Nel mondo degli esports le sessioni possono durare anche tre ore consecutive, con un livello di attenzione costante e decisioni rapide da prendere sotto pressione. Per contrastare la fatica mentale molti giocatori ricorrono a bevande energetiche o caffeinate. Tuttavia, un nuovo studio condotto dall’Università di Tsukuba propone un’alternativa più semplice: acqua frizzante non zuccherata e ad alta carbonazione.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Computers in Human Behavior Reports, suggerisce che bere acqua fortemente gassata durante sessioni di gioco prolungate possa contribuire a mantenere più stabile la funzione esecutiva e ridurre i segni di affaticamento cognitivo rispetto all’acqua naturale.
Lo studio: tre ore di gioco e due tipi di acqua a confronto
Lo studio ha coinvolto giovani adulti impegnati in due sessioni separate di tre ore ciascuna di calcio virtuale. In un’occasione i partecipanti hanno bevuto acqua naturale, nell’altra acqua frizzante non zuccherata con alta concentrazione di anidride carbonica. Il disegno sperimentale era di tipo crossover randomizzato, in modo da confrontare le due condizioni sugli stessi soggetti.
Durante le sessioni i ricercatori hanno monitorato diversi parametri:
- diametro pupillare (considerato un indicatore fisiologico di fatica cognitiva)
- frequenza cardiaca
- livelli di glucosio interstiziale
- cortisolo salivare
- percezione soggettiva della fatica
- piacere e coinvolgimento nel gioco
La funzione esecutiva è stata valutata attraverso un “flanker task”, un test che misura la capacità di concentrazione e di inibizione delle risposte automatiche.
Meno fatica mentale e migliore controllo esecutivo
Rispetto all’acqua naturale, l’acqua frizzante ha mostrato alcuni effetti coerenti:
- minore aumento della fatica percepita
- migliori prestazioni nei test di funzione esecutiva
- minore costrizione pupillare, segnale associato a riduzione dell’affaticamento cognitivo
È interessante notare che i parametri fisiologici legati allo stress metabolico, come glucosio e cortisolo, non hanno mostrato differenze significative tra le due condizioni. L’effetto sembra quindi collegato principalmente alla dimensione cognitiva e sensoriale.
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Un dato secondario riguarda il comportamento in gioco: i partecipanti che bevevano acqua frizzante hanno commesso meno falli virtuali, suggerendo un migliore controllo inibitorio. Le prestazioni offensive e difensive, invece, non hanno mostrato variazioni rilevanti.
Perché la carbonazione potrebbe avere un effetto sul cervello
L’ipotesi avanzata dai ricercatori riguarda la stimolazione sensoriale prodotta dalla carbonazione. La sensazione intensa a livello orale e faringeo attiverebbe vie nervose che collegano il tronco encefalico alla corteccia prefrontale, area coinvolta nel controllo esecutivo, nella pianificazione e nell’attenzione.
In particolare, il ruolo potrebbe essere mediato da recettori sensoriali (come i canali TRP) che rispondono agli stimoli chimici e meccanici nella gola. La stimolazione costante ma lieve fornita dall’acqua altamente gassata potrebbe quindi contribuire a mantenere attivi i circuiti deputati alla regolazione dell’attenzione durante uno sforzo mentale prolungato.
Si tratta di un meccanismo ancora oggetto di studio, ma coerente con l’idea che stimoli sensoriali mirati possano modulare lo stato di vigilanza.
Un’alternativa a caffeina e zuccheri?
Uno degli aspetti più rilevanti dello studio è che i benefici osservati non dipendono da caffeina o glucosio. Molti giocatori fanno affidamento su bevande energetiche per contrastare la stanchezza, ma un consumo eccessivo è associato nel lungo periodo a rischi metabolici, tra cui aumento di peso e alterazioni glicemiche.
L’acqua frizzante, se non zuccherata, non introduce calorie né sostanze stimolanti. In questo senso rappresenta una strategia potenzialmente più sicura per sostenere la concentrazione, almeno nel breve termine.
Cosa significa oltre il gaming
Sebbene lo studio sia stato condotto in un contesto di e-sports, il tema dell’affaticamento cognitivo riguarda anche molte altre situazioni: studio prolungato, lavoro al computer, attività che richiedono attenzione continua.
I risultati suggeriscono che uno stimolo sensoriale semplice, come la carbonazione, possa contribuire a mitigare temporaneamente i segni della fatica mentale. Restano necessari ulteriori studi su campioni più ampi per confermare l’efficacia e chiarire la durata dell’effetto.
Al momento, l’evidenza indica che l’acqua frizzante ad alta gasatura potrebbe rappresentare una strategia pratica e a basso rischio per sostenere la concentrazione durante attività mentali prolungate, senza ricorrere a zuccheri o caffeina.
Fonte: Neuroscience News - Is Sparkling Water The New “Brain Fuel” for Gamers?