Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha iniziato a guardare con crescente attenzione al canto come possibile intervento non farmacologico nella malattia di Parkinson.
Oltre ai benefici già noti sul movimento, studi internazionali suggeriscono che la pratica vocale strutturata possa incidere su un sintomo spesso sottovalutato: le alterazioni della voce e della parola, che compromettono comunicazione, relazioni e qualità della vita.
Parkinson e voce: un sintomo poco visibile ma rilevante
Accanto a tremore, rigidità e lentezza dei movimenti, il Parkinson comporta frequentemente disturbi del linguaggio, in particolare la disartria. La voce tende a diventare più debole, monotona e poco comprensibile, rendendo difficile esprimere emozioni e bisogni.
Questa ridotta capacità comunicativa incide profondamente sul benessere psicologico, favorendo isolamento sociale, perdita di autostima e sintomi depressivi.
Il canto come strumento riabilitativo
La cantoterapia si inserisce in questo contesto come possibile supporto alla riabilitazione tradizionale. Cantare significa coordinare respirazione, postura, controllo laringeo e articolazione, stimolando aree motorie e cognitive coinvolte nella produzione vocale.
Non a caso, molte persone con Parkinson mostrano una migliore fluidità dei movimenti quando ascoltano musica o seguono un ritmo: un principio che può essere applicato anche alla voce.
La review internazionale
Una revisione sistematica condotta dall’Università di Derby, nel Regno Unito, ha analizzato 23 studi per un totale di 3.235 risultati, provenienti da Australia, Canada, Stati Uniti e Medio Oriente.
I dati, presentati in anteprima alla SingWell Conference di Toronto e pubblicati sul British Medical Journal, indicano che il canto strutturato migliora diversi aspetti della funzione vocale e respiratoria, con ricadute positive anche sulla salute mentale.
Gli autori sottolineano però la necessità di integrare la pratica con esercizi di respirazione, riscaldamento vocale e con la possibilità di cantare brani graditi ai pazienti, elemento che aumenta adesione e motivazione.
Secondo la review, il beneficio più consistente riguarda la cosiddetta produzione vocale sostenuta, ovvero la capacità di mantenere un’emissione sonora stabile grazie all’azione coordinata di diaframma e muscolatura addominale.
Un ampio studio pubblicato sul Journal of Voice dalle Università di Gedda e Riad ha inoltre evidenziato un miglioramento della gamma di frequenze vocali e della funzionalità respiratoria, mentre non sono emersi cambiamenti significativi in altre metriche linguistiche, come la lunghezza delle parole o la distribuzione delle pause.
Gli stessi ricercatori segnalano che molti studi precedenti presentano limiti metodologici e che la durata degli effetti è stata finora valutata solo fino a 2 anni.
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Gli esercizi più utilizzati
I programmi di cantoterapia prevedono sessioni di 20–30 minuti, per almeno 2 settimane, con esercizi mirati. Tra questi rientrano la lettura ad alta voce a diverse velocità, il suono ronzante labiale dell’Estill Voice Training e l’esercizio della “sirena”, che consiste nel variare progressivamente l’altezza del suono per ampliare l’estensione vocale.
La scelta tra canto individuale o di gruppo viene valutata caso per caso, poiché il coinvolgimento emotivo rappresenta un fattore chiave dell’efficacia.
Accanto al lavoro con logopedisti e terapisti vocali, oggi sono disponibili app per smartphone che consentono di proseguire gli esercizi a domicilio e monitorare parametri come intensità e durata della fonazione.
Questi strumenti possono essere utili anche ai caregiver per comprendere quanto a lungo il paziente riesca a sostenere una conversazione intelligibile.
Le evidenze attuali indicano, quindi che il canto, se inserito in percorsi riabilitativi strutturati, può rappresentare un valido alleato nel trattamento dei disturbi vocali del Parkinson.
Servono studi più rigorosi e confronti diretti con altre terapie, ma la direzione appare promettente: migliorare la voce significa restituire spazio alla comunicazione e, con essa, alla qualità della vita.
Fonti
- British Medical Journal - Singing interventions for people living with Parkinson’s: a systematic review and meta-analysis
- Journal of Voice - Effectiveness of Singing-Based Therapy on Voice Outcomes in Parkinson's Disease: A Systematic Review and Meta-Analysis