Sei un professionista sanitario? Iscriviti
  1. Pazienti.it
  2. Notizie di salute
  3. Polisonnografia Cosa E Come Funziona E Quando Farla Cmp 012

Polisonnografia: cosa è, come funziona e quando farla

Redazione

Ultimo aggiornamento – Febbraio 20, 2019

Polisonnografia: cosa è, come funziona e quando farla

A cura della dr.ssa Laura Battistella, specialista in Malattie dell’Apparato Respiratorio presso ULSS 3 Serenissima.


La polisonnografia (PSG) è un esame non invasivo e non rischioso che permette di analizzare alcuni parametri fisiologici durante il sonno, sia nella fase REM che nella fase NON-REM. Esso può essere eseguito presso i centri ospedalieri dotati di uno strumento specializzato: il polisonnigrafo. E’ possibile effettuare la polisonnografia anche a domicilio.

L’esame prevede di monitorare il sonno del paziente per tutta la durata di una notte e viene svolto in una stanza isolata, appositamente attrezzata per le registrazioni polisonnografiche.

Al paziente vengono applicati:

  • Una cuffia elastica con degli elettrodi sul cuoio capelluto, posizionati mediante l’utilizzo di un gel elettro-conduttore, per la registrazione delle attività elettriche celebrali.
  • Sensori lungo il corpo (sul torace, sulle tempie, sulle gambe, sulle mani), per il monitoraggio dell’attività cardiaca e muscolare.

I sensori sono collegati attraverso lunghi cavi (in modo da non disturbare il riposo del paziente) a un computer che registrerà differenti parametri, tra cui il battito cardiaco, il russamento, la respirazione, l’attività muscolare e articolare, i movimenti oculari, i livelli di saturazione dell’ossigeno e l’attività cerebrale.

Gli unici inconvenienti che si possono manifestare in fase di esame sono la difficoltà ad addormentarsi del soggetto o una reazione allergica al gel utilizzato per l’applicazione degli elettrodi.

Per i soggetti che devono sottoporsi alla polisonnografia non sono previste particolare avvertenze, a esclusione della astensione da bevande alcoliche o contenenti caffeina dal giorno precedente e della riduzione del fumo sigaretta (nicotina) nelle ore precedenti, elementi che potrebbero alterare i risultati dell’esame

Terminato l’esame, il soggetto si può scollegare dai sensori e riprendere la sua normale attività. I risultati vengono analizzati da un medico specializzato in malattie del sonno, il quale individuerà la diagnosi più adatta in relazione a ciascun caso.

Possono sottoporsi all’esame soggetti  di qualsiasi età. Spesso, la polisonnografia viene eseguita sui bambini che, rispetto agli adulti, hanno una maggiore tendenza a compiere movimenti notturni involontari.

Polisonnografia: quando farla?

La polisonnografia è un esame particolarmente indicato nei soggetti che presentano disturbi del sonno, tra cui:

  • Apnee notturne (note anche come OSA): fenomeno particolarmente frequente tra la popolazione maschile, piuttosto che tra quella femminile, caratterizzato da una riduzione e\o da una interruzione della normale funzione respiratoria durante il sonno.
  • Disturbi del movimento degli arti: caratterizzati da movimenti involontari degli arti inferiori (la cosiddetta “sindrome delle gambe senza riposo”) o, molto più raramente, degli arti superiori.
  • Narcolessia: il soggetto manifesta un’elevata tendenza ad addormentarsi durante le ore diurne, anche se impegnato nello svolgimento di attività ad alto coinvolgimento.
  • Disturbi comportamentali della fase REM: il soggetto può avere manifestazioni motorie o verbali improvvise e, talvolta, anche violente (come parlare, urlare, gesticolare, tirare calci e pugni) spesso correlate a una vivace attività onirica che avviene proprio durante le fasi di sonno REM.
  • Disturbi comportamentali della fase NON-REM: sono i disturbi più noti, come bruxismo, sonnambulismo, enuresi.

I disturbi del sonno non vanno assolutamente trascurati, basti pensare che trascorriamo un terzo della nostra vita a dormire per comprendere come la qualità del sonno incida notevolmente sul nostro benessere.

Malattie del sonno non opportunamente trattate possono essere causa di:

  • Patologie ischemiche
  • Morte durante il sonno
  • Lesioni involontarie a se stessi o a terzi (nei casi di disturbi comportamentali del sonno)
  • Disturbi cardiaci
  • Difficoltà respiratorie

Pertanto, al manifestarsi dei primi sintomi, quali forte russamento, senso di stanchezza al risveglio, eccessiva sonnolenza diurna, secchezza delle fauci al risveglio, cefalea persistente al mattino,  sonno non continuo e disturbato, danni ai denti e ridotta capacità di concentrazione, è bene consultare un medico specialista e sottoporsi ai dovuti accertamenti per verificare o meno la presenza di disturbi del sonno.

*Contenuto di informazione pubblicitaria: “SonnoService“.

Mostra commenti
Disturbi dell’ovulazione: la sindrome dell’ovaio policistico e non solo
Disturbi dell’ovulazione: la sindrome dell’ovaio policistico e non solo
Quando i polmoni vengono attaccati dall’Aspergillo
Quando i polmoni vengono attaccati dall’Aspergillo
Contatta uno specialista Prenota un videoconsulto
Articoli più letti
Colesterolo cattivo troppo basso? Impennano le probabilità di ictus
Colesterolo cattivo troppo basso? Impennano le probabilità di ictus
Cosa mangiare prima e dopo una donazione di sangue
Cosa mangiare prima e dopo una donazione di sangue
Yogurt? Ok, ma solo se è al 100% naturale
Yogurt? Ok, ma solo se è al 100% naturale
Bere 3 litri d’acqua al giorno? Ecco cosa accade all’organismo
Bere 3 litri d’acqua al giorno? Ecco cosa accade all’organismo