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Oki e caffè: è possibile assumerli insieme?

Arianna Bordi | Editor

Ultimo aggiornamento – 09 Febbraio, 2024

Donna sta bevendo un espresso

Il medicinale Oki è a base di ketoprofene e si tratta un antinfiammatorio non steroideo (FANS) prescritto generalmente in caso di febbre alta, dolori forti e infiammazioni.

L'abbinamento tra caffè e farmaci è spesso sconsigliato. Il caffè è una bevanda eccitante a base di caffeina che rischia di inficiare diverse tipologie di terapie farmacologiche: potrebbe, infatti, ampliarne la portata degli effetti collaterali oppure ridurne l'efficacia.  

Vediamo di seguito più nel dettaglio Oki, quali potrebbero essere i suoi effetti collaterali e se la sua somministrazione in concomitanza con il caffè costituisce un pericolo o meno.

Cos’è Oki: il principio attivo

Il ketoprofene può essere assunto in varie modalità:

  • capsule, a rilascio prolungato o meno;
  • compresse;
  • granulato ad uso orale o da far sciogliere sotto la lingua.

Negli adulti viene prescritto con ricetta medica per diverse patologie, anche molto gravi:

  • febbre alta;
  • artrite e artrosi reumatoide;
  • reumatismi;
  • spondilite anchilosante;
  • comparsa di flogosi in vari ambiti: odontoiatria, otorinolaringoiatria, urologia e pneumologia.

Nei bambini, sotto stretto monitoraggio da parte del pediatra e per un periodo di tempo limitato, viene somministrato per:

  • stati infiammatori di varia natura;
  • otite;
  • dolori osteoarticolari.

Senza bisogno di ricetta, viene comunemente utilizzato per dolori mestrualicefalee, dolori muscolo-scheletrici di varia natura e come antipiretico, soprattutto in caso di febbre molto alta, nel dosaggio ridotto di 40mg

La formulazione più comune, ovvero quella da 80mg, è vendibile solo dietro prescrizione medica.

Gli effetti collaterali di Oki

Gli effetti collaterali sono numerosi:

  • ulcere ed emorragie gastriche;
  • senso di costipazione;
  • dissenteria;
  • piaghe orali;
  • sensazione di nervosismo immotivato;
  • capogiri;
  • insonnia.

Tra i più gravi, dopo i quali ci si dovrebbe immediatamente rivolgere al medico curante o recarsi al pronto soccorso, ci sono:

  • difficoltà a respirare o a deglutire;
  • dolore addominale, nello specifico nella parte destra;
  • gonfiore in varie zone del corpo;
  • difficoltà o dolore nella minzione;
  • lividi o emorragie senza cause specifiche;
  • senso di inappetenza;
  • perdita di peso immotivata;
  • appannamento della vista improvviso;
  • prurito, rash cutanei e/o orticaria;
  • urine opache, incolori o con tracce ematiche.

Oki e caffè: possibile assumerli insieme?

L’Oki, come anticipato, andrebbe assunto a stomaco pieno poiché, in quanto FANS, è gastrolesivo, dunque irritante: infatti questa categoria di antinfiammatori diminuisce la presenza di bicarbonato nel muco gastrico e inibisce la formazione di alcune prostaglandine indispensabili per proteggere la mucosa dello stomaco.

Per queste ragioni non bisognerebbe abusare del ketoprofene o assumerlo per periodi lunghi e sarebbe opportuno, generalmente, valutarne l’assunzione col medico curante.

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Non è scientificamente provata una vera e propria interazione tra caffè e Oki, ma si raccomanda di non assumerli insieme dato che anche quest’ultimo potrebbe portare a sua volta a soffrire di problemi gastrici, poiché aumenta la quantità di acidità presente nello stomaco.

Il caffè, infatti, come tutte le bevande a base di caffeina o teina (Coca-Cola, drink energetici, bibite a base di guaranà, tè) se bevuto insieme ai FANS aumenterà la probabilità di essere soggetti a una lesione gastrica.

Proprio per questo ne viene fortemente sconsigliata l’assunzione, in assoluto e in abbinamento alla somministrazione di ketoprofene, in caso di patologie gastro-intestinali, come gastritereflusso gastroesofageo e ulcera peptica.

Per evitare di avere problemi, se la situazione clinica lo permette, la soluzione è quella di introdurre nel proprio organismo una quantità di caffeina limitata e soprattutto di farlo in un momento della giornata che non coincide con l’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei.

In ogni caso, se la sintomatologia legata all'assunzione di farmaci e/o caffeina dovesse cominciare a destare preoccupazione, è sempre raccomandabile rivolgersi al proprio medico curante per un consulto

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Arianna Bordi | Editor
Scritto da Arianna Bordi | Editor

Dopo la laurea in Letteratura e Lingue straniere, durante il mio percorso di laurea magistrale mi sono specializzata in Editoria e Comunicazione visiva e digitale. Ho frequentato corsi relativi al giornalismo, alla traduzione, alla scrittura per il web, al copywriting e all'editing di testi.

a cura di Dr. Christian Raddato
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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