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Tumori: e se fosse questione di sfortuna?

Andrea Salvadori | Blogger

Ultimo aggiornamento – 19 Gennaio, 2015

Tumori: e se fosse questione di sfortuna?

Secondo una recente ricerca della Johns Hopkins School of Medicine del Maryland, negli Stati Uniti, ammalarsi di cancro è, spesso, una questione di sfortuna. La notizia arriva come una doccia fredda nel mondo scientifico perché sembra confutare le tesi che indicano la prevenzione come il metodo più efficace per evitare le neoplasie.

Lo studio

Gli autori dello studio sono il genetista Bert Vogelstein e il matematico Cristian Tomasetti. I due hanno analizzato 31 diversi tipi di tumore e, seguendo dei modelli matematici, sono giunti alla conclusione che i due terzi dei casi, ossia circa il 66% dei pazienti, sia soggetto a mutazioni cellulari dovute sostanzialmente alla pura sfortuna piuttosto che a fattori esterni e a stili di vita sbagliati come, per esempio, fumare.

Il lavoro dei due studiosi si è concentrato sulle cellule staminali che, come abbiamo già visto, hanno la capacità di trasformarsi in altri tipi di cellule a seconda delle esigenze. Essendo cellule molto longeve, una loro mutazione può essere pericolosa rispetto a mutazioni di altri tipi di cellule. Gli scienziati hanno contato le mutazioni casuali che possono avvenire durante una divisione cellulare, evitando di considerare i fattori ambientali o lo stile di vita. Ciò che è emerso è che l’aumentare del numero di divisioni cellulari provoca un aumento dei rischi che si sviluppi un tumore.

Quali sono i tumori “casuali”?

In base alla ricerca americana, tra i tumori legati alla “sfortunata casualità” ci sono in particolare quelli legati ad alcuni organi e tessuti, come:

  • cervello
  • testa-collo
  • tiroide
  • osso
  • pelle
  • ovaio
  • testicolo

Per altre neoplasie, come quelle del polmone, del fegato e della gola, i fattori scatenanti sembrano essere effettivamente legati allo stile di vita o a fattori ambientali come fumo, radiazioni solari, consumo di troppa carne.

Un approccio realista

Sebbene i risultati della ricerca indichino che le mutazioni cellulari e la loro frequenza comportino un rischio casuale di sviluppare la malattia, restano certamente valide le indicazioni che ci invitano a condurre una vita sana e, soprattutto, si evidenzia ancora una volta l’importanza della diagnosi precoce.

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