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Ecco perché le diete iperproteiche sono destinate al fallimento

Ultimo aggiornamento – 22 febbraio, 2018

Dieta iperproteiche per dimagrire: rischi e benefici
Indice

Quando ci si trova davanti alla necessità di perdere peso o, semplicemente, di migliorare la propria forma fisica sono poche le certezze cui ricorrere: bere molto, fare sport, curare al meglio l’alimentazione.

In tal senso, spesso si sente parlare di dieta iperproteica, da affiancare a una costante attività sportiva (agonistica o non) quale chiave per il successo. Ma seppur il dibattito è acceso in tal senso, questo tipo di dieta è molto probabilmente indirizzata verso il fallimento. Vediamo perché.

Cos’è una dieta iperproteica

Di diete iperproteiche ce ne sono molte, delle quali si sente spesso parlare. Le due più famose sono divise in 4 fasi e sono:

  1. Dieta Dukan, le cui fasi sono: attacco (la prima, nella quale si perde la maggior parte del peso), crociera (per il raggiungimento del peso necessario), consolidamento (è la parte della rieducazione alimentare), stabilizzazione (indirizzata al mantenimento dei risultati raggiunti);
  2. Dieta Atkins, che si divide in: induzione (nelle prime due settimane, l’organismo si abitua a perdere del peso), continuazione (leggeri aumenti delle quantità di alcuni cibi, soprattutto carboidrati, per raggiungere una perdita di peso più moderata), pre-mantenimento (ulteriore aumento delle quantità di carboidrati), mantenimento (raggiungimento dei risultati sperati e adattamento al nuovo peso).

Ambedue sono considerate diete per dimagrire, pensate come tali, e si basano su un dato fondamentale: un apporto più elevato di proteine. A loro, nello specifico, è demandato un triplice compito:

  1. Energetico, utile soprattutto per compensare attività sportive
  2. Di anticorpo, per difendere l’organismo da stimoli negativi esterni
  3. Plastico, contribuendo all’operazione di rinnovamento delle cellule

Spesso si confondono le diete iperproteiche con le diete proteiche che sono, spesso, realizzate per migliorare le performance nelle attività agonistiche e che, sovente, vengono utilizzate per attività di body builder e di accrescimento della massa muscolare.

In tal senso, la dieta proteica è un regime solitamente ipocalorico nel quale vengono aumentate ulteriormente le proteine cercando, tuttavia, di ottenerne benefici anche dal punto di vista del dimagrimento. Ovviamente, questo tipo di alimentazione deve essere prescritta da uno specialista: non può assolutamente essere improvvisata, in quanto potrebbe avere effetti indesiderati arrivando a provocare dannose alterazioni della flora batterica intestinale.

Quali sono i cibi di una dieta iperproteica

Una dieta iperproteica parte solitamente da un assioma: sforare la percentuale raccomandata di proteine da assumere in una giornata, vicina al 15-20% del totale dell’apporto calorico quotidiano. È per superare questi limiti che vi sono alcuni alimenti consigliati, sia per dimagrire sia per creare le condizioni ottimali per un aumento della massa muscolare. 
Tra questi alimenti sicuramente troviamo:

  • Legumi, ricchi di fibre e vitamine e più sani della carne in quanto non ne contengono le tipiche tossine e residui chimici
  • Carne bianca – preferita a quella rossa, più comune in una dieta proteica – come pollo, tacchino e coniglio particolarmente presenti e comuni
  • Formaggi magri – meglio di quelli grassi – quali possono essere ricotta, mozzarella, certosino, robiola
  • Pesce, da consumare alternativamente alla carne per un determinato numero di volte durante la settimana
  • Frutta secca come arachidi tostate, noci secche, mandorle dolci utili ad aumentare l’apporto di grassi
  • Yogurt

Rischi e svantaggi di un regime alimentare basato sulle proteine

La dieta iperproteica ha tuttavia alcuni fattori di rischio che non possono essere tralasciati. L’eccessivo consumo di proteine può infatti causare danni all’organismo, soprattutto per via dell’aumento del consumo di cibi derivati animali, ricchi di grassi saturi, a tratti dannosi per la salute.

Un eccessivo apporto di proteine può inoltre avere effetti nefasti sui regolari funzionamenti di reni e fegato, che si trovano a svolgere un lavoro decisamente più arduo per espellere le scorie azotate. A ciò, si aggiunge, in maniera indirettamente proporzionale, la carenza di altri nutrienti: vitamine, minerali e fibre verranno certamente meno, con un effetto negativo sul nostro stato di salute generale.

Inoltre, se da un certo punto di vista la dieta iperproteica per dimagrire è certamente efficace, offrendo risultati pressoché immediati, dall’altro è decisamente probabile riacquisire i chili persi in poco tempo.

La reintroduzione dei carboidrati rischia infatti di far recuperare con gli interessi il peso perso, proprio per via dell’assuefazione dell’organismo a non consumarne a sufficienza per un determinato periodo. I visibili miglioramenti anche nell’aspetto fisico rischiano peraltro di portare il paziente a estremizzare il concetto di questa dieta, alterando in maniera pericolosa il fabbisogno giornaliero. Insomma, si tratta di una situazione che rischia di costituire un serio problema soprattutto per chi non svolge un’attività sportiva legata all’aumento o al dominio della forza e che non ha quindi una necessità stabile di acquisire una grossa percentuale di proteine ogni giorno.

Quindi se è vero che già in breve tempo si potrà vedere una riduzione del grasso corporeo e un aumento della massa muscolare (se la dieta sarà affiancata da sport regolare), dall’altro il pericolo è che questa situazione sia solo passeggera, soprattutto per chi svolge una vita sedentaria.

Proprio alla luce di queste considerazioni viene sempre più spesso consigliato, per poter migliorare il proprio aspetto fisico, di seguire una dieta mediterranea: più bilanciata, regolare nel tempo, costituita dall’assunzione di grassi derivanti da fonti vegetali nonché, più in generale, migliore per il controllo totale del metabolismo.

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