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Tilt test, non sottovalutiamone l’importanza

Dorotea Roggio | Biologa e Ricercatrice

Ultimo aggiornamento – 19 Settembre, 2019

Tilt test, non sottovalutiamone l’importanza

Non capita spesso di sentire parlare di Tilt test. Certamente, però, almeno una volta vi sarà capitato di svenire o assistere a uno svenimento – molto spesso conseguenza di una sincope. Ed è qui che entra nel vivo l’utilità di un Tilt test, per evidenziare le cause di una sincope.

Cosa succede (esattamente) quando si ha una sincope

La sincope si verifica quando il flusso sanguigno diretto al cervello subisce una momentanea riduzione, con conseguente perdita dei sensi da parte del soggetto.

Fortunatamente, la perdita di coscienza, nonostante sia brusca e improvvisa, ha una durata temporanea e solitamente si risolve in pochi minuti, senza particolari interventi medici. Tuttavia, può comunque rappresentare un rischio, nel momento in cui il paziente perde coscienza da una posizione eretta, causando quindi una possibile caduta che apporterebbe ulteriori danni.

Perché nella vita di tutti i giorni è possibile che si verifichi una sincope? Da cosa dipende? Per spiegarlo, è necessario parlare brevemente nei nostri sistemi di regolazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca che, insieme, sono responsabili del flusso del nostro sangue.

Possiamo distinguere tra un sistema in grado di aumentare la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca, ovvero il sistema ortosimpatico, e un sistema che è in grado diminuirle, ovvero il sistema parasimpatico o vagale.

Generalmente, i due sistemi lavorano in modo bilanciato tra loro, tanto da non percepire le variazioni di flusso che avvengono all’interno del nostro organismo. Ma quando la pressione arteriosa o la frequenza cardiaca aumentano in modo esagerato, fuori dal controllo del sistema ortosimpatico, entra in gioco il sistema parasimpatico, che provoca una brusca diminuzione della pressione e della frequenza.

In questo modo, il movimento si ferma: ad arrestarsi è il flusso sanguigno diretto al cervello, con conseguente perdita di coscienza da parte del soggetto. Nel momento in cui viene rilasciato il freno, rappresentato dal sistema parasimpatico, il flusso sanguigno viene ripristinato, il cervello riceve nuovamente sangue e il paziente torna in stato vigile.

È, quindi, importante avere un test che permetta di scoprire le cause di una sincope, specialmente se l’insorgenza della stessa non è correlabile a una patologia specifica.

Cos’è il Tilt test?

Il principio del Tilt test è quello di provocare una sincope ortostatica (quando il paziente è in piedi), durante la quale frequenza cardiaca e pressione arteriosa vengono monitorate in tempo reale.

Nonostante l’apparenza, il Tilt test non è assolutamente invasivo: la misura dei parametri, infatti, avviene tramite elettrodi applicati alla pelle con cerotti o strisce.

Il paziente viene steso su un lettino, il tilt table, mentre il torace e le gambe sono assicurate al tavolo tramite delle strisce contenitive. Il lettino è dotato di un motore che permette la rotazione fino a 60°, in modo da poter simulare la posizione ortostatica. Dopo 30-40 minuti durante i quali viene mantenuta la posizione ortostatica e vengono misurate la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e la saturazione dell’ossigeno, se non ci sono anomalie o evidenti variazioni dei parametri, il paziente viene di nuovo sdraiato e il test concluso con esito negativo.

Se invece durante il test si assiste a una brusca diminuzione della frequenza cardiaca o della pressione arteriosa, si è davanti a una sincope ortostatica e il test viene considerato con risultato positivo.

Cosa ci dicono i risultati del Tilt Test

Se il test è positivo, si può riconoscere una forma benigna di sincope vasovagale, oppure tramite i parametri misurati, si possono evidenziare delle sincopi dipendenti da altre anomalie, come l’aritmia cardiaca, la tachicardia ortostatica o l’ipotensione ortostatica.

Se il test è negativo, purtroppo non si può escludere con certezza l’insorgenza di future sincopi, in quanto è possibile in alcuni casi che la sola posizione ortostatica non sia in grado di provocare una sincope in soggetti che ne hanno già avute. Per questo, è possibile somministrare farmaci vasodilatatori prima del test, in modo da facilitare lo scatenamento di una sincope e capirne poi la causa.

Quindi, ricordate che davanti a uno svenimento, potremmo aver assistito (con buon grado di certezza) a una sincope. Se si sono ripetuti diversi episodi di questo tipo, è fondamentale contattare il proprio medico di base e comunicare quanto accaduto.

Se vi venisse prescritto il Tilt test per accettarne le cause, non abbiate timore. È un test non invasivo, della durata massima di 50 minuti.

Ma prima di sottoporvi a questo esame, ricordate di seguire le indicazioni per la preparazione al test: non assumete alcol e caffè, evitate cibo e comunicate quali sono i farmaci solitamente assumente.

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