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Come riconoscere (in tempo) una tracheite

Redazione

Ultimo aggiornamento – 11 Novembre, 2019

Come riconoscere (in tempo) una tracheite

La colpa può essere di batteri oppure di una semplice infiammazione. Anche le allergie possono fare la loro parte. In ogni caso, le conseguenze di una tracheite (soprattutto se trascurata) possono essere per nulla banali. Da qui, l’importanza di sapere riconoscere in tempo i primi campanelli di allarme.

Quindi, quali sono i sintomi della tracheite e come si manifesta? Vediamolo insieme.

I sintomi della tracheite

La tracheite di manifesta in modo abbastanza chiaro. Esordisce, infatti, con febbre, naso che cola e tosse cavernosa e profonda, molto spesso preceduta da un senso di bruciore o solletico alla gola. La tosse secca può poi evolversi ed essere accompagnata da catarro purulento, soprattutto se si ha a che fare con una tracheite batterica.

Nell’arco di pochi giorni si aggiunge anche dolore al petto, generalmente retrosternale, che diviene sempre più pronunciato quando si tossisce. La mucosa infiammata, inoltre, si gonfia: questo determina un restringimento del condotto tracheale, che causa dispnea e la comparsa di alcuni suoni caratteristici emessi con il respiro, come rantolii e stridore.

Se la tracheite è secondaria a infezioni virali delle vie aree, possono manifestarsi anche sintomi come:

  • Congestione nasale
  • Mal di gola
  • Dolore alla deglutizione
  • Raucedine

Dunque, ricapitolando, i sintomi di una tracheite sono:

  • Dolore al petto
  • Dolore allo sterno
  • Catarro
  • Dispnea
  • Febbre
  • Rantolii
  • Gola Secca
  • Mal di gola
  • Prurito alla gola
  • Stridore
  • Tosse cavernosa

Come riconoscere (in modo certo) una tracheite

Qualora dovessero presentarsi questi sintomi, una visita dal medico è pressoché obbligatoria. All’anamnesi, si accompagna generalmente la valutazione delle capacità respiratorie, in modo da poter rivelare lo stridore che accompagna l’infiammazione della tracheite.

Ovviamente, per diagnosticare con certezza la tracheite, e capirne l’origine e la natura, possono essere richiesti esami ancor più specifici. Tra questi:

  • Tampone nasofaringeo e/o tracheale – Il tampone è un test assolutamente indolore. Si strofina infatti un piccolo bastoncino sulla mucosa di naso e gola, per poter prelevare una piccola quantità di secrezioni e cellule. Purtroppo, il prelievo dalla trachea è, invece, più complesso e richiede la sedazione ma ricordate che si tratta di un test che viene effettuato solo ed esclusivamente nei casi più gravi.
  • Antibiogramma – Al tampone può essere associato anche un antibiogramma, per individuare il giusto antibiotico per la tracheite in corso. Si tratta di una analisi pressoché fondamentale, per far sì che la cura sia mirata non alimentando dunque il fenomeno dell’antibiotico resistenza.
  • Radiografia della trachea – In caso di rilevanti difficoltà respiratorie il medico può anche richiedere una radiografia della trachea, per verificare lo stato dell’organo nei dettagli.

Non allarmatevi più del dovuto. La maggior parte dei pazienti trattati in modo appropriato (in genere con antibiotico-terapia) guarisce senza complicanze. L’importante, dunque, è saper riconoscere i sintomi di una tracheite, per curarla con tempestività.

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