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Perdita dei sensi (sincope)

Perdita dei sensi (sincope)
Curatore scientifico
Dr. Leila Turnava
Specialità del contenuto
Neurologia

Cos'è

La perdita dei sensi, chiamata sincope in campo medico, è appunto una perdita temporanea di coscienza, dovuta alla diminuzione improvvisa del flusso di sangue diretto al cervello, seguita generalmente da un completo ritorno al normale stato di veglia. La sincope è detta anche svenimento.

Questa definizione esclude: coma, episodi epilettici, shock e altri stati di coscienza alterata. Sebbene nella maggior parte dei casi la sincope sia un sintomo di una condizione benigna, in un numero minore di pazienti potrebbe essere segno di una condizione grave come, ad esempio, un infarto.

Cause

In generale a causa dello svenimento può essere determinata da una varietà di fattori, che vanno dalla disidratazione, all'alzarsi improvvisamente in piedi dopo avere mantenuto a lungo la posizione seduta, fino anche a un grave disturbo cardiaco.

Le cause della perdita dei sensi sono varie ma possono essere raggruppate in tre principali categorie:
  • Neurogene – Si tratta delle cause più frequenti, dovute a una brusca ipotensione arteriosa per iperattività del nervo vago o sincope vasovagale.
  • Cardiogeniche – dovute a un’improvvisa diminuzione della gittata cardiaca da ostacolo meccanico della circolazione o per gravi alterazioni della frequenza cardiaca.
  • Dipendenti da malattie cerebrovascolari – nelle quali l’improvviso difetto di perfusione ematica del cervello è per lo più dovuto a trombosi, embolia o spasmo dei vasi encefalici.
Esistono diversi tipi di sincope, in base al contesto e alle cause che determinano lo svenimento:
  • Sincope vasovagale o sincope neurocardiogenica – È il tipo più comune di sincope ed è causata da un'improvvisa diminuzione della pressione sanguigna, che determina a sua volta una diminuzione del flusso del sangue al cervello. Tale sincope è detta vasovagale perché dipende dalla iperattività del nervo vago, situato nel cranio.
  • Sincope situazionale – Essa è un tipo di sincope vasovagale che si verifica solo in determinate situazioni che colpiscono il sistema nervoso, tra cui ricordiamo disidratazione, stress, ansia, paura, fame, abuso di sostanze alcoliche o droghe, iperventilazione.
  • Sincope posturale o ipotensione posturale – Essa è dovuta a un cambio improvviso di posizione con conseguente abbassamento della pressione sanguigna.
  • Sincope neurologica – Essa viene causata da una condizione neurologica, come epilessia, infarto o attacco ischemico transitorio.
  • Sindrome da tachicardia ortostatica posturale – Essa viene causata dall’accelerazione del battito cardiaco (tachicardia), che avviene col cambiamento di posizione, ad esempio mettersi in posizione eretta da sdraiati.
 Pertanto, la fisiopatologia del sincope include:

Sintomi preoccupanti

La perdita dei sensi nella maggior parte dei casi non è dovuto a cause gravi, ha inizio rapidamente e il recupero è spontaneo. La durata di una perdita di coscienza è di solito breve, da alcuni secondi a 2-3 minuti.

I seguenti sintomi di sincope si avvertono quando si è prossimi allo svenimento: giramento di testa, vertigini e/o nausea, il campo visivo diventa improvvisamente bianco o nero. La pelle può diventare fredda e umida e infine, se non si è sostenuti da qualcuno, si cade a terra.

La prima domanda da porsi è se c’è stata una vera perdita di coscienza.

Il secondo passo è capirne la causa e distinguere la sincope da altre forme di perdita transitoria di coscienza legate, per esempio, a crisi epilettiche, intossicazioni, ipoglicemia.

Diagnosi

L'anamnesi e l'esame fisico sono i modi più specifici per effettuare la diagnosi di una sincope. Per capire cosa abbia causato la sincope il paziente deve informare il medico di:
  • fattori aggravanti;
  • attività che il paziente stava svolgendo prima dell'evento;
  • posizione in cui si trovava il paziente prima dell'evento;
  • eventuale assunzione di farmaci ipotensivizzanti.
Non esistono infatti dei test di laboratorio particolari utilizzabili per diagnosticare la perdita di sensi, in quanto la causa primaria di questa condizione varia da caso a caso. Tra gli esami generici si ricordano:
  • concentrazioni seriche del glucosio;
  • esame emocromocitrometico completo;
  • elettroliti sierici;
  • enzimi cardiaci;
  • livelli della cheratinchinasi;
  • esame delle urine.
Altri esami utili nella diagnosi della sincope includono:
  • radiografia del torace;
  • tomografia computerizzata del cranio;
  • TAC del torace o dell'addome;
  • risonanza magnetica del cervello;
  • ECG holter;
  • tilt test della sincope, utile per confermare una possibile disfunzione autonomica;
  • eletteoencefalografia, nel caso si pensi che la causa della sincope sia dovuta ad epilessia;
  • test dello stress cardiaco se si sospetta che il paziente sia affetto da sincope cardiaca e sia a rischio di arterosclerosi coronaria;
  • massaggio del seno carotideo per la diagnosi della sincope del seno carotideo.

