumendo una falsa medicina “possono dare un contributo sicuro ed efficace al trattamento del dolore lombare cronico”.

Inoltre, cosa ancora più importante, i risultati dello studio mostrano che le cure a base di placebo non richiedono necessariamente il ricorso all’inganno per poter funzionare. In altre parole, i ricercatori che utilizzano falsi medicinali nei propri studi possono non avere bisogno di tenerli segreti ai pazienti, al fine di includere l’effetto dei finti farmaci nelle proprie sperimentazioni.

I ricercatori fanno appello a studi ulteriori per valutare le potenzialità di uno “sfruttamento dell’effetto placebo senza inganno” nel trattamento del dolore nell’area lombare.

Non è chiaro esattamente per quale motivo il falso medicinale aiuterebbe a ridurre il dolore anche nel caso in cui i pazienti abbiano la consapevolezza di stare assumendo un medicinale finto.

Falsi medicinali ma vantaggi reali?

Una possibilità è che i pazienti continuino a credere che il falso farmaco potrebbe funzionare perché è stato loro riferito della sua potente efficacia potenziale. Secondo i ricercatori, un’altra possibilità potrebbe essere che l’atto stesso di assumere pillole, svitando il tappo della bottiglia e inghiottendo qualcosa che sembra identico ad una medicina, possa provocare effetti anche quando i pazienti, a livello cosciente, non si aspettano che le pillole funzionino.

I ricercatori hanno specificato che lo studio è stato condotto su piccola scala e che è durato soltanto tre mesi e hanno aggiunto che sono necessarie ulteriori ricerche per poter confermare i risultati e stabilire se gli effetti si mantengano anche a lungo termine.

 

 

 

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