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Si può portare il cane in spiaggia?

Redazione

Ultimo aggiornamento – 06 Ottobre, 2022

Si Può Portare Il Cane In Spiaggia

Andare in vacanza con il proprio cane non è sempre semplice, poiché occorre conoscere leggi e regolamenti che normano il comportamento degli amici a quattro zampe in luoghi pubblici, come la spiaggia.

Capita di frequente che sorga - lecitamente - il dubbio, se si possa portare o meno il proprio cane sul litorale; portare il cane in spiaggia è possibile, a patto che si seguano determinate regole. Vediamo di più.

Cani in spiaggia: cosa dice l'ordinanza?

Se il cane ha una mansione (quale il salvataggio, la vigilanza pubblica o l’essere accompagnatore di diversamente abile) ogni divieto viene meno e il cane ha la facoltà di essere presente sul luogo dove si trova la persona che sta aiutando, sia su spiaggia privata, sia sul litorale pubblico.

In tutti gli altri casi, guinzaglio e museruola sono sempre indispensabili da portare con se per portare il proprio cane al mare. 

Inoltre, è importante ricordare che sulla battigia e sull’area immediatamente retrostante di 5 metri (area denominata “di libero transito”) il cane - così come il suo padrone e ogni altro umano sulla spiaggia - non può sostare, ma solo transitare, senza giocare o attardarsi.

Tale regola è in conseguenza dell’articolo 11 della Legge 217/2011, che riguarda la battigia (ovvero il luogo su cui si frangono le onde e che richiede la massima disponibilità, nell’ottica del libero accesso agli usi del mare).

Quindi: no ad asciugamani, sdraie o sedioline per padroni e amici a quattro zampe in questo tratto di spiaggia.

A questo punto, per tutto ciò che è anteriore alla battigia e ai cinque metri retrostanti, occorre fare una distinzione tra spiaggia pubblica e privata, poiché il privato può impedire l’accesso al cane oppure chiedere al Comune l’autorizzazione per consentirne la presenza.

Nelle spiagge private il concessionario demaniale (colui che possiede lo stabilimento balneare) ha titolo specifico per godere di quel tratto di mare e può, di conseguenza, regolamentare l’accesso ai cani in spiaggia, adottando disposizioni specifiche, a patto che non siano discriminatorie o illogiche. 

Ciò significa che il concessionario del balneare può decidere di fornire i servizi dello stabilimento a clienti con cani ma può anche impedirne l’accesso, totalmente o parzialmente (ad esempio, non permettere l’accesso a cani superiori a una certa taglia, o in determinati orari, o concedendo solo alcune zone, ecc.).

Se il concessionario desidera applicare il completo impedimento dovrà segnalare la scelta al Comune di appartenenza, che a sua volta dovrà valutare la richiesta nell’ottica del piano spiagge. Il piano spiagge guarda agli interessi della collettività, prevedendo zone di libero accesso e di libera balneazione, in proporzione.

Attualmente, Comuni e Capitanerie non possono imporre ai concessionari delle spiagge di accettare cani o altri animali domestici. 

In caso di infrazione del divieto, le multe per il proprietario del cane variano da un minimo di 150 euro a un massimo di 400 euro.

Cani in spiaggia libera

Sulla spiaggia libera il discorso cambia: qui l’accesso ai cani è ammesso (sempre con la regola del divieto di sosta su battigia e sull’area immediatamente retrostante).

Inoltre, è bene sapere che alcune Regioni si sono adottati ordinamenti “dog-friendly” (ad esempio: Marche, legge regionale 8 luglio 2019, n.20; Puglia 56/2018; Toscana 59/2009), ma sempre su volontà dei concessionari, che decidono sulla base di autonome scelte economiche.

Gli stabilimenti (privati) dog-friendly sono circa un centinaio in tutta Italia: dunque, è molto più semplice optare per una spiaggia libera; anche qui, però, sono necessarie alcune accortezze.

Nella spiaggia pubblica il cane può fare il bagno senza limitazioni, ma in spiaggia è bene – per la sua salute – che resti sotto l’ombrellone, accanto al padrone.

Il cane e il padrone possono passeggiare sulla battigia senza però attardarsi o marciare incessantemente avanti e indietro nello stesso tratto. Occorre anche ricordare che sulla spiaggia pubblica i cani devono avere guinzaglio e museruola, nel rispetto degli altri bagnanti.

Inoltre, è opportuno portare con sé paletta e sacchetti (per raccogliere le eventuali deiezioni dell’animale) ed eventuali documenti riguardanti il cane.

In sintesi, per quel che riguarda le spiagge pubbliche, il divieto generalizzato di accesso agli animali sulle spiagge non è legittimo, purché vengano rispettati i criteri sopra enunciati.

Per quanto riguarda gli stabilimenti balneari, invece, non è possibile l’accesso ai cani contro la volontà del concessionario che abbia espresso in modo formale l’indisponibilità ad accogliere l’animale sul tratto di spiaggia che ha in demanio.

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a cura di Dr. Luca Buosi
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