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Ipertrofia prostatica benigna e i disturbi della vescica: come affrontarli?

Redazione

Ultimo aggiornamento – 19 Dicembre, 2018

Ipertrofia prostatica benigna e i disturbi della vescica: come affrontarli?

A cura di 


Intervista al dr.ssa Fanni Guidolin – Infermiera Stomaterapista, specialista nella riabilitazione delle disfunzioni del pavimento pelvico – Ulss 2 Marca Trevigiana (Tv).


Abbiamo rivolto alcune domande al dr.ssa Fanni Guidolin, per capire come affrontare al meglio alcuni dei disturbi legati all’ingrossamento della prostata 👇

Incontinenza da urgenza (a causa della prostata ingrossata), come convivere col disturbo?

Innanzitutto, l’incontinenza è un problema curabile e, se il motivo è la prostata ingrossata (diagnosi fatta dall’urologo), saranno prescritti dei farmaci per diminuire la resistenza del muscoletto che chiude eccessivamente (in un certo senso è come se il rubinetto fosse chiuso troppo), determinando quindi degli spasmi all’interno della vescica (una sorta di terremoto), che possono favorire le perdite urinarie soprattutto nella fase di riempimento della vescica e, quindi, maggiormente di notte o quando si beve. Questi farmaci, però, sono a pagamento per la maggior parte.

Ci sono anche degli integratori che possono aiutare, acquistabili senza la ricetta medica. Ma conviene sempre chiedere al proprio medico di famiglia.

Infine, consiglio l’esercizio di resistenza all’urgenza, che consiste nel buttare fuori tutta l’aria attraverso la bocca, portare l’addome in dentro, appiattendolo, come se l’ombelico volesse uscire dalla schiena, per poi stringere il muscoletto anale, come per trattenere i gas. Tutto questo per 10 secondi, finché lo stimolo di impellenza passa.

Perché spesso lo stimolo di urgenza è falso e non è legato a una vescica piena.

Catetere vescicale per un certo periodo: quali sono i sintomi di eventuali infezioni?

I sintomi di eventuali infezioni da catetere sono il bruciore intenso nel meato uretrale, ovvero nella punta del pene dove si inserisce il catetere, o all’inserzione del catetere nell’uretra nella donna; ancora, febbre, malessere generale simile a una influenza, dolore sovrapubico, urine maleodoranti e scure – o giallo intenso che vira all’arancio.

Quali esercizi consigliare agli uomini per controllare l’eventuale incontinenza?

Vi sono due esercizi di base per controllare l’incontinenza maschile. In realtà, sono molti di più ma si può partire da questi due.

Se l’incontinenza è da urgenza, ovvero se l’incontinenza si manifesta quando non riuscite ad arrivare in bagno in tempo, consiglio l’esercizio di “resistenza all’urgenza”, sopra descritto. Se invece l’incontinenza è legata a sforzi particolari, come un colpo di tosse o una camminata veloce, o il piegamento del busto in avanti che aumenta la pressione intra-addominale, consiglio l’esercizio di kegel da ripetere 100 volte al giorno.

Consiste nello sdraiarsi a pancia in su, portando le ginocchia piegate verso il petto e rilassando l’addome e le spalle, stringendo poi il muscolo anale per 3 secondi, per poi rilasciarlo. Ricordatevi di non stringere altri muscoli delle cosce oppure i glutei. Tutto il corpo deve essere rilassato, e a lavorare deve essere solamente il muscolo elevatore dell’ano.

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