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Sette modi in cui uno smartphone può salvare vite umane

Elisabetta Ciccolella | Farmacista

Ultimo aggiornamento – 01 Aprile, 2015

Sette modi in cui uno smartphone può salvare vite umane

Se pensate che l’unico modo in cui uno smartphone possa aiutarci a migliorare le nostre condizioni psico-fisiche sia il calcolo delle calorie bruciate svolgendo una certa attività con mHealt, allora vi sbagliate. Anzi, sembra che l’utilizzo di un cellulare di ultima generazione possa essere d’aiuto nel salvare vite.

Ogni anno, vengono venduti nel mondo circa 2 miliardi di smartphone. Ciò nonostante, il mercato della telefonia non è ancora saturo e mostra notevoli margini di crescita. Inoltre, le aziende che operano in questo mercato stanno sviluppando modalità innovative che permetteranno di usare un telefono per fornire cure, assistenza e addirittura salvare vite.

Scopriamo come:

  1. Test per la diagnosi di HIV e sifilide. Questo “diagnostic dongle”, sviluppato presso la Columbia University di New York, si collega allo smartphone mediante il jack audio e permette la diagnosi corretta delle infezioni da Hiv e sifilide soprattutto in donne in dolce attesa, che potrebbero trasmettere la malattia ai piccoli che portano in grembo. Il test costa solo 34 dollari e può far sì che queste gravi patologie vengano scoperte e trattate in qualunque posto, salvando la vita di un neonato.
  2. L’esame della vista. Peek è un kit portatile che serve per sottoporre un paziente a un controllo della vista e prevede l’utilizzo di uno smartphone. L’utilizzo del kit permette di eseguire numerosi test sull’occhio: campo visivo, acuità (chiarezza della visione), visione dei colori, sensibilità al contrasto e test sulla retina e sulla cataratta. Secondo la Peek, che ha sede nel Regno Unito, presto avremo a disposizione una versione di questo kit che permetterà di effettuare un esame oculistico completo in qualunque posto mediante uno smartphone.
  3. L’elettrocardiogramma. AliveCor è un dispositivo capace di eseguire un elettrocardiogramma, collegandosi direttamente allo smartphone. Questo device fornisce informazioni in tempo reale sull’andamento del battito cardiaco di un soggetto, se questo poggia i pollici sui sensori di cui Alivecor è provvisto. AliveCor è stato utilizzato dal noto cardiologo Eric Topol due volte negli ultimi due anni per diagnosticare disturbi cardiaci in pazienti che avevano manifestato sintomi a livello cardiovascolare durante voli di linea.
  4. L’applicazione per la diagnosi del tumore della pelle. I ricercatori dell’Università di Houston hanno creato una applicazione per smartphone in grado di rilevare la presenza del melanoma con l’85 percento di precisione. In particolare, secondo Engadget, l’utilizzo dell’app per la diagnosi di questa patologia è paragonabile a una visita dermatologica. Attualmente, l’utilizzo dell’app è associato a un device che costa circa 500 dollari ma, come la maggior parte delle tecnologie, diventerà più conveniente per il consumatore medio col trascorrere del tempo.
  5. Il laboratorio portatile per diagnosticare patologie mediante l’analisi del DNA. Biomeme vuole trasformare il vostro smartphone in uno strumento portatile capace di analizzare il nostro DNA e ciò forse cambierà il modo di diagnosticare e curare le malattie. In pratica, con il dispositivo Biomeme, l’iPhone diventa una specie di laboratorio portatile che permette di studiare segmenti di DNA e di individuare soprattutto le malattie sessualmente trasmissibili. Il costo del dispositivo è di circa 1000 dollari e promette di essere preciso come i ben più costosi sistemi utilizzati in laboratorio.
  6. Il glucometro. Il LifeScan Verio Sync, prodotto dalla OneTouch, è il primo glucometro che sfrutta la tecnologia bluetooth per trasmettere automaticamente e senza fili i dati relativi alle concentrazioni ematiche di glucosio di un soggetto diabetico. Il design del glucometro OneTouch si rifà allo stile della Apple e permette all’utente di avere sempre a disposizione i dati relativi alla propria glicemia e al modo in cui questa varia nel tempo, aggiungere note e appunti. Inoltre, l’app può essere utilizzata con o senza glucometro.
  7. Il dermatoscopio. Handyscope trasforma uno smartphone in un “dermatoscopio” portatile, collegando il telefono con un dispositivo ottico e con l’ausilio di una particolare app. Lo smartphone viene posto a contatto diretto con la pelle del soggetto considerato che viene illuminata dalla luce polarizzata dei LED del dispositivo ottico. I dati crittografati vengono registrati con le immagini salvate in cui i commenti possono essere aggiunti manualmente.

Insomma, chi ha detto che lo smartphone serva solo per telefonare?

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