Quanto conosci la Sindrome di Asperger? La parola allo psichiatra

Quanto conosci la Sindrome di Asperger? La parola allo psichiatra

Dr. Marco Paolemili, psichiatra


«Un pizzico di autismo è necessario per il successo nelle arti e nelle scienze». Il 18 febbraio è stata indetta la Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger, che ricorre ogni anno dalla data di nascita del pediatra austriaco che per primo la diagnosticò. Ma di cosa si tratta? Perché se ne parla tanto? Cerchiamo di capire insieme al dr. Marco Paolemili, psichiatra, i reali contorni di questa patologia.

Ne sentiamo molto spesso parlare, senza mai riuscire a comprenderne fino in fondo le caratteristiche. Dunque, cos’è la sindrome di Asperger?

La sindrome di Asperger è una forma di autismo, che consiste in un disturbo dello sviluppo di cognitivo di un individuo. Spesso, chi ne soffre rischia l’isolamento dalla comunità, a causa del diverso tipo di comunicazione e socializzazione che mette in atto e che lo porta ad avere difficoltà nel costruire una solida rete di relazioni sociali. Così, capita che queste persona sembrano manifestare una sorta di sensazione di indifferenza nei confronti del resto della comunità e, proprio per questo, risultano incapaci di legare con i propri coetanei.

Tuttavia, le cause della sindrome di Asperger non sono ancora del tutto note. Attualmente, la ricerca si sta concentrando sulla definizione di eventuali mutazioni genetiche nonché su possibili alterazioni del cervello.

Sono invece state scartate tesi del passato che legavano le manifestazioni della sindrome di Asperger alle vaccinazioni in età pediatrica. Proprio per la difficoltà di reperire delle cause certe, è altrettanto complicato realizzare un’accurata diagnosi.

Un indispensabile visita specialistica non può precludere da un’osservazione completa di come il paziente si comporta negli ambienti sociali cui è esposto: scuola, famiglia ed eventuali attività ulteriori. Sulla base delle sue interazioni con il mondo circostante, si potrà tracciare un primo bilancio che andrà supportato da ulteriori approfondimenti e, se necessario, verrà seguito da un adeguato trattamento terapeutico. Seppur dalla sindrome di Asperger non è possibile guarire, si possono porre in atto delle contromisure legate al miglioramento della vita sociale nonché alla cura di eventuali disturbi psichici. Per quest’ultima parte si ricorre spesso a trattamenti farmacologici, che includono un ampio ventaglio di soluzioni.

Come si riconosce questo disturbo? Quali sono i sintomi che dovrebbero farci allarmare?

Essendo un disturbo del quale ci si rende conto abbastanza precocemente, la sindrome di Asperger è solitamente riscontrata già nei primi periodi dell’infanzia. All’incirca intorno ai 2-3 anni è possibile diagnosticare il disturbo, in concomitanza con i primi passi nella vita sociale attiva legati all’ingresso nel mondo scolastico.

Diverse sono i sintomi della sindrome di Asperger:

  • Comportamenti stereotipati o ripetitivi (veri e propri riti)
  • Difficoltà nel comunicare con gli altri
  • Problemi nell’integrazione sociale e nelle interazioni
  • Iperattività
  • Deficit di attenzione
  • Pochi interessi e attività
  • Disturbi psichiatrici legati a situazioni di depressione e/o ansia

I segnali sono quindi molteplici e influiscono tutti, fortemente, sul grado di interazione sociale del paziente. In relazione al contatto con le altre persone, un soggetto affetto da sindrome di Asperger può reagire in modalità del tutto differenti ma che già sono visibili durante uno scambio verbale. Ci può essere infatti una conversazione polarizzata con profonda prolissità da parte del paziente così come un mutismo selettivo.

Ambedue le circostanze derivano dalla tendenziale carenza di empatia tipica degli individui caratterizzati da sindrome di Asperger e visibile anche nella postura, nei gesti e nelle espressioni facciali. 
Spesso, sono inoltre presenti altri disturbi di non poco conto, quali:

  • Epilessia (tali casi appaiono soprattutto in età adolescenziale)
  • Disturbi a livello visivo e uditivo
  • Deficit del quoziente intellettivo
  • Anomalie genetiche
  • Problematiche motorie (i pazienti appaiono poco coordinati nei propri movimenti)

Se viene diagnosticata la sindrome di Asperger, quali sono le cure e gli approcci consigliati?

La terapia dipende dal livello funzionale e di adattamento del paziente. In altre parole, le tecniche terapeutiche devono essere adattate al livello di deficit presentato.

Parliamo di un disturbo che ha molti tratti in comune con il disturbo autistico. Il grado di compromissione può essere grave, soprattutto nell’area della socialità, tanto da rendere necessarie le stesse tecniche terapeutiche utilizzate per il disturbo autistico.

