PSA: 7 cose da fare prima dell’esame alla prostata

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 29 Luglio, 2026

Un uomo che si sottopone ad un esame del sangue

Il PSA, sigla di Prostate-Specific Antigen, è una proteina prodotta dalla prostata. Una piccola quantità passa normalmente nel sangue e può essere misurata con un prelievo. È un esame molto usato nella valutazione della salute prostatica, ma va interpretato con attenzione: non è un test che da solo conferma o esclude un tumore.

Il PSA può aumentare per motivi diversi. Può essere più alto in presenza di tumore alla prostata, ma anche in caso di ipertrofia prostatica benigna, prostatite, infezioni delle vie urinarie, manipolazioni recenti della prostata o semplicemente per alcuni comportamenti nei giorni precedenti all’esame.

Per questo prepararsi bene è importante. Non perché il test sia complicato, ma perché alcuni fattori possono spostare temporaneamente il valore e creare dubbi inutili, ripetizioni dell’esame o preoccupazioni che magari si sarebbero potute evitare.

Non fare attività fisica intensa nelle 48 ore prima

Nelle 48 ore prima del PSA è consigliabile evitare attività fisica intensa. Il motivo è semplice: alcuni sforzi, soprattutto se coinvolgono la zona pelvica o provocano pressione sulla prostata, possono influenzare temporaneamente il valore del PSA nel sangue.

Il caso più citato è la bicicletta, perché la posizione sul sellino può esercitare una pressione diretta sull’area prostatica. Anche attività molto intense, allenamenti prolungati o sport che lasciano senza fiato possono essere sconsigliati nelle due giornate precedenti.


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Non significa che una camminata tranquilla sia un problema. Il punto è evitare sforzi importanti, pedalate lunghe, spinning, ciclismo su strada o sessioni particolarmente pesanti. Quando si deve fare un esame che può orientare decisioni mediche successive, meglio arrivarci con il minor numero possibile di interferenze.

Evitare rapporti sessuali ed eiaculazione

Un’altra indicazione frequente è evitare rapporti sessuali con eiaculazione nelle 48 ore precedenti al prelievo. L’eiaculazione può far aumentare il PSA per un periodo breve e, in alcune persone, alterare il risultato.

Anche in questo caso non si parla di un danno, ma di una possibile interferenza. Il test serve a misurare un valore nel sangue e tutto ciò che può modificarlo temporaneamente andrebbe evitato prima dell’esame.

La regola pratica è semplice: per due giorni prima del prelievo, meglio sospendere attività sessuale che porti a eiaculazione. È una precauzione piccola, ma utile soprattutto quando il PSA viene controllato per screening, follow-up o per chiarire un dubbio clinico.

Attenzione a infezioni urinarie e prostatite

Il PSA può aumentare anche in presenza di infezioni delle vie urinarie o infiammazione della prostata, cioè prostatite. In questi casi, fare il test nel momento sbagliato può restituire un valore più alto del reale e poco utile dal punto di vista diagnostico.

Se ci sono bruciore quando si urina, febbre, dolore pelvico, bisogno frequente di urinare, urine torbide o altri sintomi urinari, è importante avvisare il medico prima del prelievo. Potrebbe essere necessario valutare prima un’eventuale infezione e rimandare il PSA.

Alcune fonti sanitarie indicano che, dopo un’infezione urinaria, può essere opportuno attendere 4-6 settimane prima di eseguire il test. Sarà comunque il medico a decidere il momento più adatto, in base al quadro clinico.

Non farlo subito dopo manovre sulla prostata

Anche procedure o manipolazioni della prostata possono influenzare il PSA. Un’esplorazione rettale, una biopsia prostatica, una cistoscopia, l’inserimento recente di un catetere o altri interventi urologici possono alterare il valore per periodi diversi.

La biopsia, in particolare, può far salire il PSA per settimane. Per questo il prelievo andrebbe programmato prima di alcune procedure o dopo un intervallo adeguato, seguendo le indicazioni del medico o dell’urologo.

È utile comunicare sempre al laboratorio o al medico se nei giorni o nelle settimane precedenti ci sono stati esami invasivi, manovre urologiche o problemi acuti. Il PSA non va letto come un numero isolato, ma dentro la storia recente del paziente.

Dire al medico quali farmaci si assumono

Alcuni farmaci possono modificare i livelli di PSA. Tra quelli più importanti ci sono finasteride e dutasteride, usati per l’ipertrofia prostatica benigna o, in alcuni casi, per altre indicazioni. Questi medicinali possono abbassare il PSA e rendere necessaria un’interpretazione diversa del risultato.

Questo non significa sospendere farmaci di propria iniziativa. Significa riferire al medico tutto ciò che si assume: terapie per la prostata, integratori, farmaci ormonali, trattamenti per la caduta dei capelli, antibiotici recenti o altri medicinali rilevanti.

Un PSA apparentemente normale in una persona che assume farmaci che lo riducono può avere un significato diverso rispetto allo stesso valore in una persona che non li assume. Anche per questo il referto non andrebbe mai interpretato da soli.

Il giorno del prelievo: cosa aspettarsi

L’esame del PSA è un normale prelievo di sangue. In genere non richiede una preparazione complessa e spesso non è necessario il digiuno, salvo indicazioni diverse del laboratorio o se nello stesso giorno vengono eseguiti altri esami.

La parte più importante della preparazione riguarda quindi i giorni precedenti: evitare sforzi intensi, bicicletta ed eiaculazione per 48 ore; segnalare infezioni, sintomi urinari, farmaci e procedure recenti; seguire le indicazioni ricevute dal medico.

Arrivare al prelievo nelle condizioni corrette non garantisce un risultato “perfetto”, ma riduce il rischio di alterazioni temporanee. È un modo semplice per rendere il dato più leggibile.

Cosa significa se il PSA è alto

Un valore alto di PSA non significa automaticamente tumore alla prostata. È uno degli equivoci più frequenti e anche uno dei motivi per cui questo esame può generare ansia. Il PSA può aumentare per molte condizioni benigne e può variare anche con l’età e il volume della prostata.

Allo stesso tempo, un valore nella norma non elimina al cento per cento ogni rischio. Per questo il medico può valutare non solo il numero, ma anche età, sintomi, familiarità, andamento nel tempo, eventuale PSA libero, visita urologica, risonanza magnetica o altri accertamenti.

In alcuni casi, davanti a un valore alterato, il medico può consigliare di ripetere il test dopo alcune settimane, soprattutto se c’è il sospetto che il risultato sia stato influenzato da un fattore temporaneo. La ripetizione non è una perdita di tempo: può aiutare a distinguere un rialzo occasionale da un dato più stabile.

Quando parlarne con il medico

Il PSA dovrebbe essere deciso e interpretato insieme al medico, soprattutto se non ci sono sintomi e si sta valutando l’esame come controllo preventivo. La scelta può dipendere dall’età, dal rischio individuale, dalla familiarità per tumore alla prostata e dalla presenza di disturbi urinari.

È particolarmente importante chiedere consiglio se compaiono difficoltà a urinare, sangue nelle urine o nello sperma, dolore persistente, bisogno di urinare spesso di notte o cambiamenti improvvisi nelle abitudini urinarie. Questi sintomi non indicano per forza un tumore, ma meritano una valutazione.

Il PSA è utile quando viene inserito in un percorso corretto. Usato da solo, senza contesto, può creare confusione. Usato bene, invece, può aiutare a individuare situazioni da approfondire e a seguire nel tempo la salute della prostata.

Fonti:

Prostate Cancer UK - PSA blood test

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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