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Vena safena ingrossata: quando preoccuparsi

Redazione

Ultimo aggiornamento – 29 Aprile, 2022

Vene varicose: cosa fare

A cura di logo_senior_italia


La vena safena è una delle vene più grandi del corpo ed è localizzata nella gamba. Se si riscontra uno strano ingrossamento della vena è necessario eseguire alcuni esami, proprio perché potrebbe essere sintomo di flebite, vene varicose, oppure tromboflebite.

Ma vediamo perché è importante la vena safena e quali sono i sintomi a cui bisogna prestare attenzione.

Cos’è la vena safena e a cosa serve?

La vena safena, nota anche come grande vena safena, è una vena molto grande che si estende per tutta la lunghezza della gamba, dal piede all’inguine.

La sua funzione principale consiste nel raccogliere tutto il sangue venoso che fluisce nell’arto inferiore per poi scaricarlo nella vena femorale, dove continuerà il suo percorso all’interno del corpo.

Questa vena è definita sottocutanea, perché percorre l’arto in maniera superficiale ed è anche considerata la vena più lunga del corpo umano.

Essendo una delle zone di passaggio del sangue più importanti, è fondamentale farsi visitare quando questa vena risulta ingrossata e calda o dolorosa al tatto, perché potrebbe essere sintomo di flebite.

Cos’è la flebite?

La flebite consiste in un’infiammazione delle vene causata spesso da colonie batteriche e interessa principalmente le vene superficiali degli arti inferiori, anche se non sono rari i casi di flebite nella parte superiore del corpo, come braccia, collo e viso.

Generalmente, la flebite è circoscritta e può risultare molto dolorosa. I sintomi più comuni di una flebite sono:

  • pelle calda al tatto;
  • cute gonfia;
  • arrossamento della zona colpita. 

Quando si notano tali sintomi, è consigliabile visitare uno specialista, in quando la flebite può causare la trombosi, ossia la formazione di coaguli di sangue. In situazioni più gravi, la flebite può causare una trombosi dei vasi sanguigni più profondi. Se la trombosi raggiunge i polmoni, può provocare embolia polmonare, spesso fatale.

Quali sono le cause della flebite?

L’infiammazione venosa è provocata da un rallentamento improvviso del flusso sanguigno, che può essere causato da:

  • indumenti troppo stretti;
  • cateteri di permanenza, utilizzati in ospedale per somministrare farmaci a lungo termine per via endovenosa;
  • lesione causata da infezioni batteriche;
  • lunga degenza a letto dopo interventi chirurgici. 

Il rallentamento del normale flusso sanguigno causa delle reazioni infiammatorie sulle pareti venose già indebolite e spesso predisposte a vene varicose.

Cosa fare in caso di vena safena ingrossata?

Generalmente l’infiammazione della vena safena, ma anche di altre vene superficiali, diagnosticata per tempo e debitamente curata regredisce in pochissimo tempo, nell’arco, quindi, di pochi giorni.

Se i sintomi sono, invece, ignorati, l’infiammazione aumenta fino a diffondersi alle altre vene, causando forti dolori che possono durare numerose settimane.

Quando la flebite non viene trattata, può insidiarsi anche nelle vene più in profondità e, come è stato descritto in precedenza, causare trombosi.

Come si previene l’infiammazione venosa?

I soggetti particolarmente a rischio, o con vene varicose, ma anche gli anziani che presentano le pareti delle vene già indebolite, dovrebbero adottare uno stile di vita che gli impedisca il rallentamento improvviso e continuo del flusso sanguino. Ecco perché, innanzitutto, si dovrebbe evitare uno stile di vita sedentario.

È inoltre consigliato bere molto durante l’arco della giornata, evitare di stare ore seduti o in piedi, indossare calze compressive in presenza di vene varicose e smettere di fumare, perché il fumo è una delle principali cause di trombosi.

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a cura di Dr.ssa Elisabetta Ciccolella
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