Una terapia sviluppata per trattare malattie infiammatorie come l’artrite reumatoide potrebbe in futuro avere un ruolo anche nella cura della depressione resistente agli antidepressivi. È quanto emerge dai risultati preliminari di uno studio clinico condotto dai ricercatori dell’Università di Bristol, nel Regno Unito.
Gli scienziati hanno analizzato gli effetti del tocilizumab, un farmaco antinfiammatorio già utilizzato in ambito immunologico, per capire se potesse migliorare i sintomi di pazienti affetti da forme di depressione difficili da trattare con le terapie tradizionali.
Secondo quanto riportato dai ricercatori, i partecipanti che hanno ricevuto il farmaco sembravano mostrare miglioramenti maggiori nel tempo rispetto a chi aveva ricevuto un placebo.
Il legame tra infiammazione e salute mentale
Negli ultimi anni diversi studi hanno iniziato a esplorare il possibile collegamento tra infiammazione cronica e disturbi mentali come depressione e ansia.
Alcuni pazienti con depressione resistente ai farmaci presentano infatti livelli elevati di marker infiammatori nel sangue, suggerendo che il sistema immunitario potrebbe avere un ruolo più importante di quanto si pensasse nello sviluppo della malattia.
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Il tocilizumab agisce bloccando una proteina chiamata interleuchina-6 (IL-6), coinvolta nei processi infiammatori dell’organismo.
Proprio per questo motivo i ricercatori hanno voluto verificare se ridurre l’infiammazione potesse avere effetti positivi anche sull’umore e sui sintomi depressivi.
Risultati ancora preliminari
Gli autori dello studio sottolineano comunque che si tratta di risultati iniziali e che saranno necessari studi più ampi prima di poter considerare questa terapia come un trattamento standard contro la depressione.
La ricerca è ancora nelle fasi preliminari e non dimostra che il farmaco possa funzionare per tutti i pazienti.
Tuttavia, il dato viene considerato interessante soprattutto per le persone che non ottengono benefici dagli antidepressivi convenzionali.
La depressione resistente al trattamento rappresenta infatti uno dei problemi più complessi nella salute mentale, perché molti pazienti continuano ad avere sintomi importanti nonostante anni di cure farmacologiche e psicologiche.
Una possibile nuova strada terapeutica
Secondo i ricercatori britannici, questi risultati rafforzano l’idea che la depressione non debba essere considerata esclusivamente come un disturbo legato ai neurotrasmettitori, ma anche come una condizione potenzialmente influenzata da processi biologici più ampi, inclusa l’attività del sistema immunitario.
Se ulteriori studi dovessero confermare questi dati, l’immunoterapia potrebbe diventare in futuro una nuova opzione terapeutica per alcune categorie di pazienti.
Per il momento, però, gli esperti invitano alla prudenza: il tocilizumab resta un farmaco utilizzato principalmente per malattie immunitarie e il suo impiego nella depressione è ancora sperimentale.
Fonti:
The Guardian - Immunotherapy could be used to treat depression, early trial suggests