Scorbuto pediatrico: come riconoscere una carenza grave di vitamina C

Dr. Christian Raddato Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Christian Raddato, Medico Generale |
A cura di Emanuela Spotorno
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Data articolo – 11 Giugno, 2026

bimba dal medico

C'è una parola che fino a qualche anno fa sembrava relegata ai libri di storia della medicina. Scorbuto

Eppure è proprio questa la diagnosi formulata all'Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino per una bambina di sette anni, un caso così significativo da essere pubblicato sul New England Journal of Medicine Evidence, una delle riviste scientifiche più autorevoli al mondo.

Una diagnosi dimenticata che torna a fare paura

Il caso clinico è entrato nella letteratura scientifica internazionale con il titolo A 7-Year-Old Girl with Limping and Leg Pain: la piccola era arrivata in ospedale con dolore intenso alle gambe e difficoltà a camminare, sintomi apparentemente generici che nascondevano una grave carenza prolungata di vitamina C.

Lo scorbuto si sviluppa quando l'organismo è privato a lungo di vitamina C in quantità adeguata. Questo deficit compromette la sintesi del collagene, la proteina che garantisce l'integrità di pelle, ossa, cartilagini e vasi sanguigni. 

Ne consegue una fragilità diffusa dei tessuti connettivi, con sanguinamenti, dolori osteoarticolari, stanchezza marcata, irritabilità e difficoltà nei movimenti. Secondo i Manuali MSD, i sintomi clinicamente evidenti compaiono dopo alcuni mesi di deficit continuativo.

Non si tratta di un caso isolato. Nel solo perimetro del Regina Margherita, il conteggio aggiornato arriva a otto casi negli ultimi cinque anni. Un dato che ha spinto la Società Italiana di Pediatria ad aprire uno studio nazionale retrospettivo sui casi di scorbuto diagnosticati in pazienti sotto i 18 anni tra il 2016 e il 2025, con l'obiettivo di misurare la reale portata del fenomeno.

Perché lo scorbuto sta tornando

La ragione non è la povertà alimentare nel senso tradizionale del termine. La recrudescenza è principalmente legata alla diffusione di forme severe di selettività alimentare: regimi dietetici molto ristretti, spesso privi di frutta e verdura, le principali fonti naturali di vitamina C

Questa situazione viene osservata con crescente frequenza anche nei bambini con disturbi del neurosviluppo, compresi quelli dello spettro autistico, nei quali le restrizioni alimentari possono diventare particolarmente marcate e durature, aumentando il rischio di carenze nutrizionali significative. 

In questi casi, il rifiuto non è un capriccio: può avere una base sensoriale e neurologica precisa, legata al rifiuto di determinate consistenze, colori o odori degli alimenti.

Una dieta estremamente selettiva può sembrare stabile proprio perché contiene alimenti accettati senza conflitto quotidiano. Ma stabilità familiare non significa completezza nutrizionale.

Quanto vitamina C serve davvero

Il fabbisogno giornaliero raccomandato in età pediatrica secondo i LARN va da 35 mg al giorno nei bambini tra 1 e 3 anni fino a 105 mg al giorno negli adolescenti tra i 15 e i 17 anni. La vitamina C è presente soprattutto in agrumi, frutti di bosco, kiwi, melone, peperoni, pomodori, spinaci e broccoli

Quantità facilmente raggiungibili con una dieta varia, ma del tutto assenti quando la selezione alimentare esclude sistematicamente frutta e verdura.


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Il messaggio ai pediatri e alle famiglie

Gli autori dello studio sottolineano che, in presenza di dolore persistente o zoppia non spiegata da traumi, è essenziale raccogliere un'anamnesi accurata che includa sempre le abitudini alimentari del paziente. 

Nei casi di severa selettività alimentare, lo scorbuto dovrebbe rientrare nella diagnosi differenziale, una consapevolezza ancora poco diffusa, dato che la malattia è considerata quasi scomparsa.

La diagnosi precoce è decisiva: lo scorbuto, se riconosciuto in tempo, è completamente reversibile con una semplice supplementazione di vitamina C e una correzione dell'alimentazione. Nel caso della bambina torinese, l'intervento tempestivo ha permesso un rapido miglioramento e la risoluzione del quadro senza complicanze.

Il caso ricorda che alcune malattie non scompaiono davvero: cambiano solo il contesto in cui si manifestano. E che un'alimentazione monotona e rigida, anche in un'epoca di abbondanza, può nascondere rischi che la medicina considerava ormai archiviati.

Fonti

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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