Carenza di vitamina D? Bisogna assumere anche il magnesio

Arianna Bordi | Autrice e divulgatrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello
A cura di Arianna Bordi
Autrice e divulgatrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello

Data articolo – 02 Gennaio, 2026

Primo piano di giovane donna che tiene in mano compresse o capsule dalla bottiglia di medicinali, trattamento vitaminico assunto a casa

L'equilibrio della vitamina D nell'organismo non dipende esclusivamente dalla sua assunzione, ma sembra essere strettamente legato alla presenza di un altro minerale fondamentale: il magnesio.

Scopriamo perché e in che modo in questo approfondimento.

Un meccanismo di regolazione bidirezionale

Una ricerca condotta dal Vanderbilt-Ingram Cancer Center ha evidenziato come il magnesio agisca da vero e proprio "regolatore intelligente" dei livelli ematici di vitamina D.

A differenza di un semplice integratore che aumenta linearmente i valori, infatti, il magnesio esercita una funzione omeostatica.

Durante uno studio clinico randomizzato, è emerso che:

  • in soggetti con carenza di vitamina D, il magnesio ne favorisce l'incremento;
  • in soggetti con livelli eccessivamente elevati, il magnesio ne promuove la riduzione.

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Una capacità di ottimizzazione cruciale, poiché la salute ottimale sembra collocarsi nel punto centrale di una "curva a U", un intervallo intermedio già associato in passato a un minor rischio di patologie cardiovascolari.

I risultati ottenuti dal team offrono una possibile spiegazione alle incongruenze emerse in precedenti studi su larga scala; spesso, infatti, i dati sul legame tra vitamina D e malattie come il cancro al colon-retto appaiono contrastanti.

La spiegazione risiederebbe nei processi metabolici: senza una quantità sufficiente di magnesio, la sintesi e il metabolismo della vitamina D rimangono bloccati; un meccanismo che potrebbe spiegare perché alcuni pazienti non riescono a elevare i propri livelli di vitamina D nonostante l'assunzione di dosaggi elevati.


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In sintesi, la ricerca suggerisce che per rendere davvero efficace la vitamina D non basta monitorarne l'assunzione, ma occorre assicurarsi che il magnesio sia presente in quantità sufficienti per "attivarla" e gestirla correttamente.

Il problema della carenza di magnesio

Mentre la carenza di vitamina D è ampiamente monitorata e trattata, il deficit di magnesio rimane spesso ignorato.

Secondo la dottoressa Martha Shrubsole, si stima che fino all'80% della popolazione non raggiunga la dose giornaliera raccomandata.

"La carenza di magnesio è un problema poco riconosciuto, eppure è essenziale affinché gli integratori di vitamina D funzionino correttamente", sottolineano i ricercatori.

Di conseguenza, piuttosto che ricorrere esclusivamente alla supplementazione farmacologica, gli esperti suggeriscono di privilegiare le fonti alimentari per raggiungere i livelli raccomandati.

Tra i cibi più ricchi di magnesio troviamo:

  • vegetali: verdure a foglia verde scuro, fagioli e avocado;
  • cereali e frutta a guscio: cereali integrali e noci;
  • altro: cioccolato fondente e pesci grassi (come il salmone).

Fonti:

The American Journal of Clinical Nutrition - Magnesium treatment increases gut microbiome synthesizing vitamin D and inhibiting colorectal cancer: results from a double-blind precision-based randomized placebo-controlled trial

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