Lo scopo della terapia deve essere quello di aumentare i comportamenti sociali accettabili e prosociali (cioè quelli che favoriscono le interazioni sociali con gli altri individui). Il trattamento di scelta prevede invece specifici metodi educativi e comportamentali, da attuare a scuola ma anche a casa del bambino, coinvolgendo anche i genitori.

È un errore pensare di poter trattare questi bambini come tutti gli altri. Spesso questi hanno infatti una grande sensibilità alla personalità dell’insegnante. Possono essere istruiti con buoni risultati, principalmente da coloro i quali si mostrano in grado di dar loro comprensione e affetto. Le abilità emozionali dell’insegnante (che non possono essere improvvisate) influenzano direttamente e indirettamente l’umore e il comportamento del bambino, nelle sue varie fasi evolutive. Possono essere gestiti in una classe normale, poiché non devono essere isolati dai loro coetanei, ma spesso necessitano di un adeguato supporto educativo, poiché possono manifestarsi anche disturbi dell’apprendimento.

I principi generali che sono essere seguiti dai programmi terapeutici per chi soffre di sindrome di Asperger sono i seguenti:

  • La routine in classe dove essere mantenuta il più possibile costante, strutturata e prevedibile. I bambini con Asperger non amano molto le sorprese. I cambiamenti dovrebbero essere preparati in anticipo.
  • Le regole devono essere accuratamente applicate. Molti di questi bambini sono rigidi nel seguirle. Le regole e le direttive devono chiaramente essere espresse, anche se dovrebbero comunque essere applicate con la giusta flessibilità. Le regole non devono essere automaticamente le stesse per i bambini con Asperger e per il resto dei ragazzi, poiché i loro bisogni e abilità sono differenti.
  • Favorire e stimolare le aree di personale interesse del bambino e includerle sempre nel programma d’insegnamento.
  • Utilizzare delle visualizzazioni come schede, carte, liste, figure, per favorire l’apprendimento.
  • Evitare il linguaggio troppo astratto come il sarcasmo, il discorso figurativo confuso, idiomi. Il linguaggio deve essere semplice, con pochi concetti astratti.
  • Anticipare le situazioni di conflitto, evitare le escalation di conflitto e agire in modo preventivo per evitare lo scontro attraverso la calma e la negoziazione, presentando scelte alternative o distrazioni.
  • Promuovere le interazioni sociali che aiutino il bambino a coinvolgersi meglio nella socializzazione, anche attraverso tecniche come il role playing.

Qual è la differenza tra autismo e sindrome di Asperger?

A differenza del disturbo autistico, nella sindrome di Asperger non ci sono significativi ritardi del linguaggio, lo sviluppo cognitivo è poco o per nulla compromesso e le capacità di autosufficienza sono adeguate all’età. Altra differenza è quella che queste persone mostrano degli interessi specifici e dei comportamenti adeguati, anche se in aree molto ristrette.

Quali sono i consigli che è bene mettere in pratica quando ci relazioniamo con persone che soffrono di sindrome di Asperger?

Abbiamo già parlato delle caratteristiche che devono acquisire con specifici training le persone che si trovano a vivere con a un bambino con sindrome di Asperger.

Stiamo parlando dello staff d’insegnamento, così come gli altri adulti che vi interagiscono (come un insegnante di educazione fisica, l’autista del pulmino della scuola, il bibliotecario). Devono essere fatti, però, anche sforzi per aiutare gli altri studenti ad arrivare a una migliore comprensione del loro compagno con Asperger.

Devono essere promosse la tolleranza e l’accettazione. È facile che questi bambini o ragazzi siano vittime di bullismo, con conseguenze ben peggiori a livello psicologico che su individui senza questo tipo di problema. Gli insegnanti possono trarre vantaggio dalle elevate abilità scolastiche che hanno molti di loro, al fine di aiutarli a ottenere l’accettazione dei coetanei.

Abbiamo anche dato importanza alle regole, a scuola come a casa. Caratteristica di questo disturbo è la rigidità cognitiva e del comportamento, che non deve mai essere contrastato. Bisogna imparare a esprimere la propria affettività senza perdere il controllo della propria emotività. Significa imparare a essere sensibili all’altro e, al contempo, empatici. Esplosioni di collera, così come di euforia incontrollata, producono forte ansia nell’individuo con Asperger, producendo chiusura sociale, oltre che disagio.

Questi bambini, inoltre, spesso non comprendono le manifestazioni rigide di autorità e di rabbia. Quando affrontati con la forza, tendono a diventare rapidamente caparbi e testardi. Possono rapidamente perdere il controllo del loro comportamento. Se ciò avviene è meglio per tutti ritirarsi e lasciare le cose raffreddare. Infine, per stabilire e rafforzare il contatto con loro è utile interessarsi e lasciarsi coinvolgere in quelle aree di interesse speciale, che quasi sempre sono presenti.

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