Le allergie stagionali arrivano, ormai, sempre prima. L'arrivo dei pollini, per giunta anticipato, potrebbe mettere a rischio la perdita di voce?
Complice l’andamento climatico, la concentrazione di pollini e graminacee si sta anticipando di settimana in settimana, esponendo milioni di allergici ai sintomi tipici già a fine inverno. Ma oltre a naso chiuso, starnuti e prurito oculare, vi è un aspetto meno noto: la voce.
Vediamo cosa succede alle corde vocali, quali sono i rischi e i possibili rimedi secondo la medicina.
Pollini in anticipo? Perché l’allergia influisce sulle corde vocali
Secondo gli allergologi, nel 15% dei soggetti allergici ai pollini può comparire disfonia, ovvero un’alterazione della qualità vocale che si manifesta con raucedine, abbassamento del tono, instabilità o affaticamento nel parlare.
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Un disturbo spesso sottovalutato, ma che può incidere sulla vita quotidiana e professionale, soprattutto in chi usa la voce per lavoro.
Il meccanismo è legato al rilascio di istamina, la sostanza che l’organismo produce quando entra in contatto con l’allergene. L’istamina provoca:
- infiammazione delle mucose;
- gonfiore delle corde vocali;
- aumento della tosse;
- secchezza delle vie respiratorie;
Quando il naso è ostruito, inoltre, si tende a respirare con la bocca. Questo passaggio bypassa la naturale funzione di filtro e umidificazione delle cavità nasali, favorendo ulteriore disidratazione della laringe. Pertanto, le corde vocali, già infiammate, diventano più vulnerabili allo sforzo.
Il risultato è una voce più debole, velata o instabile. Spesso si compie un errore istintivo: si “spinge” di più per compensare. Ma questa sovracompensazione può aggravare l’infiammazione e, nei soggetti predisposti, favorire nel tempo la formazione di noduli o ispessimenti delle corde vocali.
Farmaci sì, ma con attenzione
La terapia antistaminica e i decongestionanti nasali rappresentano un presidio importante nel controllo dei sintomi allergici. Tuttavia, alcuni farmaci possono avere un effetto collaterale poco noto. Quale? la secchezza delle mucose.
Ma vediamo cosa significa.
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Una mucosa disidratata vibra con maggiore difficoltà e può rendere la voce meno potente o meno piena. Questo non significa che occorra evitare la terapia, ma che si ritiene opportuno usarla sotto indicazione specialistica e accompagnarla a misure di supporto.
Come proteggere la voce durante la stagione dei pollini in anticipo
Gli esperti raccomandano alcune semplici strategie preventive:
- bere acqua in quantità adeguata durante la giornata;
- preferire bevande a temperatura ambiente;
- assumere tisane, eventualmente addolcite con miele o agave;
- evitare di sforzare la voce in presenza di raucedine;
Un altro fattore spesso trascurato è il reflusso gastroesofageo. Alcuni alimenti possono aumentare l’acidità e favorire l’irritazione della laringe, aggravando la disfonia. Durante i periodi allergici è dunque consigliabile limitare determinati alimenti.
Vediamo quali:
- agrumi;
- alimenti grassi o molto conditi;
- cibi piccanti;
- vino;
- cioccolato;
L’infiammazione da reflusso, sommata a quella allergica, può amplificare il disagio vocale.
Se la raucedine persiste per più di due o tre settimane, oppure compare in modo ricorrente durante la stagione dei pollini, è opportuno rivolgersi al medico o allo specialista. La voce è un indicatore sensibile dello stato di salute delle vie respiratorie superiori.
In un contesto storico e climatico in cui le stagioni polliniche si stanno progressivamente allungando, imparare a riconoscere e gestire i sintomi meno evidenti dell’allergia (come la disfonia) diviene parte integrante della prevenzione.
Poiché la primavera non metta a rischio unicamente il respiro, ma anche la voce.
Fonti:
Ansa - Voce a rischio con l'arrivo anticipato dei pollini per il 15% degli allergici