Primo soccorso

Se si ha la sensazione di svenimento è bene sdraiarsi e sollevare le gambe per favorire il ritorno del sangue al cuore. Se ci si trova di fronte ad una persona e ci si accorge che sta per perdere i sensi, occorre effettuare un primo soccorso:
  • aiutarla a sdraiarsi, impedendole di battere o urtare a terra, provare a scuoterla per vedere se riprende coscienza;
  • se si riprende, allentarle eventuali abiti costrittivi (come una cravatta o un colletto stretto) per metterla nella condizione più confortevole possibile;
  • lasciarla rimanere tranquillamente a terra e farla riposare per almeno 15-20 minuti.
Quando la vittima riprende coscienza e torna a sentirsi stabile, è bene darle dell’acqua e/o un po’ di cibo, per aiutarla a rianimarsi; non farla alzare troppo in fretta, ma tenerla sdraiata ancora per qualche minuto. Se la vittima ha una ferita alla testa, sospetti ragioni gravi alla radice della sincope o è una donna incinta è bene chiamare immediatamente il 118.

Nell’eventualità che ci si dovesse trovare di fronte ad un individuo colpito da sincope che non si riprende, occorre accertarsi se respira e se il cuore batte regolarmente.

Per capire se è privo di coscienza, il soggetto va scosso leggermente e chiamato per nome: se non risponde, è privo di coscienza. 

Per capire se respira, invece, bisogna avvicinarsi alla bocca e controllare contemporaneamente se il torace si solleva.

Per valutare la frequenza cardiaca il modo più semplice è appoggiare l’orecchio sul torace della persona colpita da sincope, oppure premere due dita sul collo, lateralmente al pomo d’Adamo.

Se la persona ha perso coscienza, ma respira e se il battito cardiaco è presente, ma non rinviene dopo qualche minuto, è bene chiamare il 118.

Se il soggetto è privo di coscienza e non respira, ma il battito è presente, bisogna chiamare tempestivamente il 118 e iniziare la respirazione bocca a bocca.

Se infine è privo di coscienza, non respira e il battito cardiaco è assente o lento, allora è necessario chiamare subito il 118 ed eseguire contemporaneamente la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco. 

Soccorso specializzato

Prima dell'arrivo in ospedale, la gestione della sincope può venire gestita nei seguenti modi:
  • accesso per via endovenosa;
  • amministrazione di ossigeno;
  • tecniche avanzate di respirazione;
  • somministrazione di glucosio;
  • supporto circolatorio farmacologico;
  • defibrillazione.
La cura della sincope varia in maniera diversa a seconda della sua causa:
  • nel caso di sincope situazionale il paziente viene educato sulla condizione;
  • nel caso di sincope ortostatica il paziente viene educato sulla condizione e viene somministrata una terapia aggiuntiva a base di calze per la malattia tromboembolica;
  • in caso di sincope da aritmia cardiaca, al paziente vengono somministrati farmaci contro l'aritmia o viene applicato un pacemaker;
  • in caso di sincope meccanica cardiaca al paziente vengono somministrati betabloccanti.  

Prevenzione

Si può cercare di prevenire lo svenimento evitando possibili fattori di rischio che potrebbero provocarlo come: 
  • mangiare e bere sregolatamente;
  • assumere alcool, droghe e sigarette;
  • cambiare posizione troppo rapidamente.

Se si conduce una vita regolata, ma si soffre spesso di svenimenti, occorre sottoporsi a degli accertamenti. A volte la sincope può anche essere sintomo di patologie più serie.

Durante la visita, il medico valuterà la situazione clinica per stabilire le cause degli svenimenti. Lo svenimento è un disturbo che si presenta più spesso nelle donne rispetto agli uomini. È anche più comune nelle persone di età superiore ai 75 anni.

Perdita dei sensi e tosse

Può capitare di avvertire un senso di svenimento dopo dei forti colpi di tosse. Di solito questa condizione è tipica dei pazienti anziani che soffrono di patologie alle vie respiratorie, ma non è escluso che possa capitare anche a soggetti più giovani, nonostante sia un fenomeno più raro.

Di solito la sensazione passa pochi secondi dopo un forte colpo di tosse, permettendo al paziente di ritornare a un normale stato di coscienza e riacquisire piena consapevolezza dell'ambiente circostante.

A volte la perdita dei sensi conseguente alla tosse può essere accompagnata da una sintomatologia che riguarda problemi alla vista (anche questi destinati a rientrare poco dopo che l'episodio di tosse acuta è terminato).
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