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Il rame: una soluzione contro i disturbi respiratori

Ultimo aggiornamento – 24 novembre, 2015

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Molti medici possono guardare al rame con occhi nuovi: recenti studi, infatti, hanno mostrato come questo metallo possa combattere la diffusione di alcuni disturbi respiratori.

Il rame: vecchio rimedio popolare o nuova frontiera di cure?

Il fatto che metalli come il rame o leghe come l’ottone proteggano da molte malattie è una credenza antica. La novità è che ora il rame ha effettivamente confermato, in seguito a rigorosi test scientifici, di poter essere un potente antibiotico.

La dottoressa Sarah Warnes della University of Southampton ha rivelato che il rame può prevenire la trasmissione di virus respiratori letali, uccidendo i batteri coronavirus responsabili di malattie come la SARS (sindrome respiratoria acuta grave) e la MERS (sindrome respiratoria mediorientale).

I batteri di queste patologie sono difficilmente trasmissibili da uomo a uomo, ma possono essere molto resistenti e longevi quando si trovano su animali oppure oggetti e arrivare così all’uomo. I batteri coronavirus sopravvivono e sono infettivi anche dopo cinque giorni di permanenza su molti materiali come ceramica, vetro, silicone, acciaio.

Quando invece il team di ricerca della dottoressa Warnes ha utilizzato una superficie in lega di rame, i virus sono stati rapidamente distrutti. Anche una bassa concentrazione di rame, mescolata con zinco per formare l’ottone, si è rivelata essere molto efficace. Il motivo di questa straordinaria azione antibatterica è da ricercarsi nell’effetto della combinazione tra rame e molecole reattive contenenti ossigeno, che si generano sulla superficie della lega.

Un solo metallo, molte possibili cure

Il batterio coronavirus 229E è una delle principali cause del comune raffreddore.

Tuttavia, fa parte della stessa famiglia di malattie come SARS e MERS, che causano molte vittime. Ecco perché si spera che questa scoperta possa essere ampiamente applicabile.

Precedenti studi, inoltre, avevano mostrato come le leghe contenenti più del 60% di rame potessero uccidere il norovirus, responsabile di circa la metà dei casi di gastroenterite, disturbo poco pericoloso nel mondo occidentale, ma letale in altre zone del pianeta.

Dal momento che i batteri norovirus e coronavirus non sono strettamente correlati tra loro, gli esperti sono portati a credere che l’efficacia del rame potrebbe essere davvero molto diffusa. I ricercatori consigliano, quindi, di tenere a portata di mano rimedi a base di rame in tutti gli ospedali, soprattutto nei reparti con casi di malattie respiratorie.

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